L’uomo verticale

E’ un libro bellissimo. Mi ha coinvolto in modo totale. Nel leggerlo sono stato come ingoiato in una dimensione parallela e ho vissuto fisicamente la sua evoluzione. Sono stato male, spesso, e mi sono commosso più volte. Non credo si possa commentare un libro del genere. E’ visionario ed illuminato ed ha la capacità di toccare corde importanti, di quelle che restano e segnano a lungo. Insomma è un libro di quelli che non si dimenticano. L’unico neo è che è sin troppo evidente che ha attinto a piene mani dalla struttura del libro di Cormack McCarthy “La strada”. Me l’ha ricordato molto spesso ma ha, comunque, una dimensione di alto spessore che conferma la bravura di questo giovane autore. La capacità di Longo è quella di raccontare storie totalmente diverse tra di loro ma con una notevole scrittura che resta sempre essenziale. Non c’è mai, e sottolineo mai, una sola parola inutile o che abbia una finalità di “apparenza”. E’ tutto tagliato per dare struttura alla storia e ai suoi personaggi.

Un libro da leggere anche se non adatto a persone deboli di cuore.

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