Chiudere.

Voglia di mollare tutto. Voglia di tornare a casa, di chiudermi in una stanza e sedermi nella penombra grigia dello studio. Voglia di aprire il MacBook, posato al centro della scrivania sotto il cono arancione della lampada Ikea, e scrivere di sogni e di rimpianti.Qui, in una piccola stanza illuminata da una lampada gialla a basso consumo, sono immerso in una atmosfera densa di umori, di aria umida, di tensioni differenti. Il naso mi brucia, mi pizzica, respiro a fatica. Qui mi ritrovo ridotto ad un ruolo di testimonianza che non mi appartiene più. Si può chiudere una vita di impegno rendendosi conto che non si è ottenuto quasi nulla di quello che avevo in mente?

Evidentemente non solo si può, ma si deve.

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