La linea retta

TramontoNel tardo pomeriggio, quando la luce lascia il suo spazio all’ombra, alzate lo sguardo dalle vostre inquietudini e guardate il cielo. Guardate verso ovest, fate cadere lo sguardo sulla linea dell’orizzonte, lì dove si mescola la terra con l’infinito; lì dove il profilo scuro degli alberi spezza la luce del sole morente; lì dove ogni rotondità, asperità o sfumatura torna linea retta, ridiventa essenza pura. Da giorni, da settimane, da qualche mese, in particolare quando il cielo è sfiorato da nuvole dense e morbide che camminano pigre e sparse, i colori del tramonto sono di una intensità mai vista. Il giallo oro del sole digrada verso un arancione limpido, e man mano che lo sguardo sale verso l’alto, alla ricerca della stella polare, si trasforma, lento come il procedere delle nuvole, in rosa antico in glicine e poi in un violetto leggero. A guardare il cielo, mentre un sorriso spontaneo si disegnerà sul vostro viso quasi inconsapevole, vi apparirà un quadro di una tale bellezza che nessun pittore, nessun maestro del colore, nessuna ricerca disperata di nuove tonalità, con un pennello che spalma decine di colori mescolandoli su una tavolozza di legno screpolato, potrà mai realizzare.

In quel preciso istante il silenzio scenderà intorno e dentro di voi. Un respiro lento e leggero penetrerà i vostri polmoni, l’aria gelida della sera che avanza pulirà i vostri occhi e la luce tremolante intorno a voi diventerà nitida, di cristallo.

Un momento di limpida serenità che cancellerà ogni ombra, ogni ansia, dal vostro cuore.

Questa voce è stata pubblicata in Pensieri, Racconti, Sottrazione. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *