Sulla tecnologia e dintorni

Della serie: la tecnologia aiuta o è una pura rincorsa consumistica? Questa riflessione parte dalla constatazione amara che, pur essendo un possessore di strumenti tecnologici, sono anche infelice. Potrei fare sfracelli con simili “device”, invece non riesco a fare granché. Sono pigro? Forse. Sono incapace? Forse. Soprattutto, però, ho sete di semplicità e di avere tra le mani pochi strumenti che mi facciano fare facilmente ciò di cui ho bisogno.

Di cosa ho bisogno? Di scrivere mail, di fare foto e socializzarle, di essere aggiornato, di leggere documenti e diffonderli in tempo reale. Ok, tutte cose che la moderna tecnologia consente di fare facilmente. E’ così? No!

Dunque, ricapitoliamo: ho un iPhone 5 e un iPhone 4, un iPad 3 e un MacBook Pro di inizio 2010, comprato ricondizionato dalla Apple. In casa ho anche un PC assemblato con installati Windows 7 e Linux Ubuntu 13.10. Di tutto di più. Dovrei essere a posto. Macché!

I due iPhone hanno delle antenne con una ricezione un po’ approssimativa per cui dentro casa o al lavoro ho problemi di connessione in rete H3G (3). Morale: mi cercano sul cellulare e risulto non raggiungibile. Cambiare gestore? Ho avuto Vodafone ed era peggio di prima. Viaggio molto con il treno sulla linea Brindisi- Roma: non c’è quasi mai campo e per circa cinque ore sono fuori connessione. Questo problema, ovviamente, crea qualche problema anche per la funzione tipica di uno smartphone: non mi posso connettere e quindi niente social network, che per me è Twitter e cioè informazione secca e sintetica in 140 caratteri.

Beh, penso, hai l’iPad. Pesa poco. Pare. Invece pesa, custodia compresa, poco meno di un chilotto e dentro lo zaino mi sega la spalla come se portassi un portatile di un paio di chili. E’ uno strumento eccellente, il migliore probabilmente. Tranne un piccolo particolare: se non hai un account gmail, o un dominio personale, non si riceve posta e non si spedisce perché i gestori sono in concorrenza tra di loro. Morale: se hai Vodafone non trasmetti nulla, se hai 3 non puoi ricevere e trasmettere da un account Virgilio o Tin o Tim e viceversa. Quindi meno male che hai gmail. Ma se sei uno, come me, che lavora per una organizzazione che ha una sua struttura sono dolori, a meno che tu non sia uno smanettone collaudato e sappia accrocchiare qualche idea per uscire dall’inghippo. Ma ci vuole tempo e fortuna.

Il MacBook Pro. Bellissimo con il suo alluminio anodizzato e la sua eleganza, con il suo sistema operativo Mavericks. Bello. Ma tavolta inutile. Con l’ultimo aggiornamento non funziona più l’applicazione Contatti dove avevo salvato tutti gli indirizzi mail a cui inviare quotidianamente i documenti che elaboro. L’applicazione Mail non li accetta più. Morale: devo riscrivere ogni volta la bellezza di 50 indirizzi, uno per uno, mettendoci una vita e mezza. Alla faccia del tempo reale. Finito? No! L’applicazione Mail è lentissima nello scaricare e ancor di più nello spedire anche una singola mail. Significa che se ho pochi minuti devo restare lì imprecando come una bestia e aspettando che la signora applicazione si decida, dopo circa cinque minuti, di far partire la mia benedetta e urgente mail. Pensate questa scena alle 7.30 del mattino quando la casa è una bolgia perché i figli devono sbrigarsi per andare a scuola e aspettano me per accompagnarli e la moglie, che ha fretta di andare al lavoro, aspetta anch’essa me per spostare la macchina. Ma Mail ha deciso che la vita va presa con grande calma.

Finito? Un attimo. Da anni ho rinunciato, con grande piacere, ad utilizzare Microsoft Office che per Mac, comunque, è decisamente migliore della versione per Windows. Però preferisco usare Oracle OpenOffice che è gratuito e ha più funzioni del concorrente più famoso. Non ho mai avuto problemi, tanto è vero che l’ho installato su tutti i computer, mac o pc, che ho avuto e ho tra le mani per piacere o per lavoro. Beh, da quando ho installato Mavericks sul Mac non funziona più. Letteralmente. E’ morto. L’ho disinstallato e scaricato una versione vergine più volte. Nisba, non funziona più e sui forum, pur rilevando moltissimi che hanno problemi identici ai miei, non ci sono soluzioni di alcun tipo né da parte di Apple che da parte della Oracle. Morale? Ho dovuto scaricare, pagando (poco), la suite NeoOffice che lavora molto bene ma non è al livello del mio amato OpenOffice.

