{"id":324,"date":"2011-09-17T19:34:27","date_gmt":"2011-09-17T19:34:27","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=324"},"modified":"2011-09-17T19:34:27","modified_gmt":"2011-09-17T19:34:27","slug":"in-memoria-dellombra-del-commissario-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=324","title":{"rendered":"In memoria dell&#8217;ombra del commissario Sensi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Edoardo correva tre volte alla settimana. Indossava le sue scarpette bianche e blu con gli ammortizzatori a vista, un paio di pantaloncini al ginocchio grigi e una maglietta tecnica grigio perla. Lo stesso colore dei pantaloncini, perch\u00e9 lui era cos\u00ec: preciso.<\/p>\n<p>Scendeva le scale, due piani in una penombra grigia e maleodorante. Percorreva il vialetto lastricato di pietre irregolari che lo separava dal cemento della strada. E lo faceva con una calma serafica come se avesse bisogno di riscaldare il motore dei suoi muscoli, che poi tanto muscoli non erano. Edoardo era secco, una lunga linea retta senza spigoli.<br \/>\nArrivava al cancello di ferro nero scrostato dalla ruggine, lo apriva e si affacciava sulla strada. Ogni volta si bloccava, alzava il braccio per osservare l&#8217;ora, uno sguardo lento e riflessivo prima a destra e poi a sinistra e&#8230;. via!<\/p>\n<p>Ogni giorno, prima di far partire il piede destro, Edoardo si rodeva. Non aveva molta voglia di correre, perch\u00e9 era una sfida alla sua pigrizia. E le sfide non lo attiravano granch\u00e9. Il pensiero di dover faticare, di girare per una mezzora, senza cose concrete da fare e che gli impegnassero il cervello, lo angosciava. In quella mezz&#8217;ora Edoardo era libero di pensare senza freni, senza limiti. E quel che poteva uscire dalla sua mente un po&#8217; lo spaventava.<\/p>\n<p>Fatto il primo passo, per\u00f2, la passione lo assaliva rapidamente. Un passo dietro l&#8217;altro percorreva il lungo serpente di cemento grigio, sentiva il vento sfiorargli le guance, le braccia che oscillavano lungo i fianchi, il fresco che si intrufolava tra i peli folti delle gambe. Ed era come se i pensieri scossi dai tonfi delle gambe si sciogliessero. Una volta sciolti si dipanavano e si allargavano come rami legati a un grande tronco ma che spaziavano nell&#8217;aria assorbendo il calore del sole e la freschezza della sera che lentamente iniziava a scendere.<\/p>\n<p>Correva Edoardo, correva; impettito ed elegante con il suo incedere compatto e allo stesso tempo sciolto. Percorreva un anello immaginario la cui distanza era esattamente di seicento metri. La percorreva per cinque volte per poi gettarsi nella volata finale lungo una discesa immersa tra due filari di alberi ingoiati da rampicanti di more; gli afferravano lo sguardo costringendolo a socchiudere gli occhi ammaliato da quel rosso delicato dei frutti piccoli e succosi che presto si sarebbe trasformato in un nero diabolico. Il nero della pelle squamosa e crepata di un diavolo da cui sarebbe schizzato il dolce succo rossastro.<\/p>\n<p>Quel pomeriggio il sole era ancora alto e il vento di scirocco rendeva ogni passo pesante e umido. Il sudore aveva disegnato una larga macchia scura sulla liscia maglietta grigia. Sentiva i pantaloncini appesantiti dalle gocce che correvano lungo la pelle delle cosce sotto tensione. Strisce di acqua salata scivolavano lungo la pelle lucida della testa. Edoardo si passava la larga mano sul cranio e poi osservava, incredulo, il palmo bagnato dal sudore. Lui che si vantava di non sudare mai!