{"id":1366,"date":"2019-11-20T09:11:54","date_gmt":"2019-11-20T09:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1366"},"modified":"2019-11-20T09:11:57","modified_gmt":"2019-11-20T09:11:57","slug":"il-sermone-del-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1366","title":{"rendered":"Il sermone del giorno"},"content":{"rendered":"\n<p>Prendere in mano la propria vita. E&#8217; una scelta difficile, forse impossibile. Eppure ci si pu\u00f2 provare. Basta accettare le paure, quelle che ci bloccano ogni giorno. Accettarle \u00e8 anch&#8217;essa una scelta. Significa comprendere che sono parte della vita, del proprio modo di stare dentro di essa. Sono un segnale sano di pericolo e accettarle significa comprendere che c&#8217;\u00e8 una spinta alla prudenza che va raccolta, valorizzata. Se si fa cos\u00ec non ci si bloccher\u00e0. Se si ha paura di ammalarsi, significa chesi ha voglia di vivere. Quindi \u00e8 una paura che va ascoltata e bisogna andare dal medico quando si teme di avere qualche cosa. E&#8217; una di quelle spinte che aiuter\u00e0 a vivere pi\u00f9 a lungo. <\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni sono bloccato a casa per una piccola bronchite da cui sto faticando a guarire. E come spesso mi capita da un lato mi piace restare tra le pareti di casa. Mi sento al sicuro, tranquillo. Uso al massimo il mio tempo dedicandomi a piccoli piaceri. Mi preparo il secondo caff\u00e8, verso le 11 del mattino mi preparo un t\u00e9 verde, esco sul balcone a prendere un po&#8217; di sole, leggo mentre cammino nei corridoi e nelle stanze, guardo le serie tv su Netflix, mangio qualche tarallino, mi diverto a cucinare. Il pomeriggio riposo e poi studio sulla tecnologia che adoro ma rispetto alla quale ho ormai acquisito un gap di ritardo probabilmente incolmabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, come potete vedere su queste pagine, ho ricominciato a scrivere. Lo so, il livello qualitativo si \u00e8 abbassato molto e sto scrivendo di cazzate. Ma ricominciare a provare il bisogno, e il piacere, di pestare sui tasti \u00e8 un segnale importante. Sono stato aiutato da alcune letture importanti che ho fatto in queste settimane. Sono stato spinto dai due libri scritti dalla giovanissima e molto promettente scrittrice irlandese Sally Rooney e dall&#8217;ultimo libro di Sandro Veronesi, Il Colibr\u00ec. Prima ancora mi sono entusiasmato, s\u00ec proprio entusiasmato, dai libri di Chiara Marchelli. E&#8217; una scrittrice italiana di una bravura immensa, ovviamente per i miei gusti. La sua \u00e8 una scrittura lineare, dritta, asciutta, e racconta storie inusuali, ai limiti della rottura. Mi ha preso e guidato nei meandri della ricerca delle parole, del taglio delle frasi, del racconto semplice e strutturato nello stesso tempo. Insomma mi ha ridato il piacere della lettura e risollecitato a riprendere a scrivere. Come ho detto pi\u00f9 volte non ho storie da raccontare. Ma nel momento stesso in cui scrivo questa frase mi  rendo conto che \u00e8 vero esattamente l&#8217;opposto: ho talmente tante storie da raccontare che sono intrecciate tra di loro che faccio una gran fatica a dipanarle e rendere indipendenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, questo \u00e8 il senso del primo capoverso di questo post. Prendere in mano la propria vita forse \u00e8 anche prendere in mano i propri pensieri, le storie che portiamo dentro. Vanno accettate, sciolte, e buttate fuori. Non serviranno ad altri ma serviranno a s\u00e9 stessi. <\/p>\n\n\n\n<p>Beh, ci prover\u00f2. So gi\u00e0 che una persona lontana fisicamente quando legger\u00e0 queste righe, perch\u00e9 so che le  legger\u00e0, penser\u00e0: madonna, che pesantezza questo sermone.<\/p>\n\n\n\n<p>E avr\u00e0 ragione. Come spesso le capita. Ciao!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendere in mano la propria vita. 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