Anna

AnnaPremetto che non amo particolarmente la scrittura di Ammaniti. L’unico libro che mi è piaciuto molto è stato “Io e te”. Gli altri no. Ho acquistato Anna con qualche remora, soprattutto per il battage pubblicitario che mi è parso eccessivo e che temevo nascondesse solo un’operazione commerciale e nulla di più. Insomma, niente sostanza, niente storia. Ho iniziato la lettura con questo stato d’animo. Sin dall’inizio mi è stato evidente che la storia fosse fortemente ispirata allo splendido, e unico, “La Strada” di Cormack McCarthy. L’ambiente circostante, la ricerca del cibo, il ruolo di Anna nei confronti del fratellino e così via. Poi, però, la storia mi ha preso e non sono riuscito ad interrompere la lettura. Ammaniti in questo libro è stato davvero molto bravo. La sua fantasia è indubbia ed è di qualità. Anche il “cuore”, la “sostanza”, della storia hanno una struttura intensa e che spesso lascia dei graffi interiori. Non c’è spazio per una speranza addolcita, melensa o edulcorata. No, qui c’è spazio per una speranza reale, concreta, quella speranza che ci accompagna nella vita di tutti i giorni e che si affanna tra rovi, spine, difficoltà, dolori e spesso anche tragedie. E’ un punto di vista da parte del mondo degli adolescenti profondo e su cui vale la pena riflettere. Credo che il messaggio di questo libro sia profondo e che meriti una attenta lettura e una conseguente riflessione, altrettanto approfondita. Bel libro. Leggetelo. Oh, sia chiaro che non mi sfugge che in realtà sia già una sceneggiatura per un futuro film. E’ chiaramente anche una operazione commerciale come tenevo prima di acquistarlo. Ma, in questo caso, c’è la stoffa.

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