Le nebbia e il profumo della focaccia.

Novembre ha il profumo dell’adolescenza. Nel buio della sera i contorni si sfumano nella nebbia che lenta scende dal mare e durante la notte ingoierà le forme e i rumori. L’aria spessa e bianca si riempirà dell’odore del legno bruciato nei camini. Aprendo le finestre il freddo si intrufolerà e l’aria riscaldata delle stanze profumerà della focaccia al pomodoro. Il profumo della pasta lievitata si fonderà con quello dell’origano e dell’olio buono pugliese, il naso più sensibile riconoscerà quella vaga punta acida che sa di liquido denso e opaco, non filtrato.

Il ricordo si perderà nel tempo, rincorrerà i viaggi su un vecchio Boxer Piaggio rosso. Le mani paffute e morbide che afferrano la vita sottile del ragazzo che guida, fingendosi spericolato per sentire la pressione farsi forte, il cuore che rimbalza accelerato sulla sua spalla ben nascosto dal seno duro, pieno e appuntito della ragazza. Un sorriso si allarga sul viso del ragazzo, sente sulle labbra la promessa di un bacio che verrà rubato non appena lei scenderà, frettolosa di rientrare a casa per evitare il dispiacere della madre.

Il rettilineo gli impedisce di sterzare, rallenta per godere del poco tempo che ha davanti a sè prima di separarsi. Rallenta ancora, sente le ginocchia della ragazza che si stringono sulle sue cosce. Non ne avverte il calore perchè, maledizione, il tessuto dei jeans è spesso e ruvido. La sua mano sinistra rischia l’abbandono del freno e scende rapida, ormai ha deciso, per sfiorare il polpaccio della ragazza. Sente sotto i polpastrelli il tessuto morbido delle sue calze e, finalmente, avverte il calore della sua pelle. Gira il viso verso di lei, che piega leggermente la testa per guardarlo. Sorride, lei. E lui sente un soffio di felicità scendere nel respiro che si fa leggero.

Il semaforo chiude il rettilineo. E’ rosso. Lui si ferma. Poggia i piedi sull’asfalto umido. Si gira, gli occhi negli occhi. Si piega e la bacia. E’ il loro primo bacio. Sono inesperti, non sanno cosa fare. Si perdono nella ricerca di una tecnica, credono ancora che sia importante per farsi piacere. Le labbra da rigide, al tocco della morbidezza e del calore, al mescolarsi di un profumo sconosciuto, si cercano in un modo nuovo, spontaneo. Si uniscono, si scambiano gli umori, si socchiudono, azzardano spontaneamente lo sfiorarsi delle lingue. Gli occhi si chiudono, si perdono roteando, nel buio dello smarrirsi.

Sobbalzano al suono del clacson alle loro spalle. Gli occhi si riaprono, si cercano si sorridono. Lui inarca il sedere, alza il treppiede e dà gas. Lei lo abbraccia stretto e poggia la testa sulla sua spalla. E’ stato bello, pensano all’unisono senza dirselo. Sì, è stato talmente bello che lo ricorderanno per tutta la vita. Lui accelera e inizia la salita del ponte. Al termine lei sarà arrivata al portone di casa. In fondo al viale la nebbia scende velocemente e gonfia il profumo dei camini e della focaccia calda. Nasce un nuovo profumo, anch’esso indelebile. Fino alla fine dei giorni.

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