{"id":1514,"date":"2021-04-14T14:42:04","date_gmt":"2021-04-14T14:42:04","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1514"},"modified":"2021-04-14T14:46:14","modified_gmt":"2021-04-14T14:46:14","slug":"il-riflesso-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1514","title":{"rendered":"Il riflesso d&#8217;oro"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pioggia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"390\" src=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pioggia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1517\" srcset=\"https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pioggia.jpg 650w, https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pioggia-300x180.jpg 300w, https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pioggia-640x384.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Si avvicin\u00f2 alle tende, osserv\u00f2 il colore grigio chiaro. Non le piaceva. Chiss\u00e0 cosa le era passato per la testa quando le aveva scelte. Le scost\u00f2, gli scuri erano chiusi e la stanza era illuminata solo dall\u2019abatjour. Fu infastidita anche dalla luce della lampadina che emanava poco calore. Apr\u00ec la finestra e socchiuse gli scuri. Il cielo era grigio ferro, le nuvole erano compatte e coprivano il cielo. Del sole nemmeno una traccia. Pioveva, leggermente, una doccia di gocce sottili che battevano sul selciato ad una intermittenza regolare. Fu colpita da questa scansione del tempo, cos\u00ec simile al battito del suo cuore, regolare e solido.<\/p>\n\n\n\n<p>Sbuff\u00f2, chiuse gli scuri e la finestra. Voleva uscire, la scusa era andare nella piccola libreria del borgo per dare un\u2019occhiata alle nuove uscite della settimana. Si guard\u00f2. Aveva indossato un paio di collant neri e velati. L\u2019aveva fatto per lui, per fargli una sorpresa. Voleva fotografarsi e inviargli un paio di foto, per fargli ricordare quanto lei sapesse essere sensuale, senza volgarit\u00e0. Ma il malumore aveva preso il sopravvento. Lui non si meritava quelle attenzioni e lei non voleva essere succube. Lui non le aveva mai chiesto nulla. Anzi, alle maliziose provocazioni di lei rispondeva con un sorriso ironico, quasi beffardo. Scosse la testa. Accese la luce nella stanza da letto, apr\u00ec l\u2019anta dell\u2019armadio e si specchi\u00f2. Le sue gambe erano lunghe, eleganti e con quelle calze si ritrov\u00f2 bella. Era lei, insomma. E lui, invece, era scomparso.<\/p>\n\n\n\n<p>Indoss\u00f2 sopra i collant un paio di calzini a rombi neri, un paio di jeans e un maglione a collo alto e largo perch\u00e9 non sopportava la costrizione, il collo doveva muoversi liberamente. Nel bagno si specchi\u00f2, pass\u00f2 un filo di matita intorno agli occhi e si spruzz\u00f2 un paio di gocce di profumo, Riavvi\u00f2 i capelli crespi, in quei mesi erano ricresciuti. A lui piacevano cos\u00ec e lei, per provocarlo, la mattina se li stirava e poi gli mandava una foto sul cellulare come buongiorno. Immagin\u00f2 ancora il suo sorriso, ironico come sempre, e si ritrov\u00f2 anche lei a sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>Si infil\u00f2 il giubbotto, indoss\u00f2 la borsa a tracolla, calz\u00f2 gli stivaletti e prese l\u2019ombrello. Scelse il color viola chiaro che adorava.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo la strada inspir\u00f2 a fondo l\u2019aria fresca ed umida. Le colline intorno al borgo erano sfocate, le nuvole gonfie e pesanti stavano velocemente scendendo a coprire le cime. Cammin\u00f2 lentamente, evitando le pozzanghere, cercando con gli occhi qualche volto amico con cui fermarsi a scambiare due parole. Non c\u2019era nessuno. E la sua mente ritorn\u00f2 con rabbia a lui. Ormai non lo vedeva da sei mesi. L\u2019ultima volta fu quando si salutarono sulla baita, in cima al passo del monte sopra il borgo. Lui la salut\u00f2 con un abbraccio forte, la baci\u00f2 con intensit\u00e0, gir\u00f2 le spalle e scese a valle inseguito dal cane. Da quel momento lui era scomparso, anche il cane. L\u2019aveva cercato ovunque, spesso entr\u00f2 nella casetta vicino alla riva del lago dove lui viveva. Non c\u2019era nessuno. Eppure tutto era stato lasciato come se fosse uscito per fare una passeggiata, i quaderni e i libri sul tavolo sotto la