Archivi del mese: marzo 2012

Mino e il primo giorno di primavera

Il cielo è azzurro. Una pellicola trasparente offusca la luce del sole. Il cemento della strada è caldo, le ombre sono nette. Giro l’angolo e lo vedo, sul marciapiede. E’ appoggiato al muretto del suo giardino, il basco calato sulla … Continua a leggere

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Una bella nevicata

Mari guarda Takahashi in faccia. Lo fissa dritto negli occhi, come se volesse controllare qualcosa. – Sì, ma perché ti interessi a me? – Mah, chi lo sa … In questo momento non te lo so spiegare nemmeno io. Ma … Continua a leggere

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Il sole e il freddo

È arrivata la primavera. Finalmente. È domenica mattina e il sole brilla alto nel cielo, ma una pellicola grigia ricopre la terra. Il freddo dell’inverno è penetrato profondamente nella terra nera della campagna. Il sole, ancora tiepido, la scalda in … Continua a leggere

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La stampede

Mario si svegliò di soprassalto. Si ritrovò seduto nel letto e annaspò a bocca aperta risucchiando l’aria con spasmi incontrollati. Intorno a lui il buio era completo, rotto dal verde stinto dell’orologio digitale sul comodino al suo fianco. Poggiò le mani … Continua a leggere

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A…

A chi parla alle spalle. A chi tradisce un’amicizia. A chi abbandona per opportunismo. La vita è bella lo stesso. Malgrado voi.

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Ma chiudere sì.

Perché c’è un dopo che deve cominciare e non può succedere che così. Strappandosi via la pelle morta del ritegno. Della vergogna e dei sensi di colpa. Della reticenza che distrugge le vite. Perché con il passato, con tutto il … Continua a leggere

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L’ineluttabile

Come si può spiegare quanto sia doloroso perdere uno sguardo? Come si fa a scrivere quanto fa male? Non è un dolore fisico. O forse c’è anche quello. Mi sbatto ma non riesco a trovare un modo per descriverlo. Quello sguardo … Continua a leggere

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La fine del mondo e il paese delle meraviglie

… se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient’altro che me … Continua a leggere

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Tao

Lo psicanalista mi diceva, stravaccato nella sua poltrona di pelle rossa consumata: “Non si ama per rabbia!”. Io annuivo con la testa ma dentro mi chiedevo: come si ama? Sono ormai passati dodici anni da quando lo salutai con un … Continua a leggere

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Le onde del silenzio

Il silenzio sono onde bianche di cotone che avvolgono tutto intorno a me. I muri bianchi le riflettono passive e le rilanciano nella nebbia polverosa della stanza. Il ticchettio dell’orologio scandisce il tempo che vola via, amplificato dal vuoto di … Continua a leggere

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