{"id":431,"date":"2011-11-27T19:47:18","date_gmt":"2011-11-27T19:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=431"},"modified":"2011-11-27T19:50:22","modified_gmt":"2011-11-27T19:50:22","slug":"la-seconda-porta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=431","title":{"rendered":"La seconda porta"},"content":{"rendered":"<p>Il sole \u00e8 scomparso dietro l&#8217;ultimo albero, l\u00ec in fondo all&#8217;orizzonte ritagliato fra i palazzi bassi della citt\u00e0. Si intravede l&#8217;ultimo raggio in uno strappo di cielo alle nuvole nere, che si affrettano da nord. L&#8217;arancione saluta il grigio piombo e si arrende, consapevole della sua fine imminente.<\/p>\n<p>Corro lungo la striscia di asfalto bagnato che punta dritta verso quella luce. Alzo la testa e osservo, concentrato sul mio passo, i raggi che si frantumano morenti tra gli spigoli delle nuvole. Il profilo nero del campanile della chiesa si erge al centro della strada. Il battito della mia corsa \u00e8 limpido e l&#8217;eco si sparpaglia tra i bassi muri che fanno da perimetro alla lunga linea grigia.<\/p>\n<p>Il vento si alza all&#8217;improvviso e batte la strada con violenza. La polvere si alza in piccoli batuffoli gialli che dal basso si alzano verso l&#8217;alto per poi sparpagliarsi all&#8217;urto imprevedibile delle folate.<\/p>\n<p>Un soffio improvviso mi fa volare il cappello. Riesco con un gesto d&#8217;istinto ad afferrarlo e a rimetterlo sulla testa che gronda sudore.<\/p>\n<p>Le raffiche sono violente e non riesco a mantenere l&#8217;assetto giusto per tagliare il vento e continuare a correre. Il passo sbanda, ondeggia debole contro la furia dell&#8217;aria arrabbiata.<\/p>\n<p>Mi forzo, arrivo all&#8217;angolo, giro sperando che il vento si indebolisca cambiando la direzione. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Sembra che arrivi da tutte le parti. Le folate sono gelide e mi tagliano la pelle del viso.<\/p>\n<p>Devo riuscire ad andare avanti. Ho solo la forza di volont\u00e0 nel correre, ogni giorno. Il resto \u00e8 svanito come la polvere che si \u00e8 arresa alla forza del vento. Continuo incerto a percorrere il lungo anello della strada.<\/p>\n<p>Sento scorrere il sudore lungo la curva della spina dorsale, inzuppa la maglietta sotto il giubbotto. Le raffiche adesso sono di nuovo di fronte e mi sento gelare.<\/p>\n<p>Continuo a correre. Devo farcela. Un passo dietro l&#8217;altro. Passo dopo passo, tento di calmare la forza del vento con l&#8217;accelerazione delle mie falcate che diventano pi\u00f9 alte e ampie. La strada sotto di me scompare, mi seno come se volassi qualche centimetro sopra la massa ghiaiosa del cemento scuro. Invece la fatica cresce e capisco che non ce la far\u00f2.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso mi sento come se qualcuno avesse spento un interruttore, dentro di me. Il passo rallenta, si riduce, rallento. Mi fermo. Ansimo, piegato in due, con le mani poggiate sui fianchi. Aspiro l&#8217;aria dalla bocca spalancata. Mi inginocchio per terra, sento il freddo umido dell&#8217;asfalto. Abbasso la testa.<\/p>\n<p>Il silenzio scende dentro di me. Non ho pi\u00f9 la forza. Non ho pi\u00f9 la voglia. Basta.<\/p>\n<p>Penso a lei. Le lacrime scendono sulle guance. Non le sento, non me ne accordo ma sono l\u00ec che scivolano fuori di me e si confondono con l&#8217;umido della sera. Me ne accorgo solo quando grosse gocce cadono sulle mie mani poggiate sulle ginocchia. Le guardo, sperduto, e le vedo arancioni come i muri di fronte. Sento che \u00e8 finita.