{"id":1228,"date":"2017-04-03T16:38:37","date_gmt":"2017-04-03T16:38:37","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1228"},"modified":"2017-04-03T16:38:37","modified_gmt":"2017-04-03T16:38:37","slug":"il-dio-commercio-e-il-malato-affacciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1228","title":{"rendered":"Il Dio Commercio e il Malato affacciato"},"content":{"rendered":"<p>Brinpark. Uno pensa: sar\u00e0 un parco. Pieno di alberi. Ci saranno giochi per i bambini. Qualche campetto per giocare a basket o a calcetto. Un paio di campi di bocce. E poi \u00e8 di fronte all&#8217;ospedale. Sar\u00e0 un&#8217;oasi di verde per i familiari degli ammalati, uno di quei posti dove rinfrancarsi mentre si attende l&#8217;esito di un intervento chirurgico od i un esame delicato.<\/p>\n<p>Invece \u00e8 una enorme distesa di cemento, senza uno straccio di verde. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno un albero. Ci sono solo negozi. Tre casermoni di cemento rettangolari. Tre parallelepipedi grigi circondati da un enorme spazio di cemento, un parcheggio gigantesco al cui centro \u00e8 stato piazzato un Mc Donald&#8217;s di finto legno.<\/p>\n<p>E&#8217; un altro, l&#8217;ennesimo!, ipermercato. Un ennesimo luogo impersonale e malfatto. Se camminerete sui marciapiedi noterete che le mattonelle di cemento, da cui fuoriesce la sabbia rossiccia secca, sono disallineate. Sembrano incollate da un ubriaco. In realt\u00e0 \u00e8 stata la fretta, perch\u00e9 hanno completato i lavori in poco tempo. Fra qualche mese quelle mattonelle inizieranno a saltare via.<\/p>\n<p>Pensate ad un malato costretto in una stanza dell&#8217;ospedale. Appogger\u00e0 la testa al vetro sporco di quella stanza e di fronte a s\u00e9 avr\u00e0 la vista di quell&#8217;enorme colata di cemento brulicante di macchine e di persone. Prover\u00e0 invidia oppure con un po&#8217; di magone si allontaner\u00e0 verso il corridoio su cui si affacciano le stanze e la cui vista, finalmente!, si diriger\u00e0 verso la meraviglia dell&#8217;invaso del Cillarese.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cattedrale commerciale \u00e8 stata realizzata. Un altro luogo in cui la socialit\u00e0 sar\u00e0 sottomessa al Dio commercio, alle lunghe file per acquistare con qualche finto sconto qualche nuovo oggetto con cui trastullarsi e con cui sentirsi un po&#8217; pi\u00f9 realizzati. Ora finalmente abbiamo anche Mediaworld, la San Pietro dell&#8217;elettronica. Un luogo sacro in cui riversare le proprie curiosit\u00e0 e i propri risparmi per avere tra le mani un nuovo scintillante smartphone, un laptop di sicuro non all&#8217;avanguardia ma di cui sono state elogiate la dubbie caratteristiche tecniche nel manifesto pubblicitario infilato nella propria cassetta postale. Perch\u00e9 ora, finalmente!, la nostra vita vivr\u00e0 una svolta. Finalmente Brindisi inizia la sua ricostruzione. Ha il suo Brinpark, di fronte all&#8217;Ipercoop, ad una manciata di km dall&#8217;Auchan, a duecento metri dalla Dok all&#8217;ingresso della citt\u00e0. Una nuova Zona Commerciale in cui il 45% di disoccupati potr\u00e0 andare a sognare di ricostruire la propria vita e in cui una manciata di ragazze e ragazzi potr\u00e0 lavorare qualche settimana sfruttati, sottopagati e poi licenziati non appena la massa di persone che si sono riversate nei negozi defluiranno via come la neve che si scioglie al primo sole della primavera.<\/p>\n<p>E i malati, dentro l&#8217;ospedale, tra una trafittura di dolore e una speranza che scivola via penseranno: ma quei soldi non potevano essere spesi per un ospedale moderno, con i letti comodi e qualche siringa in pi\u00f9?<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 pura demagogia. Vero? Finalmente abbiamo anche noi il nostro Brinpark?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brinpark. 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