finestra, il letto e la cucina in ordine, era come se tutto fosse in sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche giorno si fece vivo da un numero sconosciuto e via mail. Le aveva chiesto scusa e aveva spiegato il perch\u00e9 di quell\u2019allontanamento. Lei si era infuriata, non rispose pi\u00f9 ai suoi messaggi su Telegram, che lui le aveva chiesto di utilizzare, e neppure alle mail, inviate da un account Proton criptato. Camminava e ripensava rabbiosa a quell\u2019abbandono. Lui le mancava, intensamente, maledettamente. Le mancava la sua voce, il suo corpo, il sorriso, lo sguardo con gli occhi socchiusi e l\u2019aria sorniona, da gatto pigro. Da alcuni giorni lei aveva deciso di inviargli dei messaggi audio. Era consapevole dell\u2019effetto che la sua voce aveva su di lui, di come riuscisse ad abbattere la sua razionalit\u00e0 e ad intrufolarsi nella crepa delle emozioni. Lui le blindava con determinazione. Lei riusciva ad intrufolarsi e ad aprire le pareti di quel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove sei? Perch\u00e9 non sei qui con me? Aument\u00f2 il passo, infil\u00f2 il piede in una pozzanghera e bestemmi\u00f2 con la voce rotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo si era scurito, un lampo scosse il silenzio del borgo. Una folata di vento gelido arriv\u00f2 dall\u2019oceano mescolata all\u2019odore delle alghe e un vago sentore di sabbia bagnata.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso si scaten\u00f2 il nubifragio. L\u2019acqua cadde a secchiate, rimbalzando sull\u2019asfalto crepato e schizzando via quella nelle pozzanghere. Si rese conto che l\u2019ombrello era piccolo e non reggeva l\u2019acqua. Onde di pioggia scivolava verso la parte posteriore e colava sul giubbotto per poi intrufolarsi nell\u2019apertura degli stivaletti. In pochi secondi si ritrov\u00f2 i piedi inzuppati. Scapp\u00f2 e si infil\u00f2 sotto un porticato buio e umido. Scosse l\u2019ombrello, innervosita. Lanci\u00f2 un urlo: \u201cdove sei??? Perch\u00e9 non sei qui con me? Perch\u00e8?\u201d E si ritrov\u00f2 con le lacrime che scendevano sulle guance. Se le asciug\u00f2 con un gesto rapido e si scosse, arrabbiata da questa debolezza. Strinse i pugni e serr\u00f2 le labbra. Lui era la sua pioggia, era l\u2019acqua che le aveva inumidito la schiena, era i brividi che la scuotevano.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento avvert\u00ec una scossa al polso. Guard\u00f2 l\u2019orologio e vide l\u2019avviso di un messaggio Telegram. Afferr\u00f2 il suo cellulare, lo sblocc\u00f2. Era lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe fai?\u201d Le gli rispose che stava andando in libreria e chiuse la comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprese il cammino verso la sua destinazione ormai indifferente alla pioggia, all\u2019acqua nelle scarpe, ai calzini bagnati, ai collant neri indossati per lui e alle lacrime che continuavano a scendere senza che nemmeno se ne accorgesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 in libreria. Entr\u00f2 con un sorriso, infil\u00f2 l\u2019ombrello nel secchio all\u2019ingresso. Salut\u00f2 la proprietaria, sua amica, si abbracciarono ridendo per la pioggia e per come si fosse inzuppata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusami, ti bagner\u00f2 il pavimento\u201d. La proprietaria le rispose con un gesto che diceva: non importa. Chiacchierarono per qualche minuto e dopo la lasci\u00f2 libera di gironzolare dirigendosi verso il banco dove aveva gi\u00e0 preparato il libro che l\u2019amica le aveva ordinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei prese il telefono, accese la app per le fotografie e scatt\u00f2 una foto del locale mettendo al centro dell\u2019immagine i nuovi arrivi. Prima di ripensarci la invi\u00f2 a lui. Dopo qualche secondo vibr\u00f2 di nuovo. Lei si sorprese. Apr\u00ec rapida Telegram. \u201cGuarda, il libro al centro della foto: \u00e8 bellissimo\u201d. Lei rispose, secca: \u201coggi no. Devo ritirare quello che ho ordinato. Lo sai che non riesco a accumulare inutilmente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOk, hai ragione.\u201d e di fianco l\u2019emoticon sorridente.