{"id":1209,"date":"2017-02-20T16:49:20","date_gmt":"2017-02-20T16:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1209"},"modified":"2017-02-20T16:50:07","modified_gmt":"2017-02-20T16:50:07","slug":"la-paranoia-e-in-uno-schermo-di-5-pollici-3a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1209","title":{"rendered":"La paranoia \u00e8 in uno schermo di 5 pollici (3a parte)"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\">\n\t<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><br \/>\n\t<\/style>\n<p>Sarebbe interessante conoscere il reale uso dei nostri dati. E&#8217; molto facile, per\u00f2, ipotizzarlo. Avete mai provato, faccio un esempio, a cercare i biglietti on line per entrare al Colosseo? Provateci. Dopo circa trenta secondi se aprite Facebook, o un normale browser per googlare qualcosa vi troverete sullo schermo una qualche pubblicit\u00e0 che vi invita a visitare il Colosseo, o vi indicher\u00e0 gli alberghi a Roma o il costo del biglietto del treno per arrivarci. Tutto ci\u00f2 che noi digitiamo o inseriamo nei nostri strumenti tecnologici \u00e8 usato e venduto al miglior offerente nel giro di qualche secondo senza che noi ne sapessimo nulla o che qualcuno ci richieda l&#8217;autorizzazione.<\/p>\n<p>Detto questo, \u00e8 evidente, se ci\u00f2 che ho scritto corrisponde al vero, che la tecnologia \u00e8 uno strumento nelle mani di qualcun altro per controllare la nostra vita e, in qualche caso, usarla forse anche contro di noi. Perch\u00e9 se \u00e8 possibile risalire ai nostri viaggi o \u00e8 possibile avere la propriet\u00e0 delle nostre foto e dei nostri pensieri \u00e8 possibile anche manipolarli o manipolare la nostra conoscenza attraverso le informazioni che assumiamo durante la nostra vita. Ed \u00e8 possibile anche sapere cosa ne facciamo diq uelle informazioni e di quale sia il nostro pensiero su ci\u00f2 che accade intorno a noi.<\/p>\n<p>In sintesi la tecnologia oggi \u00e8 potenzialmente utilizzata per controllarci e non per farci crescere e sviluppare un pensiero autonomo e quindi mettere in piedi una migliore attivit\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<p>In questo quadro che, me ne rendo conto, \u00e8 potenzialmente paranoico \u00e8 facile anche immaginare che a chi controlla la societ\u00e0 in questo modo non interessa che i giovani lavorino o migliorino ma ha interesse esattamente al contrario: ha interesse che la societ\u00e0 sia sempre pi\u00f9 controllata e impoverita. In questo modo le risorse finanziare vanno a loro e si far\u00e0 lavorare solo chi \u00e8 propedeutico a costruire la societ\u00e0 che hanno in mente. E \u201cloro\u201d non necessariamente sono singole persone, ma sono aggregazioni, societ\u00e0 finanziarie o commerciali, entit\u00e0 statali o parastatali. Se qualcuno nutrisse dei dubbi in proposito si vada a vedere il film \u201cSnowden\u201d di Oliver Stone oppure si guardi il documentario, sempre sulla vicenda di Eduard Snowden, \u201cCitizenfour\u201d di Laura Potras. Il quadro sar\u00e0 molto chiaro e ci si render\u00e0 conto che queste non sono paranoie ma \u00e8 la triste realt\u00e0 che alla stragrande maggioranza di noi \u00e8 sconosciuta.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la risposta non \u00e8 rinunciare alla tecnologia e all&#8217;innovazione. La risposta deve essere uscire dal giogo mediatico e dall&#8217;inseguire le mode. E&#8217; necessario riflettere, capire a cosa ci serve uno smartphone, o un computer. Dopo averlo capito cercare le strade alternative. E&#8217; un po&#8217; come quando si prende la macchina per andare a visitare un bel posto. Si pu\u00f2 scegliere la via pi\u00f9 veloce, quella che ce a fa raggiungere in meno tempo. In questo modo, per\u00f2, si perde l&#8217;avvicinamento graduale, si perde il contatto con la natura che si modifica pian piano, si sceglie la velocit\u00e0 alla lentezza e all bellezza. Con uno smartphone o un computer si pu\u00f2 usare la stessa logica. In realt\u00e0, invece, esistono strade alternative che sono, probabilmente ma non \u00e8 detto sia cos\u00ec, pi\u00f9 complesse e che richiedono maggiore conoscenza e consapevolezza. Serve, insomma, che ci si metta le mani per capire quel che si fa e perch\u00e9. Serve crescere.