Le storie. Ne aveva tante da raccontare. Erano impavide e rumorose come l’acqua e i sassi del torrente che scorreva furioso sotto gli abeti e i larici con i rami, carichi di neve candida, che scricchiolavano per il peso. Ma lui, paziente e sorridente, le prendeva per mano e le portava con sé in cima alla montagna glabra.

Lì sopra, dentro il frastuono del vento secco e irsuto con i piedi tra le rocce coperte di ghiaccio, le invitava, guardandole dentro, a inspirare l’aria pura e gelida e a contemplare la bellezza della tavolozza di colori di un luminoso tramonto infuocato.

Chiusero gli occhi e aspettarono che il silenzio le quietasse.

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