{"id":715,"date":"2012-04-18T18:37:27","date_gmt":"2012-04-18T18:37:27","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=715"},"modified":"2012-04-19T14:47:19","modified_gmt":"2012-04-19T14:47:19","slug":"lorigine-del-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=715","title":{"rendered":"L&#8217;origine del vento"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; un giorno di inizio primavera. Uno di quei giorni in cui l&#8217;inverno decide di non mollare la presa.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Il cielo \u00e8 una coltre di cotone sporco, gonfia di acqua. Il vento del nord soffia potente nell&#8217;aria, spazza il cemento delle strade, si infila nelle fessure degli infissi di legno, sibila, fa scricchiolare i mobili dentro le case, vibrare i vetri che traballano negli interstizi di legno scuro delle finestre. Il boato del vento, che vola tra le fronde degli alberi, arriva dalla campagna alla citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Il cielo grigio scuro \u00e8 scheggiato dalle ali dei gabbiani che si sono avventurati nell&#8217;entroterra, abbandonando il mare spumoso. \u00c8 un mare nero che mugghia arrabbiato e infrange le sue onde violente sulla scogliera, avvolgendola di una pellicola lucida e bianca.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">I gabbiani volano alti, osservano gli alberi piegati dalle raffiche metalliche, si avvicinano planando con le ali spiegate e poi virano, tornando indietro, verso le gocce spruzzate in alto dal mare. Le rondini, arrivate ieri dopo un lungo viaggio, si sono rincantucciate pentite tra le foglie delle querce e degli ulivi, che sono dimore sicure con i loro larghi tronchi secolari abbarbicati alla terra nera del Salento.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;uomo stretto in una tenuta nera e lucida corre incerto lungo i sentieri selciati della campagna. Il freddo tagliente della tramontana gli arrossa la pelle bianca del viso. Sente le lame appuntite che si infilano nei pori. Ma \u00e8 un dolore purificante, che gli asciuga il sudore evaporato dal tessuto tecnico che avvolge i muscoli sottili. L&#8217;uomo corre verso il mare, alla ricerca dell&#8217;origine di quel vento. Non vuole sottrarsi al dolore, anzi ha scelto di cercarne l&#8217;origine e di lasciarsi andare ad essa. Vuole che entri in lui, che si fonda, che si sciolga come il metallo nella lava rovente del vulcano.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Il suo passo accelera, il gelo si infila nel corpo. Intorno a lui alberi antichi e immobili al tempo e alla sua memoria. Sono alberi dal tronco muschioso; \u00e8 un verde brillante, intenso, che ricopre il bianco scheggiato e rugoso della corteccia. Ai piedi dei tronchi crescono cespugli rigogliosi di fiori gialli, azzurri e bianchi. Rare sono le pennellate di rosso dei papaveri che sono spazzati via dalle folate del vento del nord. Il profumo dolce si spande nel vento e si mescola con il sottofondo aspro dell&#8217;erba bagnata del mattino.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Ma l&#8217;uomo in nero corre. Continua ad andare incontro all&#8217;orizzonte. Il suo passo arranca contro il vento, sembra quasi sbandare ma lui caparbiamente riprende l&#8217;assetto elegante che si scioglie all&#8217;improvviso nel passo ritmato. I tonfi leggeri dei piedi che calpestano il pietrisco bianco si confondono nell&#8217;erba e nella rabbia del vento. Volano via e lui alza lo sguardo come per inseguire quel rumore leggero, quasi svuotato di peso e di senso. I gabbiani lo seguono dall&#8217;alto. Uno di loro, con le ali a freccia spiegate scende leggero e sembra quasi gli voglia indicare la direzione verso cui andare, alla ricerca del suo orizzonte. L&#8217;uomo corre, il sudore non fa a tempo a scivolare lungo le tempie che le raffiche di vento afferrano le gocce e le spandono nell&#8217;aria, sul sottofondo di un cielo dipinto con acquerelli. Le macchie grigie si stagliano su un fondo color grafite.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">All&#8217;improvviso l&#8217;uomo si blocca e il suo profilo sottile si percepisce nitido sul cielo gonfio di rabbia e di acqua. Il rombo \u00e8 fortissimo. La testa dell&#8217;uomo si abbassa e il labbro inferiore, se qualcuno lo osservasse con attenzione se ne accorgerebbe, trema. Sotto il suo sguardo c&#8217;\u00e8 il mare nero che sbatte nervoso le onde sulla scogliera. Ai suoi piedi le rocce sono lastre accatastate l&#8217;une sulle altre. Il muro di pietra si alza dritto sull&#8217;acqua e si spinge verso il cielo. In cima a quel muro c&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo. Di fronte a s\u00e9 ha la distesa di quell&#8217;acqua nera, gonfia di spuma. Sotto il filo inconsistente accartocciato dal vento c&#8217;\u00e8 il silenzio ovattato di un mondo che lui non conosce. Alla fine di quel mondo c&#8217;\u00e8 l&#8217;origine del suo dolore. \u00c8 dietro la linea ondeggiante dell&#8217;orizzonte. L\u00ec, ne \u00e8 consapevole, trover\u00e0 la matrice del vento. L\u00ec trover\u00e0 l&#8217;onda che risponder\u00e0 alla sua domanda. L\u00ec, dove incontrer\u00e0 la sua fine.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Una raffica pi\u00f9 secca, un boato pi\u00f9 forte. L&#8217;uomo si abbandona al vuoto. Il momento dell&#8217;impatto \u00e8 silenzioso, coperto dai colpi violenti dell&#8217;acqua sulla terra. Il profilo nero si confonde con il colore scuro dell&#8217;acqua, si spande, si perde, svanisce. Il filo inconsistente si richiude. Il silenzio ovattato lo assorbe.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Ora attende la risposta.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un giorno di inizio primavera. Uno di quei giorni in cui l&#8217;inverno decide di non mollare la presa. Il cielo \u00e8 una coltre di cotone sporco, gonfia di acqua. 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