{"id":1131,"date":"2015-10-16T18:08:05","date_gmt":"2015-10-16T18:08:05","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1131"},"modified":"2015-10-17T06:13:46","modified_gmt":"2015-10-17T06:13:46","slug":"la-forma-del-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1131","title":{"rendered":"La forma del buio"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Sera. Interno casa. Davide era seduto alla scrivania. La casa era al buio. Dalla finestra alle sue spalle filtravano le luci arancioni della strada. Era stravaccato sulla sua vecchia sedia di legno. La faceva oscillare spingendola all&#8217;indietro, lentamente. Con la mano si arricciava la barba e pensava che fosse troppo lunga. Cercava di sciogliere i piccoli nodi dei lunghi peli brizzolati, senza riuscirci. Guardava di fronte a s\u00e9, verso il muro in fondo alla stanza. Riusciva ad intuire nel buio solo la cornice del quadro appeso perch\u00e9 i riflessi provenienti dalla finestra disegnavano sottili e lunghe strisce arancioni sul legno dorato. Il muro era nero, come il suo umore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con l&#8217;altra mano manteneva la cornetta del telefono appoggiata all&#8217;orecchio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non parlava. Ascoltava la voce di Giulia che gli raccontava la sua giornata, con un tono leggermente stridulo. Non lo sopportava quel tono di voce, cos\u00ec maschile, cos\u00ec duro. Gli sembrava un&#8217;altra persona. Qualcuno che non conosceva. Una sensazione acuta che gli provocava un bruciore nello stomaco e un vago senso di allarme.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si volt\u00f2 verso la finestra. Il vento soffiava impetuoso. Le onde d&#8217;aria sbattevano contro il vetro facendolo vibrare. La tapparella, anche se alzata, tremava con colpi secchi seguendo un ritmo che Davide ascoltava concentrato e con un denso senso di pace. Si rilass\u00f2 e chiuse gli occhi, allontanandosi dalla voce di Giulia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Segu\u00ec i suoi pensieri mentre le parole della donna si smarrivano nelle sue orecchie, perdevano di identit\u00e0, si sbriciolavano nell&#8217;aria e lui non ne percepiva pi\u00f9 la struttura, la densit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPerch\u00e9 non vuoi passare una notte con me?\u201d le chiese all&#8217;improvviso, con la voce arrocchita e profonda di chi non parla da tempo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dall&#8217;altra parte della cornetta segu\u00ec il silenzio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cDai. Rispondi. E&#8217; importante. Dimmi la verit\u00e0, non aver paura di ferirmi.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lui stesso non capiva da dove gli fosse spuntata quella domanda. Che covava da tempo. Se ne rese contyo in quel momento. E voleva una risposta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il silenzio di Giulia fu rotto solo dal suo respiro, all&#8217;improvviso diventato pesante. Davide ne percepiva la difficolt\u00e0, e di sottofondo una sofferenza intensa. Intuiva i pensieri fermi nella bocca di lei, le parole immobili, anche se inquiete, alla soglia dei denti pronti ad aprirsi per lasciarle passare. Come se avessero paura di essere masticate e distrutte.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Davide si ferm\u00f2. Decise di non parlare pi\u00f9. Le lasci\u00f2 la scelta perch\u00e9 amava la sua libert\u00e0. Era una casamatta che non desiderava attaccare anche se ne intuiva le debolezze.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non l&#8217;attacc\u00f2 perch\u00e9 vedeva quelle crepe che lui voleva fortificare. Senza fretta. Senza paura.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ancora silenzio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giulia sospir\u00f2. Segu\u00ec un colpo di tosse.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPerch\u00e9 ho paura che, dopo, possa essere spinta a fare delle scelte definitive\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Davide ascolt\u00f2. Ingoi\u00f2 quelle parole. \u201cIn che senso?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE&#8217; un limite che mi sono imposta. E&#8217; una via di fuga\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cDa cosa?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cDa chi, semmai&#8230;\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cDa me?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cS\u00ec. Da te.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPerch\u00e9?\u201d La voce di Davide vibr\u00f2, il suo perimetro scheggiato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPerch\u00e9 se mi dovessi accoccolare vicino a te e scoprissi che nel tuo corpo c&#8217;\u00e8 un posto per me, solo per me&#8230; Se dovessi scoprire che quella forma \u00e8 la mia&#8230;\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Davide ascolt\u00f2 in silenzio. Ora tocc\u00f2 a lei ascoltare il suo respiro. Lo sent\u00ec veloce.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi non resistette.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cChe succederebbe? Giulia?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per\u00f2 sorrise al pensiero di lei addormentata, ancorata al suo corpo nel buio della notte, e lui ad ascoltare il suo respiro quieto nel silenzio nero di una stanza da letto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cNon vorrei lasciarti mai pi\u00f9. Non ci riuscirei.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE quindi?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cIl limite sarebbe valicato!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE quindi?\u201d ripet\u00e9 Davide, alzando di un tono la voce. La sent\u00ec, nel silenzio ovattato della cornetta del telefono, spazientita. Pens\u00f2, dubbioso, che stesse attaccando la casamatta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lui sospir\u00f2 ancora.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPensa&#8230;\u201d le disse ancora \u201cpotremmo finalmente fare l&#8217;amore scegliendo noi il tempo!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giulia respirava lentamente ma Davide ne percepiva l&#8217;ansia, il leggero tremore nell&#8217;espirare il fiato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lui chiuse gli occhi. Pens\u00f2 alla casamatta di Giulia, alle sue crepe cos\u00ec evidenti ai suoi occhi. Doveva spaccare quelle mura oppure aiutarla a chiudere i varchi? Aspett\u00f2, ancora in silenzio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il silenzio era parte solida del loro rapporto. Le lunghe pause nelle chiacchierate, le strade percorse per chilometri senza dire una parola tenendosi per mano. Lui spesso, seduto su una panchina di legno screpolato dal sole, le accarezzava le rughe sulle mani, sfiorava le sue unghie dipinte in modo bizzarro, le premeva i piccoli nei. Senza proferire una sola parola. Si intendevano nel silenzio, anche senza sfiorarsi gli occhi con uno sguardo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Davide riapr\u00ec gli occhi e gir\u00f2 la testa verso la finestra. Nel cielo buio guard\u00f2 le nuvole chiare solcare il cielo velocemente, le cime dei pini marittimi ondeggiare sotto il soffiare violento del vento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cI limiti sono fatti per essere stracciati. Scoprire che dopo, forse, non \u00e8 come pensavamo fosse. E potrebbe essere deludente. Meglio saperlo oppure no?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La immagin\u00f2 aggrottare la fronte. Le vide le rughe comparire e la sua mano accarezzarla per spianarle.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cNon credo&#8230;\u201d disse Giulia, con la voce bassa e roca &#8220;&#8230;che sarebbe deludente.&#8221;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cNemmeno io.\u201d le rispose con un sorriso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si salutarono cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sera. Interno casa. Davide era seduto alla scrivania. La casa era al buio. Dalla finestra alle sue spalle filtravano le luci arancioni della strada. Era stravaccato sulla sua vecchia sedia di legno. La faceva oscillare spingendola all&#8217;indietro, lentamente. 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