L’ultimo sorriso

Ho il tuo viso davanti ai miei occhi. Un triangolo stretto e lungo, con l’angolo acuto verso il basso. Un cespuglio come sopracciglia, due occhi grandi come ciliegie mature, la pelle striata dal tempo e dai neon. Le tue mani sono angoli che cercano la morbidezza e la pace in qualcosa di morbido e tondo che le avvolga e le tenga calde. Invece sono gelide, il sangue non le irrora, bianche come il latte versato.

Mi guardi, abbozzi un sorriso e poi le tue labbra si piegano all’ingiù, la striscia sottile e spuntata dei baffi ne seguono la curva.

E’ la tua tristezza che prende il sopravvento, quell’aroma amaro che è il tuo profumo, l’essenza della tua vita. Hai dato il massimo, ma non ti è stato riconosciuto.

Ti ammalerai per questo. Ma lo supererai, nel sottile momento in cui il respiro si affievolirà e il tuo cuore darà l’ultimo sobbalzo.

Un sorriso, l’ultimo, apparirà sul tuo bel volto di uomo antico.

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