{"id":1140,"date":"2015-10-21T18:02:37","date_gmt":"2015-10-21T18:02:37","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1140"},"modified":"2015-10-21T18:04:10","modified_gmt":"2015-10-21T18:04:10","slug":"il-sentiero-inesplorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1140","title":{"rendered":"Il sentiero inesplorato"},"content":{"rendered":"<p>Ho deciso di riprendere a scrivere un racconto lungo che avevo abbandonato pi\u00f9 di un anno fa. L&#8217;avevo lasciato da qualche parte sul mio MacBook, come un amico con cui ero arrabbiato. E lo ero per una serie di ragioni. Da diverse settimane ci rimuginavo s\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 da tempo che mi \u00e8 chiaro come continuarlo ma, da pigro quale sono, non riuscivo a rimetterci le mani. Stasera ho deciso di ricominciare partendo da un obiettivo minimo: scrivere una pagina al giorno. Con questo spirito minimalista, ho riaperto il file e ho ricominciato a scrivere. Ed \u00e8 stato come non aver mai smesso. Ho scritto per un&#8217;ora e mezza e quello che leggerete pi\u00f9 avanti \u00e8 il frutto di questo lavoro. Lo pubblico per condividerlo con quelle poche persone che mi leggono e vi chiedo di commentarlo. Ovviamente mancano, a chi legge questo stralcio, molti collegamenti. Ma penso che in buona parte regga anche cos\u00ec come racconto. Vi chiedo di esprimere un vostro parere. Con schiettezza perch\u00e9 non mi offendo. Sono troppo vecchio per prendermela e sono consapevole che tutto posso essere tranne che uno scrittore. Semplicemente ditemi quel che pensate. Mi serve per andare avanti. Grazie!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL SENTIERO INESPLORATO<\/p>\n<p>Alberto si lasci\u00f2 andare al mattino che si apriva sul lago. Respir\u00f2 con calma, cerc\u00f2 di gestire il respiro. Ma la rabbia era tanta, uno strappo violento al centro dello sterno. Non riusciva a capire il senso di quello che gli stava accadendo, sia dentro di s\u00e9 che nella vita, in quel posto sperduto cos\u00ec lontano dal suo mondo. S\u00ec, lui sapeva bene chi aveva deciso di abbandonare quel mondo. Conosceva il perch\u00e9: gli stava stretto. Perch\u00e9 gli aveva tolto l&#8217;aria, violato l&#8217;anima. E ora era l\u00ec, in quel paradiso che il caso, e la fortuna, gli avevano messo davanti. Ma, ancora una volta, una donna gli si era parata davanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una donna di cui non capiva nulla, non sapeva da dove prendere, non ne capiva i pensieri, gli istinti. Diventava matto. Qualche volta, molto raramente, la sentiva vicina. Intuiva di essere ad un passo dalla sua intimit\u00e0, un passo a sfiorarne il cuore, il suo centro. Altre volte, sempre pi\u00f9 spesso, gli sfuggiva tra le mani come la sabbia minuscola del suo mare. Non comprendeva il perch\u00e9 di certe sue ruvidezze, il perch\u00e9 del suo essere cos\u00ec chiusa, scostante. Aveva l&#8217;impressione di avere a che fare con una roccia aguzza in un mare in tempesta. E lui era tra le onde, sotto l&#8217;impatto di una corrente violenta che lo mandava a sbattere su quella roccia. E lui sentiva solo il dolore, intenso, duro, violento. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era sempre nella stessa situazione. Non cambiava mai. Lo sconforto lo assal\u00ec. L&#8217;acqua del lago era leggermente increspata per effetto della brezza. L&#8217;immagine riflessa delle montagne, delle nuvole e del cielo si era sminuzzata in tanti pezzi di un puzzle difficile da ricomporre. Cos\u00ec sentiva la sua anima, frantumata in tanti minuscoli pezzi e sentiva che diventava sempre pi\u00f9 complicato da ricostruire. Per un attimo pens\u00f2 che forse la scelta migliore da fare fosse quella di rinunciare ad una ricomposizione probabilmente inutile. Perch\u00e9, alla fine, tutto si sarebbe rotto di nuovo, come sempre era stato nella sua vita. La rabbia riapparve. E decisa di non sedarla pi\u00f9. Era stufo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prese una pietra aguzza e la scagli\u00f2 con violenza verso il lago. Vide il sasso disegnare un arco nel cielo e poi piombare nello specchio d&#8217;acqua, con un sbuffo di acqua che sal\u00ec nel cielo per poi ricadere in mille gocce.