{"id":350,"date":"2011-10-09T13:58:02","date_gmt":"2011-10-09T13:58:02","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=350"},"modified":"2011-10-09T13:58:02","modified_gmt":"2011-10-09T13:58:02","slug":"lincubo-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=350","title":{"rendered":"L&#8217;incubo (parte prima)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">E&#8217; una giornata di fine giugno. Il sole \u00e8 basso nel cielo e l&#8217;aria afosa \u00e8 chiusa dentro un alone grigiastro irreale. La macchina scivola liscia su una strada deserta. Le strade sono piene di macchine parcheggiate disordinatamente. I marciapiedi sono vuoti e non ne sono sorpreso. Il finestrino \u00e8 aperto e guido con il braccio al vento. Assaporo una sensazione morbida, di tranquilla serenit\u00e0 che tra qualche ora svanir\u00e0. Parcheggio all&#8217;ombra di un platano, scendo dalla macchina e mi dirigo verso la scuola elementare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All&#8217;uscita della scuola c&#8217;\u00e8 la consueta ressa di genitori che aspettano l&#8217;uscita dei bambini. Ma, rispetto al solito vociare, oggi c&#8217;\u00e8 un silenzio assordante che amplifica le grida gioiose che provengono dall&#8217;interno del caseggiato marrone.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi avvicino al gruppetto di genitori della classe di Giorgio, come al solito appoggiati al muretto di pietra scrostato. Li saluto anche io con un cenno della testa, senza proferire una parola. Rispondono allo stesso modo; chi distrattamente guardando altrove, chi con uno sguardo colmo di paura.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Chiedo, rompendo il silenzio: \u201cSiete pronti?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giovanna, la mamma di Alice, porta le mani al viso e scoppia in singhiozzi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Aldo, il pap\u00e0 di Valeria, china la testa verso di me e chiede: \u201cPensi ci sia qualche speranza?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rifletto a lungo prima di rispondere: \u201cCredo di s\u00ec. Ho abbastanza fiducia che abbiano commesso un errore. <em>Deve esserci una speranza!<\/em>\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sorride. \u201cAnche io lo credo. Speriamo.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cGi\u00e0. Speriamo.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il suono della campanella ci distrae dai nostri pensieri. I bambini escono vocianti e allegri come sempre. Scendono dalle scale correndo come l&#8217;acqua di un torrente sulle rocce.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci avviciniamo per farci vedere dalle maestre. Ci infiliamo nel corridoio coperto da una lastra di alluminio e aspettiamo sul lato delle scale. Esce maestra Antonella e ci guarda. E&#8217; sudata, lei di solito cos\u00ec perfetta. Anche i suoi occhi manifestano ansia e paura. Mi avvicino. Giorgio mi vede, sorride, d\u00e0 una carezza alla maestra che lo abbraccia forte, gesto che fa per ogni bambino che va via. Salgo le scale e mi affianco a lei.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPap\u00e0, c&#8217;\u00e8 un avviso per te oggi!\u201d mi urla Giorgio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cLo so, amore.\u201d Guardo Antonella. Nei suoi occhi c&#8217;\u00e8 la stessa domanda che mi ha rivolto Giovanna un attimo prima. Alzo le spalle, sconsolato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le stringo la mano e le dico, con un sorriso tirato \u201cArrivederci. Se va tutto bene, quando riaprir\u00e0 la scuola?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli occhi di Antonella si riempiono di lacrime. Scuote la testa. Non riesce a parlare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">D&#8217;impulso l&#8217;abbraccio. \u201cGrazie per tutto\u201d le dico all&#8217;orecchio. Poi prendo Giorgio per la mano, con l&#8217;altra mi infilo lo zaino nero sulla spalla libera e andiamo via. Sento dietro di me gli occhi di Antonella.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Getto uno sguardo agli altri genitori, alzo la mano in segno di saluto e porto via da Giorgio da quella che \u00e8 stata la sua scuola per tre anni e che forse stanotte non esister\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come me, come Giorgio, come Antonella, come tutti noi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; una giornata di fine giugno. Il sole \u00e8 basso nel cielo e l&#8217;aria afosa \u00e8 chiusa dentro un alone grigiastro irreale. 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