Rivoluzione digitale

Voglio liberarmi dalla schiavitù. Voglio liberarmi dall’uso della tecnologia imposta dal Cerchio. Pensateci: è una corsa per accaparrarsi l’oggetto più nuovo; cercare il primo difetto per cambiarlo; addurre le scuse più insignificanti per acquistare il nuovo tablet più leggero, lo smartphone con lo schermo più grande e la fotocamera con milioni di megapixel perché ormai siamo tutti fotografi professionali.

Il mercato è saturo ed è dominato da poche grandi aziende. Ormai tutto ciò che facciamo, i luoghi dove andiamo, i nostri gusti, le foto che scattiamo, le chat che scambiamo, l’orientamento sessuale, i messaggi di qualsiasi tipo che inviamo e riceviamo. Tutto è catalogato e venduto. Oggi, come non mai, è necessario avere consapevolezza di quanto sia importante la privacy e la sua difesa. Oggi, come non mai, in mezzo ad un continuo profluvio di parole, immagini, pubblicità esplicita e indotta, è fondamentale la custodia dei propri pensieri e l’uso saggio e parco delle parole.

Oggi, come non mai, è necessario acquisire una nuova consapevolezza dell’importanza delle proprie opinioni e dei pensieri che non vanno affidati alla prima piazza telematica che si incontra. E’ importante evitare che finiscano in un grande magma che brucia tutto rendendolo superfluo e commerciale.

Va costruita una nuova era. Va riscoperta l’arte del riciclo, la conoscenza degli oggetti a cui affidiamo, è la tecnologia che avanza, la nostra vita. Va compreso che è possibile affidarsi ad uno smartphone sicuro senza spendere capitali; che è possibile imparare facilmente, perché la diffusione della conoscenza con la tecnologia lo consente, a sostituire i pezzi che si rompono spendendo poco e imparando ad utilizzare un banale cacciavite; che è possibile uscire dalla massa acritica e utilizzare sistemi operativi liberi e gratuiti fondati sul principio della cooperazione e del rispetto del lavoro altrui.

Liberiamoci dal Cerchio, affidiamo la nostra vita a noi stessi, difendiamone la serietà; svincoliamoci dal commercio inconsapevole delle nostre idee, dei nostri gusti, dei nostri rapporti personali.

Andate a scoprire un mondo innovativo non fondato sullo sfruttamento. Date un’occhiata al progetto Fairphone, oppure affidatevi ai banali smartphone cinesi di qualità e dal costo ridotto, imparate a criptografare i vostri dati, realizzatevi un cloud personale utilizzando un vecchio computer e i vecchi hard disk installando un sistema operativo gratuito, imparate ad utilizzare le Raspberry che costano meno di 50 euro e vi consentono di realizzare progetti incredibili, installate sui vostri pc o laptop una buona versione di Linux, ormai semplice da installare e da utilizzare ma fondata sul principio del libero software. Che non vuol dire fare quello che si vuole solo perché è gratis. Significa entrare in una comunità che ha a cuore il bene dell’umanità e che applica il principio della collaborazione e del rispetto de lavoro altrui.

Si respirerà aria finalmente pulita. E anziché passare la vita assaliti dall’ansia del consumo e della ricerca delle mode si avrà finalmente il tempo di dare un senso alle cose importanti che ognuno di noi ha dentro di sé. Fare anziché consumare. Costruire anziché sciupare. Pensare consapevolmente anziché inseguire le opinioni altrui.

Ok, sermone finito.

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