{"id":770,"date":"2012-08-11T14:47:29","date_gmt":"2012-08-11T14:47:29","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=770"},"modified":"2012-08-11T15:58:09","modified_gmt":"2012-08-11T15:58:09","slug":"la-promessa-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=770","title":{"rendered":"La promessa (parte 1)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>In un luogo dell&#8217;Istria, 24 agosto 2012<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sole non si era ancora affacciato da dietro la collina. Il cielo era scuro con onde color albicocca, con strisce di bruma, bianca come una sottile lanuggine, che si aggrappava agli alberi. Anna era affacciata sulla veranda di legno grigio, le braccia strette sul petto. Respirava piano, sorbendo con calma l&#8217;aria fresca della sua terra. Le palpebre socchiuse, lo sguardo sulle linee curve degli alberi fissate nel cielo all&#8217;orizzonte. Nel silenzio si sarebbe potuto ascoltare il ritmo metallico dei suoi pensieri: un-due-tre, un-due-tre, un-due-tre&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un incedere intenso, regolare, quasi fosse una catena di montaggio. Ma se si fosse stati capaci di superare l&#8217;incanto di quel ritmo e si fosse andati a toccare, saggiare, la stoffa di quei pensieri ci si sarebbe resi conto di come fossero intrisi di acqua, di quel gocciolio intenso che solo il dolore riesce ad impregnare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna gett\u00f2 un lungo sospiro, sleg\u00f2 le braccia, un ultimo sguardo alla sua terra che il sole iniziava a rischiarare, e rientr\u00f2 nella casa. Usc\u00ec dopo qualche minuto dalla porta, la richiuse dietro di s\u00e9 e la sprang\u00f2. A larghe falcate si diresse verso il camper, bianco e lucido, parcheggiato nel cortile di pietra grigia. Sulle spalle portava lo zaino leggero dove aveva schiacciato senza ordine ci\u00f2 che aveva ritenuto indispensabile. Poche cose perch\u00e9 la scelta era stata l&#8217;essenziale senza fronzoli: un minimo di biancheria di ricambio, due paia di collant color carne perch\u00e9 la donna \u00e9 donna, una gonna ampia a balze, due paia di pantaloni lunghi di materiale tecnico, un pile, una camicia color pastello e una pashmina, sempre perch\u00e9 la donna \u00e9 donna, un paio di libri e saponi vari. Totale: circa sei chili.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nelle mani portava, con ferma delicatezza, un&#8217;anforta di ceramica sigillata. Apr\u00ec la porta del camper, la port\u00f2 dentro e la poggi\u00f2 su un sedile. La avvolse con una cintura di sicurezza. Controll\u00f2 con un gesto secco che fosse ben sistemata e, prima di girarsi, la sfior\u00f2 con una carezza leggera. Si tolse lo zaino dalle spalle e lo gett\u00f2 sul lettino in fondo al camper. Prima di chiudere la porta del camper, scese e si guard\u00f2 intorno. Il cuore le balzava nel petto graffiando le vene. Si asciug\u00f2 una lacrima e sal\u00ec al posto di guida. Accese il motore, si abbandon\u00f2 sul sedile, strinse il volante di cuoio nero con le mani, espir\u00f2 e spinse con delicatezza sul pedale dell&#8217;acceleratore. Il camper balz\u00f2 in avanti e la casa spar\u00ec dietro il viottolo di selciato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La striscia nera dell&#8217;asfalto le venne incontro anonima e il ritmo delle linee bianche della mezzeria si impenn\u00f2, acquistando velocit\u00e0. Un-due-tre, un-due-tre, un-due-tre. Il ritmo si alline\u00f2 con quello dei pensieri di Anna ma ben presto divent\u00f2 sempre pi\u00f9 veloce trasformandosi in una linea retta e continua. I pensieri della donna sbandarono alla rottura del ritmo, si confusero e si frantumarono contro il muro di asfalto. Il sole apparve dietro la linea della collina, che si avvicinava sempre di pi\u00f9 al vetro del camper. Lame sottili di luce infilarono il bosco e si persero tra i rami disperdendosi in mille linee dorate. La bruma lentamente si alz\u00f2 abbandonando le braccia dei larghi pini e sciogliendosi nel cielo di cobalto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna guard\u00f2 nello specchio il suo viso sottile, i capelli neri e ricci, duri come le parole che sua lingua sapeva tagliare, gli occhi erano due fessure di brace, le labbra, nonostante tutto, perse nel disegno di un sorriso aggraziato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Stacc\u00f2 gli occhi dallo specchietto con un gesto stizzito della mano e riprese a guidare nella polvere dell&#8217;alba. La strada era vuota, le ombre si allungavano per poi smarrirsi nel bosco. La donna abbass\u00f2 il finestrino e si immerse nel canto graffiante delle cicale, un martellare metallico. Un-due-tre, un-due-tre, un-due-tre.