{"id":374,"date":"2011-10-22T14:23:09","date_gmt":"2011-10-22T14:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=374"},"modified":"2011-10-22T14:23:09","modified_gmt":"2011-10-22T14:23:09","slug":"il-dolore-nella-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=374","title":{"rendered":"Il dolore nella notte"},"content":{"rendered":"<p>La sera era calda e umida. Il vento di scirocco batteva l&#8217;asfalto sollevando qualunque cosa incontrasse: fogli di giornale, carte, briciole di pane, polvere, il calore del giorno, le tracce tiepide di chi vi aveva camminato.<\/p>\n<p>Guido e Sara passeggiavano tornando verso l&#8217;albergo.<\/p>\n<p>La cena era stata tranquilla, come sempre. Avevano parlato poco, si erano scambiati molti sguardi. Il nero dei loro occhi si era intrecciato e non si scioglieva. L&#8217;elettricit\u00e0 che si era accesa era stata notata anche dai tavoli vicino al loro. Gli altri clienti del ristorante li avevano osservati incuriositi. Non c&#8217;era, nei loro occhi curiosi, un&#8217; ammirazione retorica, ma il richiamo di un grido ancestrale che non sapevano decodificare. Un pallido sorriso era comparso sui loro volti.<\/p>\n<p>Guido non sopportava il distacco dagli occhi di Sara e non appena lei li abbassava, lui afferrava il calice e beveva avidamente il vino rosato fresco che lo riempiva per met\u00e0.<\/p>\n<p>La giovane cameriera, con il suo morbido seno costretto nella camicetta bianca linda e ben stirata, passava vicino al tavolo con un ritmo regolare e appena notava i bicchieri vuoti si avvicinava felpata e li riempiva in silenzio.<\/p>\n<p>Guido era offuscato e la sua percezione infagottata in una nuvola grigia e opprimente. Guardava Sara e le lacrime, inconsapevoli e senza controllo, si affacciavano nei suoi occhi. Si sentiva stupido, ridicolo, ma il dolore era troppo forte.<\/p>\n<p>Ogni tanto intercettava gli occhi di lei e sorrideva, finalmente sereno. Si sentiva a casa. Ma non era casa sua. E non sapeva come, e cosa, fare per farla diventare tale.<\/p>\n<p>Guido, intontito dall&#8217;alcol, non sentiva il sapore di quella roba biancastra che ingoiava stancamente. Masticava lento, voleva solo che il dolore sparisse.<\/p>\n<p>Una forchettata, un sorso di vino. In poco tempo fin\u00ec la prima bottiglia e, rapida come un fulmine, la cameriera, a lui piaceva pensarla come la sommelier del ristorante ma non lo era, subito si avvicin\u00f2 per chiedere se volessero altro vino. Guido annu\u00ec con la testa, pur intercettando lo sguardo perplesso di Sara.<\/p>\n<p>Si vers\u00f2 un altro bicchiere e lasci\u00f2 scivolare maldestramente un paio di gocce oltre il bordo del calice. Osserv\u00f2, rimanendo con il braccio alzato e la bottiglia leggermente piegata di lato, le due bolle rosate scivolare lentamente lungo la bombatura del bicchiere sino a fermarsi sulla tovaglia. Osserv\u00f2 la macchia espandersi e schiarire, lentamente. Due lacrime scivolarono sul suo viso. Sara non lo guardava. Era persa in pensieri a lui sconosciuti.<\/p>\n<p>La cena termin\u00f2. Si guardarono e per un lungo, estenuante, attimo lui si sent\u00ec di nuovo a casa.<\/p>\n<p>Ma fu un attimo. Guido si alz\u00f2 e and\u00f2 a pagare il conto. Le sue gambe erano di gomma, i contorni del suo campo visivo erano offuscati, annebbiati, confusi tra mente e cuore. Il suo passo era per\u00f2 apparentemente sicuro, attento a non scivolare nel patetico.<\/p>\n<p>Recuper\u00f2 una oscura sensazione di dignit\u00e0, che pensava fosse svanita nel vortice della sua depressione. Guard\u00f2 il profilo di Sara. Altero, fiero, morbido, dalle linee decise e femminili. I suoi capelli scivolavano compatti sul collo lungo e sottile. All&#8217;improvviso lei si gir\u00f2 verso di lui e Guido non pot\u00e8 reprimere un sorriso aperto, rinfrancato, innamorato.<\/p>\n<p>Sara restitu\u00ec quel sorriso e indugi\u00f2 nei suoi occhi. L&#8217;elettricit\u00e0 scatt\u00f2 di nuovo e per un altro fugace attimo tutto torn\u00f2 al suo posto.