{"id":1144,"date":"2015-10-25T17:17:54","date_gmt":"2015-10-25T17:17:54","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1144"},"modified":"2015-10-25T17:20:24","modified_gmt":"2015-10-25T17:20:24","slug":"il-viola-e-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1144","title":{"rendered":"Il viola e la notte"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">La baita <\/span><\/span>era una casupola di cemento con un tetto di solidi tronchi di legno. Le pareti erano color grigio topo. All&#8217;interno era spoglio, solo un grande camino di pietra sulla parete in fondo. La casa era alle pendici di due vette che si stagliavano ripide. Non mancava molto alla vetta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al lato della casa era stata posizionata una catasta di legna, rami tagliati in misure regolari e impilati in ordine. Alberto si chiese il senso di una simile attenzione per una casa completamente spoglia di tutto. Prese della legna e accese il fuoco nel camino che prese abbastanza rapidamente perch\u00e9 era pulito e libero. Not\u00f2 che l&#8217;ambiente era asciutto e abbastanza caldo. Non avrebbe avuto problemi di freddo durante la notte. Non si chiese se potesse fare a tempo a rientrare verso il lago prima del buio. Ormai aveva deciso in cuor suo che desiderava restare l\u00ec, in quel posto vuoto da tutto ma nello stesso tempo accogliente come un ventre materno. Era esattamente quello che cercava per sfiatare la rabbia e lasciare che i pensieri scivolassero liberamente nella sua testa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si affacci\u00f2 sulla porta. Appoggiata al muro c&#8217;era una panca di legno scuro. Si accasci\u00f2 stanco e poggi\u00f2 la schiena sul muro liscio. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Di fronte a s\u00e9 aveva un panorama incredibile. Dritto di fronte al suo sguardo c&#8217;era il sentiero a strapiombo che aveva percorso poco prima. La sottile strada di pietra era al centro di un intreccio di valli e montagne dalle linee morbide, senza picchi e punte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Intorno a s\u00e9 il silenzio era come un rimbombo, l&#8217;aria risucchiata in un vuoto cosmico. Tutto pareva fermo, immobile, in attesa di qualcosa. Il passaggio veloce di uno stormo di uccelli che rientrava nel bosco lo scosse da questa sensazione. Subito dopo si alz\u00f2 il vento che accompagnava il tramonto del sole. Al sopraggiungere della notte si sarebbe placato. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel cielo la luna si era gi\u00e0 alzata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">All&#8217;orizzonte, verso ovest, il cielo era striato da linee sovrapposte di nuvole. In basso batuffoli di cotone grigio sporco. Sopra pennellate di bianco abbacinante. Il cielo era un intreccio di sfumature, dal viola al rosa, all&#8217;albicocca, all&#8217;indaco, all&#8217;azzurro sino al bianco trasparente. Lui rimase sconvolto dalla bellezza di quel panorama. Sent\u00ec il battito del suo cuore rallentare, il suo respiro unirsi al soffio del vento. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Rest\u00f2 l\u00ec, su quella panca, e accompagn\u00f2 il sole fino all&#8217;ultimo saluto, fino all&#8217;ultima striatura di luce viola. Dopo, il viola scivol\u00f2 lentamente verso il blu scuro e infine al nero. Il cielo inizi\u00f2 ad accendersi di milioni di luci e Alberto rest\u00f2 senza fiato. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La volta del cielo era una mappa di miliardi di punti luminosi, ognuno di una dimensione differente dall&#8217;altra. Si sent\u00ec schiacciare dalla sua pochezza rispetto alla natura. Non aveva mai visto nulla del genere, lui abituato a qualche debole stella nel cielo violentato da milioni di luci della citt\u00e0. Si sent\u00ec piccolo e misero, senza forze e senza potere, in balia della natura di cui cap\u00ec essere una minuscola e insignificante parte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La luna, ormai alta nel cielo, irradiava una luce bianca, gelida. Riverberi di ghiaccio erano sui profili illuminati delle montagne di fronte al suo sguardo. Era troppo per lui, si mise le mani sul viso e singhiozz\u00f2. Perso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La baita era una casupola di cemento con un tetto di solidi tronchi di legno. Le pareti erano color grigio topo. All&#8217;interno era spoglio, solo un grande camino di pietra sulla parete in fondo. 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