Il grigio e l’arcobaleno

Non posto, e continuo a scrivere in privato, o non scrivo proprio più?

Non scrivo più.

Perché? Perché dentro sono come un lenzuolo bianco appeso su un filo di metallo all’esterno di un balcone di cemento. E questo lenzuolo, esposto alla pioggia, al freddo, al vento di tramontana (lo scirocco no perché è bloccato dalle mura del palazzo), all’aria assolata del tardo mattino di un giorno limpido come solo febbraio lo può regalare, è diventato grigio, con sottili strisce di nero.

E’ la sporcizia delle intemperie?

No, perchè la pioggia portata dal vento del nord è limpida, pulisce lo sporco e spazza via i depositi polverosi degli aghi di pino caduti dagli alberi dal tronco pallido e contorto, di fronte al balcone.

No, quel grigio e quelle sottili strisce di nero sono il carbone e il benzene che l’aria leggera del cielo nascondono ai miei occhi, mentre mi accarezza fresca nelle sue folate. E’ lo sporco micidiale che si annida nel tempo melmoso che mi accompagna in queste settimane. E’ una polvere sottile che non riesco a vedere e che si infila nei pori del mio tessuto, nelle pieghe del cervello e che ha intasato le coronarie del mio cuore, un tempo aperto.

Una polvere che si è accumulata e addensata nelle emozioni, tappandole inesorabilmente senza che me ne rendessi conto.

E un giorno, quando ormai era troppo tardi, mi sono accorto che il fluido leggero del sorriso, del disincanto, della follia che apre la mente e il cuore e che portava la mia mano, con leggerezza sorridente, a scrivere con una penna sul moleskine o a battere i tasti retroilluminati di questo MacBook, era semplicemente scomparso, svanito nel nulla. Ha lasciato il posto ad un lenzuolo rattrappito, infeltrito dal grigio e dal nero.

C’è un modo per lavarlo, per togliere il carbone e per restituire il bianco alla mia mano?

C’è un modo per afferrare i colori dell’arcobaleno che il tessuto del lenzuolo rifletteva dal cielo strappato alle nuvole dopo un temporale? C’è il modo di leggere il giallo e l’arancione, il celeste e il viola dentro il grigio e il nero del carbone e del benzene?

C’é?

 

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