{"id":1557,"date":"2021-10-24T14:12:59","date_gmt":"2021-10-24T14:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=1557"},"modified":"2021-10-24T14:13:04","modified_gmt":"2021-10-24T14:13:04","slug":"il-ciotolo-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=1557","title":{"rendered":"Il ciotolo verde"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/SalonedelLibro.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"168\" src=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/SalonedelLibro.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"1558\" data-full-url=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/SalonedelLibro.jpeg\" data-link=\"http:\/\/elfodavide.it\/?attachment_id=1558\" class=\"wp-image-1558\"\/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>E\u2019 una calda mattina di ottobre. Il cielo \u00e8 opaco, velato da un\u2019afa fuori tempo. Il Salone riapre dopo un anno e mezzo di chiusura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 l\u00ec, emozionata. Si guarda nel vetro del vagone della Metro. E&#8217; alta, magra, appuntita negli angoli del suo corpo, un viso pacifico, un caschetto di capelli neri e crespi. Indossa una camicia verde petrolio e un paio di jeans un po\u2019 logori, ai piedi un paio di sneaker Adidas verdi come la camicia, un giubbotto largo con il cappuccio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 arrivata in treno, si \u00e8 alzata presto, il cielo era nero. E\u2019 la prima volta che viaggia da sola per arrivare in una grande citt\u00e0 del nord Italia. Arriva da una piccola cittadina della Toscana. Ha preso il bus per arrivare a Firenze e un treno Frecciarossa che l\u2019ha portata a Torino. Al suo fianco ha viaggiato un signore gentile che le ha sorriso ma non ha parlato. Ha mantenuto durante il viaggio un silenzio intimidito e questo l&#8217;ha tranquillizzata. Ha letto un libro di Naspini. Lei l&#8217;ha letto e le era piaciuto. Talvolta l\u2019ha guardato di sottecchi, incuriosita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 11 del mattino il treno \u00e8 arrivato a Torino. Lei ha studiato il percorso su Google Maps. Ha preso all\u2019ingresso della stazione la Metro, destinazione Lingotto. Il padre il mattino a colazione, mentre lui sorseggiava lentamente la sua tazzina di caff\u00e8, le aveva spiegato che un tempo, nemmeno tanto lontano, era una delle fabbriche di automobili italiane pi\u00f9 famose e invidiate nel mondo. Lei lo ascoltava insonnolita mentre inzuppava i frollini nel suo t\u00e8 nero tiepido.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre le raccontava quella storia lontana di lotte operaie mentre la mamma le infilava in una busta un paio di contenitori di plastica verde scuro. Quando il padre aveva terminato di parlare, la madre le aveva messo una mano sulla spalla e le spiegava cosa aveva messo in quei contenitori di plastica. Le aveva scritto il contenuto sul coperchio. Le sorrise, l\u2019aveva abbracciata con forza e spinta via verso la porta di casa. Le aveva augurato buon viaggio mentre si girava per nascondere una lacrima. La sua bambina era cresciuta e doveva uscire da quella casa ormai stretta per lei.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo sul treno aveva osservato quella ragazza e percep\u00ec una forza inaspettata che pulsava nei suoi occhi. Si concentr\u00f2 nel libro di Sasha Naspini fino all\u2019arrivo a Torino. Ha lasciato passare la ragazza, le ha sorriso, \u00e8 sceso dal treno, riguardato la mappa e cercato l\u2019ingresso della metropolitana che l\u2019avrebbe portato al Lingotto. Esce dal buio ovattato della metro sotterranea ed \u00e8 colpito dalla luce opalescente, offuscata da un tepore eccessivo per l\u2019autunno. Attraversa il viale e si infila nel parcheggio del Lingotto, diretto verso l\u2019ingresso del Salone. Si ritrova infilato in una coda infinita di persone. E, quando dubita di riuscire ad entrare nel Salone in tempi ragionevoli, la rivede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza del treno \u00e8 poco pi\u00f9 avanti di lui nella coda. Cammina lentamente di fianco ad un\u2019altra ragazza che le parla. La incrocia ad ogni giro nel budello a serpente, delimitato da divisori di plastica blu. La ragazza ascolta l&#8217;amica, apparentemente concentrata. Poi, all\u2019improvviso, apre lo zaino che ha sulle spalle e tira fuori un contenitore di plastica, verde scuro come il colore della camicia. Lo apre, nelle mani una forchetta di bamb\u00f9, e inizia a mangiare. L\u2019uomo incuriosito, alza la testa e guarda all\u2019interno del contenitore: \u00e8 una porzione abbondante di conchiglie condite con un sugo di pesto verde scuro. Lei continua cammina tranquilla, la schiena naturalmente dritta. Il viso magro e lungo \u00e8 impegnato a masticare la pasta, una forchettata alla volta. L\u2019amica la guarda, interrompe il suo monologo e le dice: \u201cma sai che ho proprio fame?\u201d portando una mano sulla bocca dello stomaco. La ragazza, continua a ruminare la pasta, infila la mano nello zaino e tira fuori l\u2019altro ciottolino color verde scuro, legge la scritta della madre, annuisce con un leggero cenno della testa, e lo porge all\u2019amica. Questa rimane interdetta, con le labbra semiaperte che non riesce a rispondere, sorpresa dal gesto naturale della ragazza. Riusce solo a dire: \u201cper me?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza si lascia sfuggire un sorriso e torna a masticare le sue conchiglie al pesto. L\u2019amica prende il contenitore e il cucchiaio di bamb\u00f9 che la ragazza le ha teso, legge la scritta sul coperchio, lo apre e inizia a mangiare il riso. Tutte e due continuano a camminare con passo tranquillo, mangiando e chiacchierando, mentre seguono il percorso che le porta verso la biglietteria e il sospirato ingresso nel mondo del Salone Internazionale del Libro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo le osserva con un sorriso. &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una calda mattina di ottobre. Il cielo \u00e8 opaco, velato da un\u2019afa fuori tempo. Il Salone riapre dopo un anno e mezzo di chiusura.&nbsp; Lei \u00e8 l\u00ec, emozionata. Si guarda nel vetro del vagone della Metro. 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