<\/p>\n<p>Da una finestra di una villetta alla mia destra s&#8217;alza, all&#8217;improvviso, una musica dal tono alto. E&#8217; una musica dolce, un pianoforte suona una scala melodica che si infila lentamente, e inesorabile , nella mia testa. Resto l\u00ec per terra, anche se ho dolore alle ginocchia. Alzo la testa e osservo l&#8217;intonaco bianco della casa alla ricerca della finestra da cui giunge la musica. Ce ne sono quattro e sono tutte chiuse con delle persiane di legno lucido e scuro. Riesco, osservando con attenzione, ad intravedere una striscia di luce che esce da una fessura di una finestra al primo piano. La musica sale delicatamente. Ha delle fiammate e poi un rapido giro melodico la trasforma, di nuovo, in un suono dolce e avvolgente. E&#8217; solo il suono di un pianoforte, l&#8217;accompagnamento di un violoncello triste, e la voce straziata del cantante. Le parole emergono possenti con la loro poesia e la ascolto attento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu che ne hai la cura<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Il tuo amore \u00e8 una lancia appuntita<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Che pu\u00f2 toglier la vita<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi amore,<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Del male d&#8217;amore<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora,<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu sola hai la cura<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Ahhhh&#8230;.<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Torner\u00f2 a vita per te<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Torner\u00e0 vita per noi..<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi amore<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Dal male d&#8217;amore<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu che ne hai la cura\u201d<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La musica si spegne piano e il silenzio torna a rimbombare nella strada. Il vento soffia con forza e il sibilo delle raffiche che si infilano tra le foglie degli alberi mi rasserena, mescolandosi con la morbidezza della musica che continuo a sentire nelle orecchie.<\/p>\n<p>Guardo il cielo e una striscia di cielo si spalanca ai miei occhi, sottraendosi al lenzuolo delle nubi cariche di pioggia. Il cielo \u00e8 nero come i suoi occhi. Li vedo l\u00ec nel cielo ma so che non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<p>Mi rialzo appoggiando le mani sul cemento umido.<\/p>\n<p>Un&#8217;immagine si fa spazio nei miei ricordi e si ripresenta, lucida nella memoria.<\/p>\n<p>Rivedo mio padre. Era ormai alla fine della sua vita. Passeggiavamo per un prato in montagna. A strapiombo sul prato si alzava una parete rocciosa grigia con delle striature rosa. Il sole era alto nel cielo, era estate. Camminavamo entrambi poggiandoci a due nodosi bastoni di legno chiaro. Mio padre era riflessivo, come raramente gli capitava, e ascoltava le mie parole. In silenzio, annuiva con scatti lenti del capo. Ci avvicinammo alla parete rocciosa. Mentre distrattamente sfioravo con le mani la pietra liscia e fredda, vidi una stella alpina. La andai a guardare da vicino. Le sue poche foglie bianche erano lanuginose, lucide dall&#8217;umido della notte. Le ammirai con un sorriso sulle labbra. Mio padre mi osservava, attento, socchiudendo i suoi profondi occhi neri. Si pass\u00f2 una mano tra i lunghi capelli candidi. Poi si avvicin\u00f2 e parl\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cQuando eri piccolo, avevi otto anni, durante una gita con i tuoi fratelli e tua madre, arrivammo in questa valle e, come oggi, tu trovasti una stella alpina.\u201d<\/p>\n<p>\u201cDavvero?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec. Non feci a tempo a bloccarti. La strappasti dalla roccia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon mi ricordo, babbo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa alzasti al cielo, felice. La stella \u00e8 mia! Gridasti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cEro un bambino!\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, eri un bambino. Se ricordi, per\u00f2, non mi \u00e8 mai piaciuta questa tua irruenza.