{"id":774,"date":"2012-08-13T13:50:20","date_gmt":"2012-08-13T13:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=774"},"modified":"2012-08-16T15:00:14","modified_gmt":"2012-08-16T15:00:14","slug":"la-promessa-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=774","title":{"rendered":"La promessa (parte 2)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Il viaggio riprese tranquillo. La donna riflett\u00e9 su questa compagnia imprevista. L&#8217;obiettivo che si era dato voleva raggiungerlo da sola ma evidentemente il destino aveva deciso diversamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo un paio di ore il camper abbandon\u00f2 il bosco fresco e imbocc\u00f2 l&#8217;autostrada. Anna si ritrov\u00f2 a guidare su un lungo serpente abbacinante di asfalto grigio. La temperatura dell&#8217;aria sal\u00ec rapidamente e le onde di calore deformavano l&#8217;orizzonte modulando le lamiere delle macchine che sfrecciavano veloci intorno al vecchio camper bianco. La donna ogni tanto accarezzava la testa del cane che continuava imperterrito a dormire raggomitolato sul sedile e poi, quasi come un gesto meccanico, voltava la testa riccioluta per osservare con il suo sguardo tagliente l&#8217;anfora color crema che era appoggiata sul divano interno. Le nocche sbiancavano sul volante.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intorno alla strada gli alberi avevano lasciato spazio ad una vegetazione mediterranea ricca di cespugli, mirto, terra rossa, vigne inframezzati a giovani uliveti. Anna abbass\u00f2 il finestrino e insieme al calore annus\u00f2 i profumi di mentastra e di rucola selvatica. Un leggero sorriso incresc\u00f2 le sue labbra. In fondo, alla sua sinistra, inizi\u00f2 ad intravedere la striscia specchiata del cielo nel mare color metano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le ore passarono lungo la striscia d&#8217;asfalto. Ogni tanto Anna si fermava per lasciar correre il cane e riposare le sue gambe. Pi\u00f9 la strada residua si accorciava, pi\u00f9 il suo viso si incupiva. Le labbra si erano ridotte ad una fessura scura formando due piccole pieghe amare sul labbro. I capelli ricci era come se perdessero la loro vitalit\u00e0 e si abbandonarono sulla fronte che da ampia e sfrontata si ridusse ad una parentesi casuale. Il sole da alto nel cielo lucente si spost\u00f2 verso occidente, con la lentezza di chi prepara il suo tuffo finale nell&#8217;acqua accaldata dalla sua luce. Entrambi anelavano al fresco riposo della notte. Entrambi curiosi di lavare la fatica specchiandosi nel cielo scuro illuminato da milioni di stelle pulsanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna si aggrappava ferocemente agli ultimi chilometri e alla strada bollente. Aveva un paura atavica dentro di s\u00e9. Una paura di cui era stata sempre consapevole ma che aveva accettato come una malattia con cui si deve fare i conti tutti i giorni. Conosceva bene la sensazione della dipendenza che da intralcio si era trasformata in una necessit\u00e0, come quei tic nervosi che agli occhi del passante sono evidente e fanno scrollare le spalle con perplessit\u00e0. Ma per chi li ha sono un meccanismo ritmico che d\u00e0 sicurezza; un appiglio dietro cui nascondere la propria infelicit\u00e0, che vive e si alimenta dell&#8217;orrore nascosto in un anfratto scuro e maleodorante dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La donna sapeva che la libert\u00e0 passava attraverso un semplice gesto. Un movimento banale, di pochi secondi, che avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Dentro di s\u00e9 sapeva che era necessario, addirittura dovuto, ma il terrore di non sapere cosa ci sarebbe stato dopo quel piccolo gesto l&#8217;aveva sempre bloccata. Eppure Anna era piena di vita, pronta ad amare, vogliosa di libert\u00e0. I suoi capelli, il suo tono di voce, il suo modo di camminare, l&#8217;insaziabile sete di leggere pagine su pagine con un disegno disordinato ma logico. Tutto di lei urlava \u201clibert\u00e0!