<\/p>\n<p>Quando iniziai il mio lungo percorso tecnologico fui affascinato, come tanti, dalla Apple, da Steve Jobs, dalla sua idea di tecnologia. Il concetto della essenzialit\u00e0, della linearit\u00e0 e pulizia nonch\u00e9 della semplicit\u00e0 di uso mi colpirono profondamente. La costruzione della GUI, l&#8217;interfaccia utente, e la programmazione ad oggetti di Hypercard mi stimolarono profondamente. Vi era dietro una filosofia attraverso cui si affermava il concetto che chiunque potesse aver accesso alla programmazione e che in poco tempo potesse diventare il costruttore di quello di cui aveva bisogno. Un concetto potente che disegnava uno scenario futuro rivoluzionario. Ma poi il principio si scontr\u00f2 con i numeri delle vendite al ribasso e i costi eccessivi da sostenere per la costruzione di macchine potenti e innovative. Il mio primo Macintosh Plus lo pagai 7.700.000 lire italiane che era praticamente il costo di una autovettura. Jobs fu fatto fuori dalla Apple. Anni dopo torn\u00f2 e riprese a rivoluzionare il mondo della tecnologia, ma il principio era cambiato. L&#8217;obiettivo non era pi\u00f9 dare il controllo al possessore dello strumento tecnologico ma quello di controllare il mercato. Furono anni di idee rivoluzionarie ma che poco c&#8217;entravano con la diffusione di strumenti per crescere. Fu una imposizione costante di prodotti destinati a vendere e a creare nuove mode: iMac, iPod, Apple TV, iPhone. Tutti strumenti che hanno reso la nostra vita sicuramente pi\u00f9 semplice ma sicuramente anche pi\u00f9 semplice da controllare. Inizi\u00f2 l&#8217;era del monopolio, l&#8217;era del controllo e del governo degli usi e costumi sociali. Oggi pur di avere un laptop Apple o un iPhone le persone si svenano, spesso senza nemmeno farsi qualche domanda. Me compreso. La bellezza del prodotto, il seguire la moda non hanno prezzo. E dove mettere la semplicit\u00e0 d&#8217;uso dell&#8217;iPhone. Mai nessuno che si chieda il perch\u00e9 la Apple non rende possibile nessuna modifica. Perch\u00e9 gli sfondi li decide la Apple? Perch\u00e9 non \u00e8 possibile inserire una suoneria gratis? Perch\u00e8 non \u00e8 possibile ripararlo se non nei centri certificati della Apple, spendendo una barca di soldi? Perch\u00e9 la garanzia del prodotto dura in realt\u00e0 solo un anno anzich\u00e9 due come pure stabilito dall&#8217; Unione Europea?<\/p>\n<p>Non \u00e8 molto diverso per la concorrenza. Perch\u00e9 se usate un qualsiasi prodotto Android siete obbligati a usare i prodotti Google che sono pi\u00f9 facilmente modificabili. Ma le modifiche sono solo un \u201ccontentino\u201d di facciata perch\u00e9 la sostanza \u00e8 che tutto il vostro traffico dati, i vostri stessi dti personali, saranno a disposizione di Google. E la multinazionale californiana li user\u00e0 e li vender\u00e0 per trarne un vantaggio commerciale e finanziario.<\/p>\n<p>Anche in questi casi la tecnologia non servir\u00e0 a voi per inventare un nuovo lavoro e farvi stare meglio. Servir\u00e0 a loro per fare utili e controllare la nostra vita.<\/p>\n<p>Esiste un&#8217;alternativa? S\u00ec. Esiste un mondo sconosciuto, un mondo sommerso, in cui si costruisce ogni giorno del codice libero, delle app sicure e libere. Un mondo, per\u00f2, in cui non \u00e8 possibile che qualcun altro decida al vostro posto cosa farne. Esiste una comunit\u00e0 di pazzi che programmano ogni giorno gratis e lo fanno perch\u00e9 credono in una societ\u00e0 diversa. E&#8217; la comunit\u00e0 dell&#8217;OpenSource, del codice libero. E&#8217; quella comunit\u00e0 che ha costruito Linux. Non storcete il naso. Lo so, molti quando sentono parlare di Linux penano ad un mondo complicato in cui o sei un programmatore o non ne caverai un ragno dal buco. Non \u00e8 esattamente cos\u00ec. La comunit\u00e0 OpenSource mette gratuitamente a disposizione gli strumenti, poi dovrete essere voi a capire a cosa vi potranno servire e per usarli dovrete imparare a \u201csmanettare\u201d un poco. Niente di complicato, perch\u00e9 se ci sono riuscito io ci riesce chiunque. Mio figlio di dodici anni in un paio di giorni a imparato ad