Tutti questi sono problemi del Mac? Provate a mettere le mani su Windows 8. Mi sapete dire come si fa a cercare un programma o un file? Evitate di fare i brillanti: la risposta la so, ma immaginate un utente qualsiasi che non ha una eccessiva dimestichezza. Ci sbatterà ore perché quel sistema operativo è illogico e incomprensibile. E’ stato programmato per gli strumenti “touch” e quindi per tutti gli altri è poco logico. E poi provate a girovagare alla ricerca del Pannello di Controllo. Dovrete fare tutta una serie di ricerche e non è detto che, alla fine, riusciate a venirne a capo.

In sintesi, dove la girate e la voltate, la tecnologia è una trappola per gonzi in cui il fine non è quello di aiutarvi a fare meglio quelle pochissime cose di cui avete bisogno. E’ semplicemente quello di durare il meno possibile e invogliarvi a comprare sempre più rapidamente un nuovo oggetto, un nuovo programma, un nuovo sistema operativo. Penserete, dopo ogni acquisto, di aver fatto la scelta giusta e di aver finalmente risolto i vostri problemi. Errore! Saranno sempre di più e sempre meno risolvibili.

Il mio Mac ha quattro anni, ossia un periodo di tempo che per la tecnologia è un’era geologica. Teoricamente. Perché a saper guardare l’hardware non c’è molta differenza rispetto a un portatile uscito un paio di giorni fa. Certo la differenza è nel risparmio energetico, nella qualità del monitor, nell’efficienza della ram. Però la differenza nella velocità di esecuzione di un programma o di un’attività è in un centesimo di un battito di ciglia, cioè non ve ne accorgerete mai. Di una cosa però mi accorgo: per battere questo post impiego una mezzoretta. All’inizio la batteria è al 90%. Alla fine, mentre lo sto rileggendo, la batteria è al 15%. Cioè ha esaurito la sua carica. Vabbé, direte, mettilo sotto carica, non è un problema. Non posso. Sono le 20,30 e per caricarsi ci impiegherà almeno quattro ore. E sarò a letto a dormire. Dovrò rimandare a domani. In sintesi, dopo quattro anni, posso lavorare in autonomia per circa un’ora e impiegare quattro ore per la ricarica. Una follia.

In questi quattro anni ho cambiato il disco rigido, e ho dovuto imparare a farlo da solo altrimenti avrei speso un pozzo di soldi e avrei dovuto aspettare mediamente dalle due settimane ad un mese mentre guardando un paio di filmati su youtube ci ho impiegato tre minuti e mezzo nonché risparmiato un mucchio di denaro, e raddoppiato la ram perché ogni aggiornamento di sistema operativo rallentava la macchina. La madre delle domande è: possibile che un investimento di oltre 1.200 euro dopo pochi anni non valga più nulla? Possibile che non ci siano vie di mezzo? Possibile che non ci sia spazio per il sentimento, per l’affezione ad un oggetto in cui si sono scritti pensieri, racconti, lavori, elaborato idee, vide, presentazioni, registrato fotografie, che sono pezzi della propria vita, musica, film? Possibile che si debba buttare e basta?

La risposta ce l’ho ma chiudo così, sperando che qualcuno voglia commentare ed iniziare un dibattito.

Ah, ovviamente nella mia risposta c’è spazio per un ragionamento anche su Linux, la filosofia dell’opensource e dei sistemi gratuiti per consentire a tutti di poter aver a che fare con la tecnologia senza aver messo da parte capitali e macchine all’avanguardia. Perché, incredibile ma è possibile, si può lavorare con strumenti vecchi.

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3 risposte a Sulla tecnologia e dintorni

  1. maurizio scrive:

    Ti ho risposto su FB, che faccio? copio incollo qui? Il tema mi interessa 🙂

  2. Fabio scrive:

    Moleskine? Investimento durevole, tecnologia collaudata nei secoli e massima compatibilità con tutti i sistemi di lettura, compreso il braille, se ti procuri gli attrezzi giusti.
    E poi c’è questo: http://www.youtube.com/watch?v=iwPj0qgvfIs

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