<\/p>\n<p>Aveva gi\u00e0 ultimato il secondo anello. Con un saltello scatt\u00f2 per iniziare il terzo. Di fronte a lui giungevano una giovane mamma che spingeva il passeggino con un piccolo bambino dai riccioli biondi e dalla pelle bianca che, afferrato il cordolo anteriore, lo guardava con gli occhi azzurri spalancati. Qualche passo dietro c&#8217;era una donna di mezza et\u00e0 anch&#8217;essa dai capelli biondi e dal corpo snello.<\/p>\n<p>Edoardo li registr\u00f2 con lo sguardo e si sofferm\u00f2 sul viso del bambino che subito gli fece un gran sorriso spingendosi in avanti sul passeggino. Rispose anche lui con un sorriso e un cenno della mano.<\/p>\n<p>L&#8217;ombra di Edoardo all&#8217;improvviso si allarg\u00f2 e anzich\u00e9 seguirlo si diresse verso la giovane mamma e la donna di mezza et\u00e0. Fu un movimento rapido, quasi impercettibile, ma Edoardo se ne accorse. Allung\u00f2 il passo tirandosi l&#8217;ombra che si stir\u00f2 ancora, e, come se fosse una molla, scatt\u00f2 accorciandosi verso Edoardo che, con la coda dell&#8217;occhio, rilev\u00f2 una protuberanza nella scura linea lunga.<\/p>\n<p>Complet\u00f2 anche il terzo anello e si avvi\u00f2 verso il penultimo giro. Lungo il viale, sul marciapiede sgangherato alla sua sinistra, il gruppetto che aveva incontrato poco prima, camminava lentamente. La giovane mamma, un po&#8217; abbondante nelle forme, spingendo il passeggino cercava di evitare le numerose buche e i residui delle deiezioni canine che lastricavano lo stretto marciapiede. La nonna, Edoardo decise che fosse tale, li seguiva con un passo breve e deciso.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo le affianc\u00f2 e il bambino immediatamente si volse verso di lui sorridendo. Anche Edoardo si gir\u00f2 e rispose al sorriso del bambino che lo guardava piegando la testa e saltellando sullo schienale inclinato.<\/p>\n<p>L&#8217;ombra di Edoardo devi\u00f2 ancora e si affianc\u00f2 alle due donne, scivolando rapido sotto i loro piedi.<\/p>\n<p>La donna pi\u00f9 anziana, alzando la voce, disse al bambino: \u201cguarda come corre! Guarda come corre il nonno!\u201d e gir\u00f2 il viso verso l&#8217;uomo che correva, sulle labbra incollata una smorfia ironica.<\/p>\n<p>Edoardo gir\u00f2 di scatto la testa e fiss\u00f2 il cemento rielaborando quelle parole. Pens\u00f2 dentro di s\u00e9: il nonno! Come il nonno?! Ehi!!!<\/p>\n<p>Guard\u00f2 la donna continuando a correre. Edoardo era un cinquantenne con un fisico asciutto. Non mostrava i suoi anni. E comunque a cinquant&#8217;anni non si pu\u00f2 essere chiamati nonni da una estranea!<\/p>\n<p>Il passo si allungava, arrabbiato. I tonfi sul cemento erano un crescendo rumoroso e le gocce di sudore erano orami torrenti che dalla testa si riversavano lungo il collo dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>L&#8217;ombra di Edoardo lo affianc\u00f2. Non era pi\u00f9 una sottile striscia grigio scuro dai contorni netti. Era diventata una forma tozza, dai fianchi larghi e dal torace possente. Le gambe che seguivano il ritmo dell&#8217;uomo erano stranamente arcuate. La protuberanza che gi\u00e0 Edoardo aveva notato era ormai chiaramente un fallo eretto enorme dal prepuzio gigantesco. Edoardo istintivamente si guard\u00f2 in basso ma vide che il suo era normale.<\/p>\n<p>Dentro di s\u00e9 sent\u00ec crescere un ribollire di rabbia, un desiderio di violenza che non provava da molto tempo. Nonno! Pensava ancora dentro di s\u00e9. Nonno!<\/p>\n<p>Il suo passo diventava sempre pi\u00f9 pesante e i tonfi erano un botto violento come se i suoi piedi fossero diventati zoccoli di montone.<\/p>\n<p>L&#8217;ombra era sempre al suo fianco e continuava ad avere quella forma cos\u00ec inquietante.<\/p>\n<p>Edoardo complet\u00f2 anche il quarto anello e si avvi\u00f2 a percorrere il quinto e ultimo tratto di corsa.