Cosa sarà?

Il bastone di legno, liscio e bianco, si infila nella sabbia sottile. Le alghe scure, la poseidonia, si ammucchiano a formare una diga in cui si infila l’acqua del mare. Le dune di sabbia dura mescolata all’argilla verde si innalzano a formare colline. Le cime sono un rigoglio di batuffoli di piante grasse, di fiorellini color glicine, di erba gialla. Subito dietro si intuiscono grovigli di arbusti, di bassi alberi dai rami spogli contorti dal vento. E’ come se gli alberi si aprissero e si torcessero nel tentativo di afferrare i refoli della brezza marina, assettati di acqua, di umido. Il sentiero, davanti a me, si apre una spazio ristretto tra il verde che si affaccia fino alle rocce nere che interrompono la sabbia. Alla destra una muraglia di vegetazione alta chiude la strada allo sguardo. Il vento si infila in quel groviglio e si trasforma in una musica sensuale. Mi fermo, chiudo gli occhi. La musica si insinua nelle mie orecchie e mi sento come Ulisse, stordito e confuso dal canto delle Sirene. Riapro subito gli occhi e la luce abbacinante della sabbia argentata di una piccola caletta mi abbaglia. Un campo di fiori bianchi copre una nuvola di piante grasse verdissime. Sono i gigli di mare. E’ scritto su un cartellone di legno scolorito messo lì, davanti a quel campo che illumina, di riflesso, il mare verdissimo che copre le rocce bianche e giallastre di Torre Guaceto.

Dedicato a te.

 

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1 risposta a Cosa sarà?

  1. val scrive:

    grazie, nella speranza che il “te” sia io. Se non lo è, non me lo dire…mi piace pensare così! :-*

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