usare le applicazioni destinate a testare la sicurezza di un sito e ha verificato, impiegando non pi\u00f9 di un paio di minuti, che il server su cui \u00e8 appoggiato il mio blog personale, e che pago ogni anno, \u00e8 un colabrodo accessibile facilmente da chiunque. E quel chiunque pu\u00f2 accedere ai miei dati personali e farne quel che vuole. Linux \u00e8 un sistema operativo oggi facilmente installabile e facilmente configurabile. Dovrete solo impegnarvi a leggere un paio di paginette. Dopo averlo installato vi renderete conto che \u00e8 pi\u00f9 potente di qualsiasi altro sistema operativo, che \u00e8 altrettanto facilmente configurabile e che ha a disposizione tutti i programmi di cui avrete bisogno. E&#8217; installabile su qualsiasi catorcio di computer, anche molto vecchio. Non avrete bisogno di avere il laptop o il pc pi\u00f9 figo del mondo ma potrete riutilizzare anche un vecchio modello abbandonato nel garage o nel ripostiglio. E se o farete vi renderete conto che \u00e8 possibile essere produttivi, informati, consapevoli anche senza spendere cifre da capogiro. Anzi, senza spendere nulla. E avrete a disposizione anche una comunit\u00e0 di sviluppatori che vi aiuteranno on line in tempo reale e per qualsiasi problema doveste riscontrare. La stessa soluzione vale anche per gli smartphone perch\u00e9 da anni esistono modelli con installato il Linux Ubuntu che \u00e8 \u201cdiversamente\u201d innovativo, ha un&#8217;interfaccia nuova, potente e facile da utilizzare. E soprattutto costa poco..<\/p>\n<p>Se poi si volesse restare sul sicuro, sulle interfacce conosciute, \u00e8 sufficiente cercare strade alternative che puntino alla sicurezza, alla tutela dei propri dati. O meglio, alla sicurezza dei propri pensieri. Esistono applicazioni che non sono prodotte, o controllate, dalle grandi aziende informatiche e che consentono di utilizzare la moderna tecnologia senza svendere la propria vita ai grandi marchi. Se leggete un libro, un banalissimo giallo, \u201cQuello che non uccide Millenium 4\u201d di David Lagercrantz, ne avrete la conferma. Questo libro \u00e8 l&#8217;ultimo della serie Millenium che fu un autentico case editoriale diversi anni fa. Portarono alla ribalta Stieg Larsson, noto giornalista svedere ed autore di una trilogia che ebbe un successo planetario. Un successo che non fece in tempo a godersi perch\u00e9 mor\u00ec d&#8217;infarto a soli 50 anni. Molti anni dopo la saga ebbe un quarto capitolo scritto da un noto scrittore svedese, perlopi\u00f9 noto per le biografie pi\u00f9 che per altro. In quel romanzo si racconta di un mondo hacker sotterraneo e si nominano diverse applicazioni realmente esistenti e realmente sicure. Una su tutte \u00e8 la app Threema, una app identica a Whatsapp o WeChat, ma che utilizza la cifratura dei messaggi e dei file sia in partenza che in arrivo. Impedisce in pratica al costruttore dello strumento utilizzato di poter mettere il naso nella nostra vita.<\/p>\n<p>Un altro aspetto importante \u00e8 l&#8217;influenza delle mode sulle nostre scelte tecnologiche. Sar\u00f2 pratico ed essenziale. Nella mia vita ho sempre sperimentato molto in campo tecnologico e informatico. Ho imparato ad usare qualsiasi tipo di sistema operativo, sia su computer che su smartphone. Ma sono da sempre un fanatico, \u00e8 il termine esatto, della Apple e dei suoi prodotti. Anzi, per essere preciso, sono sempre stato un fanatico dei Macintosh, che \u00e8 una cosa molto diversa. La filosofia Macintosh era quella che ho descritto all&#8217;inizio; quella fondata su una interfaccia grafica umana, facile, comprensibile ed accessibile a tutti. E&#8217; stato grazie a quella interfaccia, e alla programmazione con Hypercard inventata da Bill Atkinson, che il mondo dei computer si \u00e8 aperto al mondo e che ha reso possibile che in ogni casa ci fosse un computer. Quello spirito pionieristico non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. E&#8217; stato sostituito dal mercato e dal suo controllo, a prescindere da una reale innovazione. Sono molti anni che non si inventa veramente qualcosa di realmente nuovo, di altrettanto rivoluzionario.