{"id":1257,"date":"2017-11-16T21:13:23","date_gmt":"2017-11-16T21:13:23","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1257"},"modified":"2017-11-18T07:56:25","modified_gmt":"2017-11-18T07:56:25","slug":"i-pensieri-frantumati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1257","title":{"rendered":"I pensieri frantumati"},"content":{"rendered":"<p>Lui guarda lo schermo del suo iPhone, inquieto. Attende un messaggio. Non arriva. Passano i minuti, poi le ore. Compulsivamente riprende lo smartphone in mano, schiaccia il tasto home ma non c&#8217;\u00e8 nulla. Controlla che il volume sia attivato. Lo \u00e8.<\/p>\n<p>Il tempo passa. Lento ma inesorabile. Il buio scende spegnendo il blu cobalto nel cielo. Le nuvole avanzano veloci dall&#8217;orizzonte, masse morbide e inquietanti come il suo animo.<\/p>\n<p>E&#8217; seduto sulla poltrona, immerso nei suoi pensieri, lo sguardo \u00e8 fisso nel cielo ormai nero. Qualche lampada nella strada si accende.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso un lampo bianco squarcia il cielo e illumina gli alberi all&#8217;orizzonte. Dopo qualche secondo un tuono ringhia feroce spaccando il silenzio ovattato della sera.<\/p>\n<p>Nei suoi occhi resta la traccia del fulmine, una linea rotta e bianca che sporca la percezione della realt\u00e0. Un vago sorriso, finalmente, appare sul suo volto. Guarda ancora lo schermo buio dell&#8217;iphone.<\/p>\n<p>&#8220;Al diavolo!&#8221; pensa dentro di s\u00e9. Si alza, prende il giubbotto gettato sulla sedia, si infila un cappello, afferra le chiavi ed esce.<\/p>\n<p>Passeggia lentamente lungo la strada. Il cielo \u00e8 nero, l&#8217;aria \u00e8 ferma, i peli dei capelli e della barba si elettrizzano. Di nuovo, all&#8217;improvviso, le strisce bianche tagliano il nero uniforme e delineano i contorni morbidi delle nuvole. Il cielo si illumina di fuochi d&#8217;artificio naturali e un rombo scontroso si innalza dall&#8217;orizzonte verso l&#8217;alto. Il temporale avanza verso di lui veloce. In un attimo il vento si alza, impetuoso, si scaglia nelle foglie gialle degli alberi, le strappa e le fa danzare potenti nell&#8217;aria. Il rombo si fa pi\u00f9 forte, i tuoni sono violenti, i lampi si avvicinano e si gettano verso le antenne e dove non le trovano piombano sul cemento della strada.<\/p>\n<p>Le prime gocce di pioggia cadono dritte sulla strada, come proiettili trasparenti sparati verso il grigio del cemento. Lui alza il viso verso l&#8217;alto, socchiude gli occhi e si lascia bagnare. I fulmini aumentano di intensit\u00e0. Il temporale \u00e8 sopra la citt\u00e0. L&#8217;acqua punge la pelle e scivola sul collo. La pioggia aumenta di intensit\u00e0 e ormai cade copiosa, si trasforma in un acquazzone, rimbalza sull&#8217;asfalto e ricade nelle pozzanghere che si formano rapidamente.<\/p>\n<p>Lui infila la mano della tasca, cerca l&#8217;iphone. Vuole filmare il temporale. Non lo trova. Ha un attimo di smarrimento. Poi ricorda l&#8217;angoscia dell&#8217;attesa. Inspira. E non rammenta pi\u00f9 il perch\u00e9 di quel sentimento, di quel dolore, di quella dipendenza da qualcun altro. Lei non pensa a lui. Ora lo sa.<\/p>\n<p>L&#8217;acqua l&#8217;ha inzuppato. Il rumore \u00e8 drammaticamente violento. Ma lui non ha paura. Non pi\u00f9. Si immerge nei tuoni, nell&#8217;acqua fredda, nel vento gelido di tramontana.<\/p>\n<p>E inizia a correre, i suoi piedi schizzano nelle pozzanghere, il vapore del fiato che esce dalla bocca, i pensieri che scivolano via e rimbalzano dietro di lui, frantumandosi nell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lui guarda lo schermo del suo iPhone, inquieto. Attende un messaggio. Non arriva. Passano i minuti, poi le ore. Compulsivamente riprende lo smartphone in mano, schiaccia il tasto home ma non c&#8217;\u00e8 nulla. Controlla che il volume sia attivato. 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