<\/p>\n<p>Il ribollire aumentava e anche il suo pene subiva un erezione possente e dolorosa. Si sentiva come se la pelle dovesse esplodere e una lava rovente spingesse per uscire.<\/p>\n<p>L&#8217;ombra all&#8217;improvviso scart\u00f2 e si diresse verso le due donne che erano ancora sul marciapiede, impegnate a camminare con una estenuante lentezza che aveva snervato persino il bambino, ormai in preda ad un pianto fremente e inconsolabile.<\/p>\n<p>Anche Edoardo scart\u00f2 cercando di inseguire e afferrare la sua ombra. Ma dentro di s\u00e9 un tamburo batteva le tempie: nonno! Nonno! Nonno! A chi nonno? Vecchia, come ti permetti!<\/p>\n<p>Ma Edoardo non riusciva a inseguire l&#8217;ombra, troppo veloce anche per lui. I piedi grigi della macchia tozza erano diventati neri e strisciando sull&#8217;asfalto lasciava una striscia di vapore. L&#8217;erezione dell&#8217;ombra era ormai incontrollabile. Edoardo cap\u00ec che non sarebbe mai riuscito a raggiungerla, ed ormai aveva quasi raggiunto la donna di mezza et\u00e0. Edoardo cap\u00ec che non aveva scelta. Si avicin\u00f2 la mano alle labbra e con un morso violento e secco si lacer\u00f2 la pelle dell&#8217;indice sinistro. Con i denti allarg\u00f2 lo spacco sino a quando sent\u00ec il sapore metallico del sangue sulle labbra.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 veloce il dito tagliato e lo punt\u00f2 verso l&#8217;ombra. \u201cAstaroth! Vieni!\u201d L&#8217;ombra barcoll\u00f2 al richiamo sputando un vapore lattiginoso sull&#8217;asfalto.<\/p>\n<p>Edoardo grid\u00f2: \u201cAstaroth! Qui!!!\u201d. Le donne si girarono verso di lui. L&#8217;ombra si ferm\u00f2, saltellando sul marciapiede. Si allung\u00f2 nuovamente come un elastico e, dopo qualche attimo di ballo fremente, rientr\u00f2 verso Edoardo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo punt\u00f2 il dito verso l&#8217;ombra che con un salto si infil\u00f2 nel dito, subito prima che Edoardo girasse l&#8217;angolo della strada, sparendo dagli occhi delle donne esterefatte.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d Sent\u00ec urlare dentro di s\u00e9. \u201cPerch\u00e9 non me le hai lasciate in pasto? Perch\u00e9?\u201d<\/p>\n<p>Edoardo non rispose. Continuava, come in preda ad una frenesia violenta, a correre allungando il passo e alleggerendo l&#8217;impatto dei piedi sul cemento. Sent\u00ec la rabbia di Astaroth ribollire sotto la sua pelle. L&#8217;erezione era ormai molto dolorosa e sentiva una rabbia folle verso quel demone sempre pi\u00f9 difficile da governare.<\/p>\n<p>\u201cTi ha detto nonno! Coglione, ti ha detto nonno! Dai, torna indietro. Dammela in pasto. Ho bisogno di possederla e poi lacerarla, morderla, masticarla. Dai!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cNO!\u201d url\u00f2 Edoardo. \u201cNo!\u201d disse ancora con un soffio.<\/p>\n<p>Ormai il quinto anello fu completato. Rallent\u00f2 il passo, fino ad esaurire la corsa e tornare a camminare. Il sangue pulsava violento nelle vene. Il battito era troppo veloce. Si ferm\u00f2. Una violenta e incontrollabile eiaculazione finalmente spense il dolore al basso ventre. Vide, ormai senza pi\u00f9 forze, la macchia allargarsi sui pantaloncini. Si vergogn\u00f2. Anche se per la strada non c&#8217;era nessuno.<\/p>\n<p>Si vergogn\u00f2 di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Una risata sguaiata esplose nella sua testa. \u201cCos\u00ec ti impari. Coglione!\u201d<\/p>\n<p>La sua voce, roca e debole, ripeteva, come un mantra: \u201cnonno! Nonno! Nonno!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edoardo correva tre volte alla settimana. 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