Fan#### va’

Prima o poi arriva il giorno in cui qualcuno ti presenta il conto. E’ il conto di una vita di impegno, di lavoro, di relazioni costruite. Prima o poi arriva il giorno in cui quella vita si conclude. Per una serie di motivi. In genere ci si arriva preparati, pronti a prendere un’altra strada, mantenendo un rapporto positivo ed equilibrato con il passato. Insomma, è semplicemente, anche se comunque difficile, una strada nuova su cui avviarsi. Una nuova opportunità.

La cosa diventa un po’ più complicata quando quel conto viene presentato sotto forma di un doloroso calcio nel posteriore che ti spinge via oltre una porta che ti viene, subito dopo, chiusa dietro la schiena, ancora dolorante.

Ancora più complicato è quando le persone con cui hai costruito proficue relazioni, e che credevi amiche, semplicemente ti girano le spalle e vanno via, spesso senza nemmeno salutarti. Anzi, se ti dovessi avvicinare troveresti sguardi impauriti, timorosi di essere compromessi dalla vicinanza dell’ “allontanato”.

Quando accade, la prima domanda che ci si fa è: “perché?”

E se non riesci a trovare una risposta, vi assicuro che si entra in un meccanismo doloroso che porta rapidamente ad una forma depressiva. L’autostima cade rovinosamente a terra. Non si riesce a pensare al altro. Non si dorme la notte. Non si sopporta il silenzio che grava sul proprio cellulare, fino a qualche giorno prima gioiosamente pieno di suoni che anticipavamo i vari messaggini su whatsapp, su telegram, su Facebook.

Invece, all’improvviso, piomba il silenzio. E inizia, invece, un furibondo ronzio interiore, l’inseguirsi di pensieri, di domande che si insinuano nelle pieghe più profonde e che non fanno capire più nulla. Ci si interroga ma non ci si può rispondere.

Bisognerebbe affrontare la questione con semplicità. E’ finita. Basta. Hai dato. Ora devi farti da parte. Ok. Sono pronto. Ma perché, insieme al conto finale, bisogna “espellere” anche le relazioni costruite?

Perché erano finte. Punto.

Quindi, non hai molte alternative amico mio. Vai incontro al tuo bivio, prendi l’altro sentiero, attrezzati con le scarpe giuste, tanto le hai, e inizia un nuovo percorso. Fanculo al passato, fanculo alle persone, fanculo a tutto. Accompagnati con un bel bastone di legno liscio e solido. Riempi lo zaino di poche cose, di qualche buon libro, di una paio di taccuini e matite. E riprendi il tuo cammino. Non puoi fare altro. Anche se le lacrime scendono sul tuo viso, e sai che per molte notti non riuscirai più a dormire. Fino a quando, nel silenzio e nel buio, il ronzio dei pensieri inizierà a scemare e si trasformerà in una cantilena che con calma ti accompagnerà verso la pace e la quiete. Fanculo va’.

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