Non si leggono i giornali al lavoro…

La stanza è illuminata dal sole e tutto assume un color ocra luminoso e allegro. Stampo l’evidenza dei controlli e la poggio sulla scrivania grigia e impolverata della collega.

Lei alza la testa e mi dice: “li sto facendo io i controlli!”. La sua voce ha un tono acuto che mi provoca un vago senso di fastidio. Piego la testa di lato. “Li ho già completati stamattina. Tutti i controlli sono stati fatti.” Glielo dico con un tono basso, tranquillo.

“Non è possibile! Li sto facendo adesso!” Il suo tono si alza ancora di un’ottava.

“Ok. Non credo sia materialmente possibile, ma dai uno sguardo. Non li trovi più sulla rete. Lascia perdere, dai…”

“Tu non puoi averli fatti…” mi insegue la collega, “…stai leggendo i giornali!”

Strabuzzo gli occhi. Nel frattempo mi sono seduto alla scrivania. La guardo, come fulminato da una rivelazione; di quelle che ti fanno scoprire una vena filosofica nuova e che ti consentirà di guardare il mondo con uno sguardo più indulgente e più sereno. Il Karma che scende su di me.

La guardo, quella cavolo di scrivania bianchiccia e mal pulita. Sconsolato osservo i batuffoli di polvere che si inseguono mossi dal vento dell’aria condizionata. Noto, con un po’ di disgusto, che sotto la lurida stampante grigia si affacciano scaglie di carbone evidentemente scaricate dai fori inferiori. Il toner si ricicla nelle mie mucose nasali. Ecco perché quando respiro mando un sibilo allarmante.

La scrivania è desolatamente vuota: due fogli di una vecchia circolare aggiornata, la tastiera nera del pc winzozz, una penna incrinata, una spillatrice e un bicchiere di plastica vuoto dove, nel frattempo, si è infilato una pallina di polvere nera. Dove sono i giornali? mi chiedo preoccupato. Li avrò messi da qualche parte e mi sono dimenticato dove?

Scuoto la testa e ricordo, ingoiando il senso di colpa che mi accompagna in ogni millimetro percorso dalle mie gambe. I giornali li leggo alle sei e mezza di mattina sul mio iPad. Quando esco da casa per andare in centro a lavorare li acquisto comunque in edicola. E’ il bisogno affettivo di non fare del male a Liliana, la mia scorbutica edicolante i cui rimbrotti di buongiorno mi mettono di buonumore.

I giornali non li ho con me. Punto.

La guardo e le dico: “ma che cavolo stai dicendo? quali giornali?”

Lei, tranquilla, riprendendo a guardare il monitor del pc mi risponde: “Ma no, era così… tanto per dire”

“Tanto per dire?” Alzo la voce.

Ok. Mi alzo. Con le mani afferro la scrivania, la alzo dal pavimento, uso quel poco di forza che ho nelle braccia e la scaglio verso la collega. La scrivania si schianta, monitor compreso, in un gran fracasso sul bordo della scrivania della collega spostandola di peso e schiacciando pericolosamente la sedia su cui è seduta verso l’armadio alle sue spalle.

Frena subito prima che la schiacci contro il mobile. La guardo, le sorrido tranquillo.

“Ti ho lanciato il giornale. C’è un bell’articolo a pagina dodici sulle piste ciclabili in Trentino. Leggilo. Aiuta a rilassare la mente.

Mi giro e vado in bagno.

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3 risposte a Non si leggono i giornali al lavoro…

  1. Maurizio scrive:

    Sogno o realtà?

  2. Maurizio scrive:

    Gajardo 😉

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