<\/p>\n<p>Passeggiarono a lungo, lei appoggiata a lui inconsapevolmente. Lui, rigido nel passo per mascherare l&#8217;ubriacatura. Camminando, passo dopo passo, le loro dita si sfioravano. Lui trasaliva. Lei lo sfiorava con gli occhi. Il dolore restava dietro, attaccato alle loro ombre grigie che si scioglievano nella luce arancione dei lampioni.<\/p>\n<p>Un attimo lei sfior\u00f2 con la testa la spalla di Guido e lui sussult\u00f2. Una scarica di amore puro lo penetr\u00f2 e lo fece barcollare pesantemente. Lei lo afferr\u00f2 con la mano e lo trattenne senza dire una parola.<\/p>\n<p>Lui si limit\u00f2 a guardarla, sconfitto.<\/p>\n<p>Entrarono in albergo. Presero le chiavi. Entrarono nell&#8217;ascensore dalle pareti metalliche e con un sottile e alto specchio ambrato. Guido in tralice si osserv\u00f2 e vide i suoi occhi tristi, le vene sulle tempie gonfie. Poi sfior\u00f2 il viso di Sara. Il dolore lo assal\u00ec di nuovo, acido. Lei lo guardava attenta e si rese conto che lui non capiva, chiuso com&#8217;era nella sua solitudine.<\/p>\n<p>L&#8217;ascensore arriv\u00f2 al piano. Camminarono muti sulla moquette rossa. Guido intu\u00ec l&#8217;umido che scrostava un pezzo di carta da parati in un angolo buio.<\/p>\n<p>Arrivarono vicino alla stanza di Sara. Lui rest\u00f2 con la testa bassa, non aveva il coraggio di guardarla ancora. Non poteva. Non ce la faceva. Lei gli alz\u00f2 il mento con la mano, gli sorrise ma i suoi occhi erano vuoti, lontani.<\/p>\n<p>\u201cMi dispiace, Guido. Non posso.\u201d<\/p>\n<p>Lui non disse nulla. La guard\u00f2 ancora un attimo, sent\u00ec le lacrime salire, calde e insopportabili. Scosse la testa per scacciare via la sensazione di essere un uomo ridicolo. Si gir\u00f2 di spalle e and\u00f2 via, barcollando. Lei rest\u00f2, ferma davanti alla porta con la chiave in mano, e lo guard\u00f2 andare via.<\/p>\n<p>Guido alz\u00f2 la mano e senza voltarsi la salut\u00f2, ormai lontano. Ma lei era entrata nella stanza, le lacrime che le scivolavano sulle guance perfette.<\/p>\n<p>Nella sua stanza, piccola e in penombra, Guido apr\u00ec il frigo bar e prese le tre bottigliette di grappa. Per un attimo pens\u00f2 all&#8217;assurdit\u00e0 di bere grappa gelata. Ma non riusc\u00ec a trovare alternative. Affid\u00f2 il suo dolore al liquido trasparente e denso, lo ingoi\u00f2 gettando la testa all&#8217;indietro. Rise sguaiatamente. Non si riconosceva in quel suono gutturale, cos\u00ec lontano dai suoi modi gentili.<\/p>\n<p>Gett\u00f2 per terra le bottigliette. Gli occhi di Sara, limpidi, ironici, neri come la notte senza stelle, gli si piantarono nella testa. Si abbandon\u00f2 sulla poltrona marrone di panno consumato. Allarg\u00f2 le gambe e se le guard\u00f2 e le vide cos\u00ec lontane. Osserv\u00f2 la stanza e la trov\u00f2 squallida, fredda, distante. Si alz\u00f2 a fatica. And\u00f2 alla finestra e la apr\u00ec. Chiuse gli occhi e aspir\u00f2 l&#8217;aria, ora pi\u00f9 fresca, della notte. Si affacci\u00f2, appoggiando le braccia sul davanzale di marmo incrostato dalla polvere e osserv\u00f2 con rimpianto la vita della citt\u00e0, colorata dalle luci al neon delle insegne. Cerc\u00f2 sull&#8217;asfalto, tra le gambe dei passanti, qualche traccia delle sue speranze. Ma lo scirocco le aveva portate via, lontano nel cielo, da qualche parte del mondo.<\/p>\n<p>Pens\u00f2: \u201c&#8217;fanculo\u201d. Non l&#8217;aiut\u00f2. Era solo. Ancora, con il suo dolore grigio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sera era calda e umida. Il vento di scirocco batteva l&#8217;asfalto sollevando qualunque cosa incontrasse: fogli di giornale, carte, briciole di pane, polvere, il calore del giorno, le tracce tiepide di chi vi aveva camminato. Guido e Sara passeggiavano &hellip; <a href=\"https:\/\/elfodavide.it\/?p=374\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,4],"tags":[],"class_list":["post-374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti","category-sottrazione"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p1f9Jc-62","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=374"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":375,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions\/375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}