\u201d<\/p>\n<p>Annuii, abbassando la testa. Ancora avvertivo il senso di colpa ni suoi confronti.<\/p>\n<p>\u201cCercai di spiegarti il perch\u00e9 della mia rabbia, ma tu non potevi capire, Guido. Ora, invece, puoi comprendere fino in fondo.\u201d E mi guard\u00f2 dritto negli occhi.<\/p>\n<p>Continu\u00f2: \u201cDue giorni dopo averla strappata dalla sua roccia, la stella si appass\u00ec rapidamente e divent\u00f2 una striscia avvizzita senza vita.\u201d<\/p>\n<p>Ora ricordavo. Piansi a lungo e mi arrabbiai con mio padre. Gli gridai che era colpa sua. E lui non disse nulla. Mi ascoltava impassibile. Poi alz\u00f2 una mano e la mise sulla mia testa, accarezzandomi.<\/p>\n<p>Io la tolsi e me andai arrabbiato.<\/p>\n<p>\u201cGuido. L&#8217;amore \u00e8 tutto l\u00ec. Da come lo vivi, da come lo tratti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe vuoi dire?\u201d<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;amore \u00e8 come quella stella alpina. Tu la ami perch\u00e8 \u00e8 bella, perch\u00e8 \u00e8 l\u00ec, attaccata a quella roccia; ha bisogno di poca acqua, quello \u00e8 il suo ambiente naturale. L\u00ec \u00e8 libera. Tu la ami perch\u00e8 lei \u00e8 libera, ed \u00e8 bella, su quella roccia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon capisco.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe tu vuoi tenere quella bellezza solo per te, diventi un predatore. Allora, che fai? Strappi il fiore dalla sua terra, dal suo humus, le togli la libert\u00e0. La uccidi. Infatti, senza la <em>sua <\/em>vita, lei morir\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Accarezzai con una mano un petalo bianco.<\/p>\n<p>\u201cSe tu ami, Guido, non devi pretendere che la donna che ami sia tua. La ami perch\u00e8 lei \u00e8 una persona. E quella donna ha bisogno di essere libera per poter continuare ad essere la persona di cui sei innamorato. Se la vuoi per te, se la strappi per la sete di possesso, lei morir\u00e0. E con lei morir\u00e0 anche il suo amore per te. E il tuo amore.\u201d<\/p>\n<p>Lo guardai spalancando gli occhi, sorpreso per quello che mi stava dicendo. Ora parlava con la testa bassa e osservavo, con una stretta al cuore, i suoi capelli bianchi. Girai lo sguardo sul fiore. Era lo stesso bianco di quel fiore cos\u00ec delicato, cos\u00ec bello, cos\u00ec fiero.<\/p>\n<p>\u201cLasciala libera, Guido. Libera! Non strapparla! Solo cos\u00ec hai una speranza di essere ricambiato.\u201d<\/p>\n<p>Mi avvicinai a lui. Gli misi una mano sulla spalla, imbarazzato. Lui alz\u00f2 lo sguardo su di me. Rest\u00f2 serio.<\/p>\n<p>\u201cQuesto non significa che devi restare l\u00ec ad osservare&#8230;\u201d continu\u00f2.<\/p>\n<p>E mi piant\u00f2 di nuovo i suoi occhi nei miei.<\/p>\n<p>\u201c&#8230;l&#8217;amore va alimentato. Il fiore deve restare l\u00ec, legato al suo ambiente, libero di vivere. Ma tu devi annaffiarlo. E devi essere attento. Dovrai versare la quantit\u00e0 giusta di acqua. N\u00e9 troppa, n\u00e9 troppo poca. Solo cos\u00ec vivr\u00e0 in equilibrio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE come potr\u00f2 sapere qual \u00e8 la quantit\u00e0 giusta?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerca dentro di te, Guido!\u201d Alz\u00f2 la voce continuando a fissarmi.<\/p>\n<p>\u201cTu la risposta la conosci. Cercala dentro di te!\u201d disse.<\/p>\n<p>\u201cNon si ama per vendetta, Guido. Si ama una persona per quello che \u00e8. Ricordatelo sempre.\u201d<\/p>\n<p>Rest\u00f2 in silenzio mentre con la punta del bastone accarezzava l&#8217;erba fitta alle pendici del costone di roccia.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e8 mi dici queste cose oggi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e8 non ci sono mai riuscito, figlio mio. Ci sono riuscito con i fiori, con queste montagne ma non ci sono mai riuscito con tua madre e nemmeno con te e con i tuoi fratelli.