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un altro messaggio: \u201cFammi vedere il libro che hai ordinato. Sono curioso\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo lasci\u00f2 aspettare. Gir\u00f2 nei due corridoi della piccola libreria, un vago senso di fretta dietro la schiena contro cui cerc\u00f2 di imporsi. La luce della bottega era calda, piacevole e illuminava tutti gli angoli. Gli scaffali laterali erano colmi di libri ordinati e ben tenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicin\u00f2 al banco. L\u2019amica le pos\u00f2 il libro sul banco, sorridente. Lei riprese il telefono e scatt\u00f2 una foto, la invi\u00f2 a lui. Poi sorrise all\u2019amica e le chiese il costo. Pag\u00f2, abbracci\u00f2 stretta la donna e usc\u00ec dal locale. La pioggia era meno intensa, di nuovo si era trasformata nella cascatella continua di gocce che offuscava i contorni di tutto ci\u00f2 che aveva di fronte. Era una nebbiolina increspata e fastidiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Vibr\u00f2 il telefono. Lo prese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa \u00e8 il libro che ti avevo consigliato qualche mese fa!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono contento\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 a digitare furibonda, poi cancell\u00f2, poi ricominci\u00f2 e cancell\u00f2 di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh? A chi stai scrivendo?\u201d scrisse lui, l\u2019emoticon arrabbiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCretino, che vuoi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTe\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora dove cazzo sei? Perch\u00e9 sei sparito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevi fidarti di me\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono sei mesi che non ti vedo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo so. Mi dispiace. Ma ti penso sempre. Ogni secondo sei nei miei pensieri.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo ti voglio qui con me!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFiducia\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si rese conto che stava tremando, invasa dalla rabbia. Non riusciva a tenere fermo l\u2019ombrello, le gocce avevano ripreso a bagnarla. Aveva freddo, si sentiva un buco nel cuore. Strinse ancora i pugni e le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbass\u00f2 la testa, l\u2019asfalto era grigio scuro. Sotto i suoi piedi c\u2019era una piccola crepa e all\u2019interno era cresciuto un cespuglio verde e al centro un bocciolo di fiore giallo. Lo osserv\u00f2. Doveva fidarsi? C\u2019era una speranza?<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti ai suoi piedi si era creata una larga pozzanghera scura, in cui si specchiavano le nuvole che come batuffoli di cotone sporco ingombravano il cielo. In quello specchio screziato dalle gocce di pioggia apparve un\u2019ombra. Nello scuro si specchi\u00f2 un piccolo riflesso dorato. Lei alz\u00f2 la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui era l\u00ec, davanti ai suoi occhi, con la pioggia che gli scivolava sulla testa lucida. Si era rasato i capelli e aveva una folta barba. Gli occhi neri erano ancorati ai suoi. Sulle labbra il suo sorriso, ironico, sornione, con una leggera piega verso destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli tir\u00f2 un pugno sulla spalla. Lui invece si avvicin\u00f2 ela abbracci\u00f2 stretta, inzuppando quel poco di lei che era rimasto solo umido. Lei guard\u00f2 l\u2019orecchino, il riflesso d\u2019oro nell\u2019acqua. Sorrise. Avvicin\u00f2 le labbra all\u2019orecchio e gli lecc\u00f2 il lobo e l\u2019orecchino. Lui ebbe una scossa violenta e finalmente scoppiarono a ridere. Si baciarono a lungo, intensamente, le lingue intrecciate. L\u2019ombrello era caduto per terra. Lui le prese la mano, la strinse mentre lei si pieg\u00f2 per raccogliere l\u2019ombrello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamo a casa\u201d le disse lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, andiamo\u201d e pens\u00f2 alle sue mani su di lei, finalmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si avvicin\u00f2 alle tende, osserv\u00f2 il colore grigio chiaro. Non le piaceva. 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