{"id":1089,"date":"2015-07-10T18:26:58","date_gmt":"2015-07-10T18:26:58","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1089"},"modified":"2015-07-10T18:26:58","modified_gmt":"2015-07-10T18:26:58","slug":"le-bolle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1089","title":{"rendered":"Le bolle"},"content":{"rendered":"<p>Le parole escono da un corpo e vanno alla ricerca di un altro corpo in cui immergersi. Le parole sono delle bolle piene di sostanza densa e nutriente. Quando entrano in un altro corpo si pigiano, si infilano nelle fessure, premono, si modellano senza schiacciarsi e quando hanno trovato un cantuccio comodo e accogliente scoppiano. La sostanza densa e nutriente si spande, si mescola alle cellule e irradiano la loro forza ovunque sia possibile arrivare. Le parole hanno bisogno di un altro corpo.<\/p>\n<p>Quando le parole vagano e non riescono a raggiungere nessun altro corpo, o quando lo trovano ma non ci sono fessure in cui intrufolarsi o se ci sono ma una porta ne impedisce l&#8217;accesso, la loro cera esterna inizia a seccarsi. Alcune piccole crepe si formano, si arricciano lentamente, poi si slabbrano e infine spaccano la cera delle piccole, anche se molte sono grandi di dimensioni, bolle. E il liquido denso fuoriesce, sgocciola per terra, la bolla si smarrisce e precipita sul cemento o sulla terra seccata dal sole. Non raggiungeranno un altro corpo, non si mescoleranno con altre cellule. Moriranno. Il loro viaggio potr\u00e0 breve o anche lungo ma sar\u00e0 comunque vano, inutile.<\/p>\n<p>Le parole escono dal mio corpo. Il liquido denso \u00e8 il mio. Mi \u00e8 costato sforzo farle uscire dalla bocca. Le vedo volare nell&#8217;aria, vedo come si orientano, in modo un po&#8217; disunito all&#8217;inizio ma poi trovano con coraggio la strada. Vedo il corpo verso cui si indirizzano. L&#8217;ho scelto io oppure l&#8217;ho incontrato per caso. Qualche volta sono un po&#8217; birichine e si dirigono verso altre orecchie, diverse da quelle a cui volevo giungessero. Mi chiedo spesso se dipenda dal caso, non so: un colpo di vento, oppure perch\u00e9 una volta uscite dalle mie labbra acquistano una loro dimensione autonoma, insomma decidano per fatti loro dove andare e chi raggiungere.<\/p>\n<p>Spesso le vedo sbattere contro un corpo. Le vedo respinte o semplicemente rimbalzare non accolte. Volano indietro, sbandando, poi \u00e8 come se si scrollassero di dosso la paura e prendessero di nuovo la rincorsa. E le osservo, con le sopracciglia sollevato e un vago sguardo preoccupato, sbattere di nuovo, ancora respinte. Loro provano e riprovano, inutilmente. Le vedo sempre pi\u00f9 deboli, stanche, deluse. Per poi morire disidratate.<\/p>\n<p>Alcune volte sono accolte, si infilano nell&#8217;altro corpo. Ed io aspetto di vedere l&#8217;effetto del liquido denso che viene assunto e metabolizzato. Ed invece non succede nulla. L&#8217;altro corpo resta inerte, uguale a s\u00e9 stesso. Per poi essere sputate, impietosamente, dalla bocca dell&#8217;altro corpo. Piombano a terra e scoppiano. Il liquido si spande sulla terra, o sul cemento, per poi sciogliersi e diventare vapore sotto il caldo del sole giallo.<\/p>\n<p>Sgomento fisso il volto dell&#8217;altro corpo. A sua volta mi osserva con un sorriso beffardo o con un ghigno dalle labbra sottili e amare.<\/p>\n<p>Le parole senza un altro corpo con cui fondersi non hanno senso. E&#8217; un peccato vederle morire cos\u00ec, senza poter fare nulla per salvarle. Perch\u00e9 il liquido denso che contengono \u00e8 il mio, mi \u00e8 costato fatica e sofferenza.<\/p>\n<p>Ho deciso che non sopporto pi\u00f9 questa sofferenza. Ho deciso che non voglio che escano dalla mia bocca. Ho deciso che non voglio pi\u00f9 soffrire.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un solo modo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le parole escono da un corpo e vanno alla ricerca di un altro corpo in cui immergersi. Le parole sono delle bolle piene di sostanza densa e nutriente. 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