{"id":611,"date":"2012-02-08T17:16:28","date_gmt":"2012-02-08T17:16:28","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=611"},"modified":"2012-02-08T17:16:28","modified_gmt":"2012-02-08T17:16:28","slug":"la-stazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=611","title":{"rendered":"La stazione"},"content":{"rendered":"<p>Il vento spazzava la polvere depositata sul cemento. L&#8217;aria era gelida e il silenzio ovattato rinchiudeva le emozioni. Mulinelli di cartacce si innalzavano verso il cielo in un serpente animato. Maurizio si appoggi\u00f2 alla colonna di cemento nero e si incant\u00f2 a guardare quel movimento circolare, incredibilmente perfetto. Riflett\u00e9 su come la spazzatura potesse avere una sua funziona nel gioco della natura. Il vento di tramontana la raccoglieva, la univa e poi la fondeva in un movimento armonico. I colori si mescolavano in un arcobaleno innaturale e l&#8217;incuria dell&#8217;uomo era cancellata in un gioco di forme e di materia.<\/p>\n<p>Un lento scalpiccio attir\u00f2 la sua attenzione. Dalle scale alla sua destra sal\u00ec una coppia di anziani.<\/p>\n<p>Lui si appoggiava sul passamano, lei si stringeva al braccio libero dell&#8217;uomo. Salirono le scale un gradino alla volta. Lui indossava un cappotto grigio scuro e dal taglio grossolano, una camicia lisa e una cravatta con un bel nodo. Lei, grassa e boccheggiante, calzava un buffo cappello a turbante. I loro visi erano arrossati dal freddo.<\/p>\n<p>Dopo aver ripreso il fiato iniziarono a parlare fitti tra di loro, la mano della donna rest\u00f2 appoggiata sul braccio dell&#8217;uomo. Lui le guardava le labbra mentre parlava. La donna fissava gli occhi del vecchio. Li guardava con una intensit\u00e0 ironica che colp\u00ec Maurizio.<\/p>\n<p>La voce dell&#8217;altoparlante annuncio:<\/p>\n<p>\u201cE&#8217; in arrivo al binario 3 il treno FrecciaArgento proveniente da Roma e diretto a Milano.\u201d<\/p>\n<p>In fondo al binario Maurizio intravide una figura alta e dal passo dinoccolato dirigersi verso il lato nord del binario. La testa, di cui indovinava solo il profilo ovale, era scura. Vide il fumo bianco uscire dalla bocca.<\/p>\n<p>La voce parl\u00f2 ancora: \u201cSi invitano i signori viaggiatori a non oltrepassare la linea gialla.\u201d<\/p>\n<p>Abbass\u00f2 la testa e controllo di essere dietro la linea gialla. Poi ci ripens\u00f2 e con un ghigno poggi\u00f2 un piede oltre la striscia bitorzoluta e arricciata.<\/p>\n<p>Lo stridio delle ruote di ferro sui binari anticip\u00f2 l&#8217;arrivo del treno. In fondo alla curva si affacci\u00f2 il muso metallico del treno. Due fari tondi occhieggiavano dalla linea centrale rossa sul locomotore. Le strisce luminose tagliarono il buio e illuminarono con due fasci gialli e nebbiosi la ghiaia tra i binari.<\/p>\n<p>Il silenzio ovattato della stazione fu strappato dal rombo del motore del FrecciaArgento.<\/p>\n<p>Maurizio si allontan\u00f2 dalla striscia e si appoggi\u00f2 con la schiena alla stessa colonna di qualche minuto prima. Alz\u00f2 lo sguardo verso il cielo color cobalto. Una luna rossa a falce dava la schiena a due stelle lampeggianti. Il vento disegnava delle strisce sottili di nuvole bianche che correvano tra le cime dei palazzi scuri all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Il rombo divent\u00f2 assordante e il vento gelido fu spostato dall&#8217;aria rovente dei freni che iniziarono a fischiare potenti. Un lungo sibilo strapp\u00f2 a Maurizio una smorfia dolorante. Il treno si ferm\u00f2 e un sottile fischio continu\u00f2 a ristagnare nelle sue orecchie ferite.<\/p>\n<p>Non ebbe bisogno di cercare, allungando il collo verso l&#8217;interno dello scompartimento. Se la trov\u00f2 davanti agli occhi. Era seduta nel posto vicino al finestrino, esattamente davanti a lui. Non si scost\u00f2 nemmeno dalla colonna. Il marmo nero era freddo e un brivido gli corse lungo la schiena.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 il suo profilo gentile, il naso a punta, gli occhi fissi in un punto perso del sedile.<\/p>\n<p>Le sue mani erano sudate, ma le teneva infilate nelle tasche del giaccone. Sospir\u00f2 e un filo di fumo bianco usc\u00ec dalla sua bocca e risal\u00ec nella tramontana.<\/p>\n<p>La divor\u00f2 con gli occhi in quel minuto in cui il treno rest\u00f2 fermo in stazione.<\/p>\n<p>Non la vedeva da due anni, tre mesi e dodici giorni. Non era cambiata se non per due piccole rughe che gli parve di intravedere sul viso.<\/p>\n<p>Ud\u00ec il fischio del capotreno, immagin\u00f2 il suo cappello rosso ma non riusc\u00ec a distogliere lo sguardo dagli occhi della donna, dietro il vetro del treno FrecciaArgento che da Roma andava a Milano.<\/p>\n<p>Il treno inizi\u00f2 a muoversi. La donna si gir\u00f2 e lo vide. Sbarr\u00f2 gli occhi e apr\u00ec la bocca in una smorfia muta. Lui continu\u00f2 a fissarla negli occhi ma rest\u00f2 immobile. Non riusc\u00ec a sorriderle.<\/p>\n<p>Il treno acceler\u00f2. Lui si stacc\u00f2 dalla colonna di marmo e mosse qualche passo. Lei si gir\u00f2 per continuare a osservarlo. Il treno presto divent\u00f2 un punto all&#8217;orizzonte e lui rest\u00f2 a fissare i due fari rossi posteriori.<\/p>\n<p>Scosse la testa e si gir\u00f2, grattandosi la barba gelata.<\/p>\n<p>Sui binari le carte e la spazzatura erano ricadute senza alcun ordine e logica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vento spazzava la polvere depositata sul cemento. L&#8217;aria era gelida e il silenzio ovattato rinchiudeva le emozioni. Mulinelli di cartacce si innalzavano verso il cielo in un serpente animato. 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