\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma la libert\u00e0 spesso fa paura: vivere come si \u00e9, senza conformismi o anticonformismi di comodo, prendersi sulle spalle il presente e vivere il proprio futuro senza vincoli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna guid\u00f2 misurando i metri sulla strada, rallentando inconsapevolmente la velocit\u00e0 del camper ma ormai il destino doveva compiersi. La sua mente era un meccanismo impazzito, incapace di dividere i pensieri dalle immagini del passato, le emozioni dai rimpianti, il vero dalla finzione. Nella confusione nebbiosa del divagare dei suoi pensieri il navigatore, con la voce vellutata, l&#8217;avvis\u00f2 che l&#8217;uscita era prossima, l&#8217;autostrada sanciva il suo epilogo. Lentamente percorse la complanare e pag\u00f2 il ticket al casello. Percorse cupa, ma ugualmente affascinata dal panorama totalmente cambiato, le strade del piccolo paese alle pendici delle montagne che arcigne la osservavano. Super\u00f2 l&#8217;ultimo semaforo e la strada si tuff\u00f2 in un bosco fitto, improvvisamente buio. Un singhiozzo la scosse. Nei suoi ricordi apparve, improvviso come un fulmine, l&#8217;immagine di s\u00e9 bambina che, aggrappata ai sedili anteriori di una vecchia macchina grigia, guardava estasiata il panorama delle montagne e la strada che di getto si arrampicava sulla roccia disegnando curve ardite. Quella strada era la stessa dei suoi ricordi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Rallent\u00f2 inconsapevolmente di fronte al primo tornante, anticipato da una grande cartello con su scritto, semplicemente in nero sullo sfondo bianco, il numero \u201c1\u201d. E, altrettanto inconsapevolmente, un sorriso le si disegn\u00f2 sulle labbra increspate dalle onde dei ricordi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E fu come se qualcosa si sciogliesse in lei. L&#8217;orrore del futuro, l&#8217;incertezza di quel che sarebbe stato, scomparve alzandosi nel cielo come una nuvola bianca che si solleva dal fianco della montagna dopo una pioggia improvvisa e torrenziale. La nuvola che si era nascosta tra i rami fitti degli alberi, l\u00ec nel bosco arrampicato sul costone roccioso della montagna, forse timorosa dell&#8217;acqua che scendeva violenta dal cielo. Una volta passata la paura, per\u00f2, si compattava e iniziava il suo lento volo maestoso verso il cielo che da grigio si apriva in un blu intenso. Cos\u00ec avvenne qualcosa dentro di lei. Sent\u00ec che le tossine, che l&#8217;avevano avvelenata per anni, la abbandonavano scivolando via liberando prima le mani, poi le gambe e infine la testa. Le sembr\u00f2 di provare una sensazione terribile simile a quella del risveglio dalla narcosi dopo un intervento chirurgico. Ebbe la stessa impressione di vedere intorno a s\u00e9 annebbiato, quasi sdoppiato, la difficolt\u00e0 di riconoscere gli oggetti e le persone intorno a s\u00e9. Nella nebbia del risveglio giunse la madre delle domande che le rimbomb\u00f2 come il suono di un gong: \u201cchi sono io? Qual \u00e9 il mio nome?\u201d. E segu\u00ec il panico, quei secondi, lunghi come una vita, in cui non si riesce a ricordare il suono del proprio nome, non si legano le consonanti alle vocali. Nulla, il vuoto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E poi, quando la disperazione \u00e9 l\u00ec, pronta ad assalire, e se ne sentono i primi graffi nella carne, ecoo che la prima lettera lampeggia da qualche parte e scorrendo su un tabellone luminoso, i cui grani si riducono e si compattano assumendo una forma nitida e lucente, appare il nome. E il respiro riprende, dopo una lunga apnea, a far scorrere l&#8217;aria, e l&#8217;ossigeno vitale, nei polmoni e nel sangue. E torna la vita, con la nuova consapevolezza di una rinascita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo \u00e9 quel che accadde a Anna, finalmente serena. La pace interiore, il soffio vitale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/elfodavide.it\/?p=770\" target=\"_blank\"><em>La promessa (parte 1)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio riprese tranquillo. La donna riflett\u00e9 su questa compagnia imprevista. L&#8217;obiettivo che si era dato voleva raggiungerlo da sola ma evidentemente il destino aveva deciso diversamente. 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