Satura è la notte

Novembre è il mese dei tramonti più belli dell’anno. E’ una specie di consolazione per la riduzione della luce durante il giorno, un risarcimento per il ritorno dell’ora solare, quello che un tempo definivo come “il grande buio”. Uno scurore che gonfia le paure, l’ansia della malttia, l’alito del terrore che si nasconde dentro gli angoli, gli anfratti nelle strade, le crepe dei muri.

Ogni sera, nel momento in cui il cielo diventa un blu intenso che vira verso il grigio per poi tingersi di cobalto, io vado verso la campagna. Mi lascio alle spalle il cemento dei palazzi, le strisce grigio chiaro dell’asfalto consumato dalle macchine, quella lunga striscia bianca che taglia in due le corsie delle strade, i fari delle macchine che mi accecano anche se non ancora buio. Sterzo verso occidente e infilo il rettilineo che mi porta verso la pianura. Costeggio i filari dei vitigni le cui foglie sono rosse, vicine al seccarsi e diventare sottili come carta. L’erba è cresciuta e avvolge le barbatelle, in mezzo tra le fila di ferro che stringono i rami sono fiorite strisce gialle e profumate di camomilla.

In fondo, lungo la linea dell’orizzonte, si stagliano le linee dritte degli alberi che costeggiano qualche rigagnolo di acqua fredda e dolce. Subito sopra le cime piegate dal vento le nuvole coprono il sole che veloce scende verso l’altra metà del pianeta. La luce nascosta dal grigio gonfio e saturo è rossa. Sotto la massa ovattata la luce si frantuma in rivoli dritti di lampi colorati sulla cui parte superiore si mescola il grigio ferroso della nuvola. Sono i “raggi di Dio” che piombano obliqui verso la terra. Sono i rami del sole che afferrano il bordo dell’orizzonte per tirare giù la massa infuocata e spingerla verso l’alba nell’altro lato del mondo.

Fermo la macchina, scendo. Il vento freddo colpisce il mio viso. Alzo lo sguardo e inspiro a fondo l’aria profumata di fiori di campo e di erba umida. Il suono del vento si infila tra gli alberi, li piega, si abbassa e sfiora i campi. Al momento del tramonto il vento si arresterà e la temperatura si alzerà di un paio di gradi rendendo piacevole l’inizio della notte. Il silenzio ingoierà tutti i rumori, persino gli animali si fermeranno a rispettare la liturgia.

Il tramonto è un atto di pulizia, è il distendersi un velo leggero e misericordioso che spazzerà via il male del giorno, lo ripulirà nella quiete del riposo.

Nel frattempo mi godo i colori saturi del giorno che va via, la luce calda e colorata che mi ricorda la bellezza della vita. Nonostante. Già, nonostante.

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