Lo smartempo

Non trovava pace. Riprendeva il cellulare, con uno slick lo attivava e ripartiva la ricerca vana di un gesto della donna. Contemporaneamente, sul vuoto nello schermo, ripartivano i pensieri, lucidi ma solo per un attimo, perché poi, invece, partivano le legioni delle giustificazioni. Ci sarà stato un motivo, nascosto da qualche parte. E lui si afferrava a quel motivo creato nella sua mente.

Il tempo passava, le rughe sul suo viso aumentavano, la ricerca della vita in quell’oggetto sottile e metallico lo allontanarono disperatamente dalla vita vera. E lui si perse il passare delle stagioni, le passeggiate lungo il porto tagliato dal vento secco della tramontana, le riflessioni sulla vita, l’acquistare le fragole dalla bella fruttivendola sotto casa, le chiacchiere mattutine con la giornalaia, che nel frattempo era invecchiata e pareva infeltrita come un vecchio maglione di lana logorato dal tempo e dall’uso.

I giorni scorsero veloci e indifferenti, le settimane tutte uguali spiegazzate come un foglio di carta consumato, i mesi volarono inseguendo le foglie nel vento.

Finché una mattina si guardò allo specchio e vide un vecchio. Gli sorrise stancamente, abbassò la testa e con una mano sottile afferrò il cellulare. Pigiò con poca forza sul tasto di accensione, inutilmente. Provò e riprovò. Ma non si accese.

Scosse la testa, si girò e aprì la porta del bagno, infilò il corridoio e ciabattando si diresse verso la cucina. Con un piede premette la leva e si alzò il coperchio del bidone della spazzatura. Guardò il cellulare nella sua mano. Lo accarezzò e poi lo gettò nella busta nera.

Aprì la finestra, uscì sul balcone, annusò l’aria fresca e profumata. Un odore intenso, un miscuglio di gelsomino e di agrumi. Guardò il cielo. Un picchiettare intenso, come quello delle gocce di una pioggia di fine estate, lo accerchiò. Il cielo diventò nero: milioni di storni passarono nel cielo fitti e ad una velocità impressionante. Tutto il cielo ne fu coperto. Dopo diversi minuti , e dopo una infinita coreografia di disegni nel cielo, la luce tornò e lo stormo volò via.

Il foglio azzurro del cielo si ripulì e lui vi infilò il suo sguardo.

E si smarrì. In pace.

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