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si alz\u00f2, scosse dagli abiti la terra umida. Rientr\u00f2 nella baita, mentre il cane si era alzato dalla sua solita posizione sdraiata e lo guard\u00f2 con la punta del muso piegata verso terra. Lo guardava di sottecchi e Alberto ebbe l&#8217;impressione che quello sguardo puntato su di lui fosse di riprovazione. Pens\u00f2 per un attimo: anche il cane \u00e8 contro di me? Poi scosse la testa mentre faceva un gesto liquidatorio nei confronti dell&#8217;animale. Apr\u00ec la porta ed entr\u00f2. Non vide che il cane si sdrai\u00f2 di nuovo sull&#8217;erba scuotendo sconsolato la testa con uno sbuffo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alberto decise che era arrivato il momento di fare qualcosa. Doveva riflettere, con calma ma soprattutto doveva liberarsi dalla rabbia. L&#8217;unico modo che conosceva era quello di muoversi, andare da qualche parte, scoprire una strada inesplorata. And\u00f2 nella sua stanza, nel piano superiore, prese lo zaino, ci infil\u00f2 un paio di pantaloni e una felpa, un cambio di biancheria. Scese, dal tavolo afferr\u00f2 il taccuino su cui aveva scritto la mattina. Lo soppes\u00f2 e decise di infilarne nella tasca esterna della borsa altri due intonsi. Afferr\u00f2 il giaccone, una sciarpa che avvolse intorno al collo, il cappello e un bastone di legno. Usc\u00ec dalla baita, appoggi\u00f2 il palmo della mano sul legno spesso della porta e con un gesto secco la accarezz\u00f2. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Guard\u00f2 il cane che alz\u00f2 gli occhi neri e lo guard\u00f2, senza spostarsi di un centimetro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alberto era incerto sul cosa fare. Lo fiss\u00f2 con un&#8217;espressione seria e senza nascondere la sua inquietudine nella voce gli intim\u00f2: \u201cIo vado via. Vuoi venire?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il cane rest\u00f2 fermo e in silenzio sdraiato sotto il grande albero, come se soppesasse quelle parole e la sua indecisione sul cosa fare. Seguire quello strano uomo oppure no?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;istinto ebbe il sopravvento. Come al solito, alz\u00f2 il muso e gli mostr\u00f2 i denti con un ringhio leggero, un po&#8217; pi\u00f9 basso del solito.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alberto alz\u00f2 gli occhi al cielo e con un gesto spazientito lo mand\u00f2 al diavolo. \u201cBeh, fai quello che ti pare. Io vado. Ciao!\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">E si avvi\u00f2 verso il sentiero al lato della baita. Quello che non aveva ancora mai percorso. Decise che era il momento di sperimentare una nuova via. Ancora una volta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prima di avviarsi sul sentiero si gir\u00f2 e osserv\u00f2, con una punta di tristezza e di inquietudine diversa dalla rabbia, il suo lago. La brezza era aumentata d&#8217;intensit\u00e0 e al centro l&#8217;acqua era increspata come un tessuto stropicciato. Il cielo era di un azzurro intenso, con sbuffi di nuvole sulle cime delle montagne. Era incerto sull&#8217;evoluzione del tempo. Punt\u00f2 il sentiero, abbass\u00f2 lo sguardo verso il selciato, alz\u00f2 la mano verso il cane e salut\u00f2 in silenzio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;animale alz\u00f2 il muso da terra e guard\u00f2, perplesso, l&#8217;uomo che si avviava verso il bosco.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Scosse ancora la sua testa pezzata, si alz\u00f2 lentamente e decise di seguirlo.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho deciso di riprendere a scrivere un racconto lungo che avevo abbandonato pi\u00f9 di un anno fa. L&#8217;avevo lasciato da qualche parte sul mio MacBook, come un amico con cui ero arrabbiato. 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