Scrivete.

Scrivere è un atto che richiede responsabilità. Le parole vanno pesate, riflettute, scelte. La lingua italiana ha così tante parole che consentono di individuare quella che esprima con esattezza la sfumatura di pensiero che si vuole manifestare.

Scrivere è un atto che richiede fatica. Una fatica fisica e mentale. Bisogna staccarsi dalla quotidianità, sedersi ad una scrivania o sdraiarsi su un letto, aprire un computer o un taccuino, usare la mani, collegarle alla mente, al corpo, e tirare fuori le proprie emozioni, i pensieri, i sentimenti, le storie e riportarle fedelmente o distorcerle con fantasia, ironia, raccapriccio.

Scrivere è un atto liberatorio. Bisogna soffermarsi su sé stessi e su quello che ci accade intorno. Ma poi bisogna cercare nelle proprie pieghe la verità. E la verità spesso si nasconde in anfratti oscuri, si maschera come la pelle di un camaleonte perché non vuole farsi vedere, ha paura a mostrarsi all’esterno, agli altri ma soprattutto al proprio sé. Cercare in quegli angoli bui è un lavoro pesante, significa mettersi a nudo, avere il coraggio di indagare lì dove ci sono sentimenti di cui ci si vergogna e che non si vorrebbe ammettere che esistano. Però ci sono. E tirarli fuori consente di osservare con limpidezza e una maggiore consapevolezza non solo la propria vita, le storie che si vogliono raccontare ma soprattutto aiuta a codificare, interpretare, la realtà in cui si vive.

Scrivere è una scommessa. Si può vincere e si può perdere. Scrivere non significa dover necessariamente essere degli scrittori o ambire ad esserlo. In questo paese ce ne sono già fin troppi e questo è comunque un bene. Ma ognuno di noi ha delle storie da raccontare, da tramandare, da tirare fuori. In fin dei conti non serve molto: ciò che si usa ogni giorno, un computer o qualche foglio di carta e una penna, un dizionario che è fondamentale per conoscere nuove parole e nuove sfumature, un minimo di dialogo con sé stessi, aprire gli occhi su quello che accade intorno a. Poi serve del tempo da dedicare. Con pazienza e un po’ di forza di volontà.

Scrivere è una gioia. Personale e profonda. Cambia alcune cose. Anche quando si perde la scommessa. Ma oggi, proprio oggi, in questo paese alla deriva in cui odio, rancore, follia, razzismo stanno emergendo con una violenza inaudita, la resistenza si ricostruisce da questo piccolo atto rivoluzionario. Guardarsi dentro e guardare fuori con attenzione, con metodo e senza paura. Scrivere è trovare il coraggio di tirare fuori tutto, anche l’indicibile, per chiamare le cose con il loro nome e cercare le parole giuste per combattere il ritorno all’oscurità.

Scrivete.

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