Le onde nel cielo

Alle quattro del pomeriggio ho poggiato il libro che, comunque, era poco interessante. Mi sono reso conto solo in quel momento che la stanza era stranamente buia, per quell’ora. Ho guardato fuori della finestra e in effetti il cielo era grigio scuro. Uno scurore strano che mi ha incuriosito. Mi sono alzato dalla poltrona e sono uscito sul terrazzo. Ero incredulo, quel che stavo vedendo era anomalo. Il cielo era coperto interamente da nuvole grigie, con stratificazioni di colori. Erano onde, come un mare in burrasca, nel cielo con strisce più chiare alternate a strisce più scure. Ne avevo letto sui giornali ma mai mi era capitato di vederle sul cielo della Puglia. Fino all’orizzonte era un lenzuolo di onde orizzontali, dalla consistenza di batuffoli di cotone, morbide ma inquietanti. Il vento era calato, un silenzio totale gravava sulla città. Non un suono di motore, un chiacchiericcio, un abbaiare di cane. La temperatura era mite per essere un pomeriggio di fine novembre, eppure una sensazione di minaccia pesava nell’aria. Ne percepivo l’essenza, la sostanza, il pericolo.

Nel silenzio totale, all’improvviso ha iniziato a piovere. Gocce dritte, sparate con intensità iniziarono a cadere dal cielo, sempre più veloci. Mi misi sotto la copertura del balcone e osservai con una sensazione di curiosità mescolata, ancora, alla sensazione di pericolo. Le gocce rimbalzavano sul cemento della strada, foravano le foglie degli alberi di fronte. Nel cielo le nuvole iniziarono a spostarsi proprio come le onde del mare e il grigio del cielo ha iniziato lentamente a virare sul verde chiaro e poi sempre più scuro.

In pochi minuti si sono formate numerose pozzanghere sulla strada. Mi sono incantato ad osservare il metallo della balaustra del terrazzo che è diventato di un colore nero lucido, ma in breve le gocce cambiarono consistenza e gocciolarono dense come il liquido di uno sciroppo.

Era un gocciolìo lento che contraddiceva la forza con cui cadeva l’acqua dal cielo. Non capivo cosa stesse accadendo. Erano fenomeni nuovi di cui non conoscevo nulla e l’ignoto se da un lato mi affascina, dall’altro mi allarma, mi fa paura.

Non ho avuto il tempo di dare spazio alla paura perché all’improvviso, così come era venuta, la pioggia scomparve. La luce era più intensa e alzai lo sguardo: le nuvole erano scomparse. Nel cielo scorrevano pigramente solo alcuni cumuli sparpagliati. Come se nulla fosse accaduto. In lontananza un cane iniziò ad abbaiare, seguito dal latrato di altri cani. Una macchina passò nella strada sotto casa e sentii il tranquillizzante rombo del suo motore.

Rientrai dentro casa, mi lasciai cadere nella poltrona. Ripresi il libro tra le mani, lo aprii, detti un altro sguardo verso la finestra. Ripresi a leggere. Mi interruppi, mi rialzai e andai a prepararmi un caffé. Ne avevo bisogno.

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