<\/p>\n<p>Oggi si compra un Mac perch\u00e9 \u00e8 bello, perch\u00e9 \u00e8 un oggetto di arredamento, perch\u00e9 \u00e8 \u201cfigo\u201d, perch\u00e9 non si ha voglia di cambiare e di perdere tempo con la configurazione dello smartphone o del computer. Lo accendi e fa tutto da solo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec per qualsiasi sistema, sia esso Windows, MacOs o Linux, Android, iOs o Windows Mobile. Ed \u00e8 anche facile trasferire i propri dati da un sistema all&#8217;altro senza dover essere degli esperti. Basta scrivere su Google e si trova la risposta alle proprie domande.<\/p>\n<p>Le persone, per\u00f2, non hanno una reale voglia di cambiare le proprie abitudini. E&#8217; su questo che puntano i grandi marchi che ci controllano: sulla nostra pigrizia mentale.<\/p>\n<p>Eppure le contraddizioni sono evidenti. Un iPhone oggi costa da un minimo di 800 euro sino ad oltre 1.000 euro. Se acquistate uno smartphone cinese, e non parlo di imitazioni o di porcherie di plastiche, lo pagate al massimo un quarto e avrete tra le mani un prodotto forse di qualit\u00e0 anche migliore dell&#8217;iPhone. Ovviamente il livello qualitativo del sistema operativo, la sua ottimizzazione rispetto all&#8217;hardware, sar\u00e0 inferiore. Ma non tanto da giustificare la differenza di prezzo. Nell&#8217;operativit\u00e0 quotidiana la differenza non sar\u00e0 notata perch\u00e9 \u00e8 realmente minima. A me \u00e8 costato fatica fare un passo del genere. Per\u00f2 sin dall&#8217;iPhone 4 ho iniziato ad avere problemi. Il 4 mi \u00e8 stato sostituito per ben quattro volte perch\u00e9 ogni modello aveva un difetto hardware molto serio. L&#8217;iPhone 5 si \u00e8 frantumato dopo pochi giorni dal suo primo anno di vita e ripararlo sarebbe stato a mie spese con costi molto elevati. Il modello che utilizzo attualmente, l&#8217;iPhone 6, ha un distacco dello schermo dall&#8217;intelaiatura e provoca una serie di problemi e di ritardi nelle risposte del sistema operativo. Il problema si \u00e8 verificato dopo circa due mesi dal compimento del suo anno di vita. Anche in questo caso la riparazione sarebbe stata a mio carico con costi elevati.<\/p>\n<p>Ho deciso che era il momento di cambiare ed ho acquistato un Honor 5c (una seconda marca della Huawei, cinese) spendendo 162 euro. Ora ho tra le mani un prodotto tecnologicamente allo stesso livello dell&#8217;iPhone, con un sistema operativo ben ottimizzato e pi\u00f9 veloce dell&#8217;iPhone. In sintesi, spendendo un quarto ho ottenuto un prodotto che mi consente di fare quello che facevo con il device della Apple. Ho scaricato le mie app sicure e lavoro senza alcun problema e, tra l&#8217;altro, la batteria ha una durata tripla rispetto a quella dell&#8217;iPhone.<\/p>\n<p>Ovviamente la delusione \u00e8 stata cocente per me ma mi ha aiutato ad aprire la mente.<\/p>\n<p>La tecnologia \u00e8 solo uno strumento che ci deve servire a migliorare la qualit\u00e0 della nostra vita e a raggiungere gli obiettivi che noi decidiamo di darci. Non quelli che ci condizionano ad avere le multinazionali. Non \u00e8 necessario cambiare i prodotti ogni due anni, non \u00e8 necessario rincorrere l&#8217;ultima novit\u00e0. Perch\u00e9 sono tutti orpelli inutili che servo solo a far fare soldi e utili ad altri. La nostra vita non si modificher\u00e0 di un millimetro. Se vogliamo costruire nuovo lavoro serve inventiva, fantasia, conoscenza e obiettivi chiari.<\/p>\n<p>Tirate fuori dal garage il vecchio pc e installateci Linux Mint 18. Oppure se avete voglia di imparare a smanettare e a verificare la sicurezza delle vostre reti telematiche installate il Kali Linux e leggete qualche guida chiara, e in italiano, che troverete on line. E liberatevi di Facebook, Whatsapp, Messenger. Usate le app alternative, gratis e pi\u00f9 sicure. Cercate le risposte alle vostre domande, non inseguite le mode imposte dai nuovi padroni della Rete.<\/p>\n<p>3. Fine<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe interessante conoscere il reale uso dei nostri dati. E&#8217; molto facile, per\u00f2, ipotizzarlo. Avete mai provato, faccio un esempio, a cercare i biglietti on line per entrare al Colosseo? Provateci. 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