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I pensieri ritrovarono il passo, tessendo pensieri incontrollati nella testa di Anna che ritrov\u00f2 il suo largo sorriso. L&#8217;immagine riapparve: quegli occhi neri, la barba incolta, la mano che le accarezzava il viso, le labbra rosse che si avvicinavano alle sue, le mani sottili che le sganciavano il reggiseno bianco, la lingua morbida che si infilava tra le sue labbra, il suo folle desiderio, mai provato prima, di sentire il sapore del suo sesso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">D&#8217;istinto fren\u00f2. Con la coda dell&#8217;occhio aveva visto l&#8217;ombra dell&#8217;animale che si gett\u00f2 sull&#8217;asfalto tagliandole la strada. Inchiod\u00f2 sul freno e il camper sband\u00f2. Entr\u00f2 in azione l&#8217;abs, la vettura trem\u00f2 a scatti e lentamente si ferm\u00f2 impedendo il testa-coda. L&#8217;immagine dell&#8217;uomo era svanita nella sua mente e il sapore dolce della carne pulsante dell&#8217;uomo si trasform\u00f2 in un aroma metallico, ferroso. Per lo spavento Anna si era morsa il labbro, si pass\u00f2 un dito sul labbro e vide la striscia rossa del sangue. Guard\u00f2 nello specchietto e vide che sulla strada, non c&#8217;era nessuno. Per fortuna, pens\u00f2 con un sospiro di sollievo. Scese dal camper e vide che che non c&#8217;erano ammaccature sul muso bianco. D&#8217;istinto guard\u00f2 sotto la macchina ma non vide nulla. Calm\u00f2 il respiro e nel silenzio della campagna, perch\u00e9 le cicale avevano smesso di frinire, ascolt\u00f2. Non sent\u00ec nulla ma lo vide. Sul ciglio della strada, sul bordo dell&#8217;altra corsia, un cucciolo di cane, nero come i suoi pensieri, la guardava con la lingua penzoloni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cMa sei scemo?\u201d pens\u00f2 dentro di s\u00e9. La stessa cosa, probabilmente, pens\u00f2 il cane di lei.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi, scuotendo la testa riccioluta, si avvicin\u00f2 al cane. Si accovacci\u00f2, a debita distanza, e continu\u00f2 a guardarlo dritto negli occhi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cTi-sei-fatto-male?\u201d gli disse con voce bassa. Il cane annus\u00f2 l&#8217;aria e poi pieg\u00f2 la testa di lato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lei alz\u00f2 la mano destra e lasci\u00f2 ferma, a mezz&#8217;aria. Il cane si avvicin\u00f2, guardingo. Poi infil\u00f2 la sua testa sotto la mano di Anna che lo accarezz\u00f2 delicatamente. Il cucciolo, rinfrancato, si infil\u00f2 tra le gambe della donna e si strusci\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lei gli poggi\u00f2 una guancia sul pelo lucido nero e gli strofin\u00f2 le mani sui fianchi. Gli prese il muso tra le dita, lo guard\u00f2 negli occhi e prese la decisione. \u201cDai, vieni, salta su!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPerch\u00e9 no?\u201d pens\u00f2 dentro di s\u00e9. Il cane scodinzol\u00f2, gir\u00f2 intorno a s\u00e9 stesso e poi si infil\u00f2 nel camper, accovacciandosi nel sedile al fianco del posto di guida.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna lo guard\u00f2, gli sorrise, gli fece pat-pat sulla testa e ripart\u00ec. Dopo qualche minuto il roll\u00eco della vettura fece addormentare il piccolo cane che nel frattempo si era arrotolato e messo comodo sul sedile. Anna non pot\u00e9 fare a meno di sorridere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un luogo dell&#8217;Istria, 24 agosto 2012 Il sole non si era ancora affacciato da dietro la collina. Il cielo era scuro con onde color albicocca, con strisce di bruma, bianca come una sottile lanuggine, che si aggrappava agli alberi. &hellip; <a href=\"https:\/\/elfodavide.it\/?p=770\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,4],"tags":[],"class_list":["post-770","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti","category-sottrazione"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p1f9Jc-cq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=770"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":773,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/770\/revisions\/773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elfodavide.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}