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa che dici?\u201d<\/p>\n<p>\u201cScusami Guido.\u201d E pianse, cos\u00ec all&#8217;improvviso.<\/p>\n<p>Lo abbracciai in silenzio. Lui mi poggi\u00f2 la testa sulla spalla e restitu\u00ec l&#8217;abbraccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guardai di nuovo quel pezzo di cielo nero. Il vento, ora, stava spalancando le nuvole, allontanandole tra di loro. Mi asciugai le lacrime con la mano.<\/p>\n<p>Ripresi a correre. Le parole di mio padre rimbombavano nella mia testa.<\/p>\n<p>Alzai il mento e lo aprii al vento. Calzai il berretto sulla testa e aumentai progressivamente il passo. Il vento sibilava con forza nelle mie orecchie, ma riuscivo ad ascoltare bene anche il suono ovattato delle mie scarpe sul bagnato dell&#8217;asfalto. I muscoli si scaldarono e l&#8217;assetto ritrov\u00f2 il suo equilibrio.<\/p>\n<p>Il fiato si ruppe facilmente e tornai a respirare con calma, senza spalancare la bocca.<\/p>\n<p>Ogni curva era un pensiero nuovo che si riaffacciava. Le parole di mio padre scesero, una per una, dentro di me, liberandosi dalla polvere accumulata dal tempo.<\/p>\n<p>Corsi un&#8217;ora. E mi sentii di nuovo libero.<\/p>\n<p>Ora sapevo quel che dovevo fare.<\/p>\n<p>Le luci arancioni della strada aprono le loro ombre inquietanti sui muri. Ora lo so.<\/p>\n<p>Lo scatto finale mi port\u00f2 davanti al cancelletto di casa, di fronte al parcheggio nascosto dai cespugli alti.<\/p>\n<p>Apro il portone e salgo le scale di marmo grigio.<\/p>\n<p>Mi avvicino alla porta. Mi fermo ad osservare il legno scuro.<\/p>\n<p>La apro con le chiavi ed entro.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 l\u00ec, seduta sul divano lungo. Le gambe accovacciate. Alza lo sguardo e mi riempio dei suoi occhi. Le sue labbra sono serrate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu che ne hai la cura <\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Il tuo amore \u00e8 una lancia appuntita<br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Che pu\u00f2 toglier la vita<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi amore, <\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Del male d&#8217;amore <\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora, <\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu sola hai la cura<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Ahhhh&#8230;.<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Torner\u00f2 a vita per te<br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Torner\u00e0 vita per noi..<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi amore<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Dal male d&#8217;amore<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Guariscimi ora<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Tu che ne hai la cura\u201d<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Le parole della canzone \u201cLa lancia del pelide\u201d sono di Vinicio Capossela.<\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole \u00e8 scomparso dietro l&#8217;ultimo albero, l\u00ec in fondo all&#8217;orizzonte ritagliato fra i palazzi bassi della citt\u00e0. 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L&#8217;arancione saluta il grigio piombo &hellip; <a href=\"https:\/\/elfodavide.it\/?p=431\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,4],"tags":[],"class_list":["post-431","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti","category-sottrazione"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p1f9Jc-6X","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=431"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":433,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/431\/revisions\/433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}