{"id":779,"date":"2012-08-16T15:02:21","date_gmt":"2012-08-16T15:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=779"},"modified":"2012-08-16T15:04:18","modified_gmt":"2012-08-16T15:04:18","slug":"la-promessa-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=779","title":{"rendered":"La promessa (parte 3)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Il camper si arrampicava placido lungo la strada incurvata e i suoi ampi tornanti. Lei si ricord\u00f2 che fossero dieci. Non aveva fretta di arrivare al suo destino, ora voleva saggiare la bellezza della strada e della montagna. Abbass\u00f2 il vetro del finestrino e l&#8217;aria frizzante, fredda, le assal\u00ec la pelle. Il cane si precipit\u00f2 nel sedile al suo fianco e le abbai\u00f2. Lei sorrise a quella richiesta e abbass\u00f2 anche l&#8217;altro finestrino. Il cane si affacci\u00f2 con il muso sollevato. Si gir\u00f2 verso di lei e abbai\u00f2 felice. Anna scosse la testa divertita all&#8217;idea che quel momento cos\u00ec intimo lo stesse condividendo con un trovatello.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo il decimo tornante la strada termin\u00f2 la sua arrampicata. Anna rimase sorpresa, la memoria non l&#8217;aveva ingannata. Percorse gli ultimi chilometri in mezzo ad un panorama sorprendente in cui si mescolava il bosco, fitto di lecci e abeti, a grandi ghiaioni in cui rocce appuntite erano avvolte da pietrisco. Al centro di quella distesa lunare si inerpicava un sentiero delimitato da un basso muretto a secco. Anna rallent\u00f2 per ammirarlo, colpita dalla sua bellezza essenziale, e fu attratta dai colori vivaci dei maglioni di una famiglia trainata da un enorme cane bianco. Il piccolo cane nero annus\u00f2 l&#8217;aria, si alz\u00f2 impettito sul sedile si tuff\u00f2 verso il finestrino, arrampicandosi sulle gambe di Anna, abbaiando furiosamente. Il camper bianco arriv\u00f2 ad una casupola di legno chiaro e lucido, evidentemente nuova, all&#8217;ingresso di un largo spiazzo. Una ragazza dal corpo un po&#8217; tarchiato e dai fianchi larghi si abbass\u00f2 verso il finestrino. Il cane si appoggi\u00f2 allo sportello scodinzolando furiosamente. La ragazza dagli occhi chiari sorrise, arricciando il naso, e pass\u00f2 a spiegare meticolosamente a Anna, che annuiva lentamente, come funzionava l&#8217;ingresso. Pag\u00f2 il biglietto, cerc\u00f2 di tirare gi\u00f9 il cane e acceler\u00f2 verso il parcheggio che le aveva indicato la ragazza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Percorse ancora qualche centinaio di metri per arrivare allo spiazzo successivo, si infil\u00f2 in un sentiero ghiaioso e appena si allarg\u00f2 limitato da un recinto di piccoli tronchi di legno, parcheggi\u00f2 il camper sotto l&#8217;ombra di un enorme quercia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il cane scodinzol\u00f2 felice perch\u00e9 aveva capito che il viaggio era finito. La donna appoggi\u00f2 la testa sul volante e chiuse gli occhi per qualche secondo. Il cane si ferm\u00f2 e la osserv\u00f2 preoccupato. Poi si avvicin\u00f2 e si infil\u00f2 sotto il suo mento leccandole le mani. Anna alz\u00f2 la testa, lo guard\u00f2 e lo abbracci\u00f2 con forza sorridendo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cOk, andiamo&#8230; ma prima&#8230; prima&#8230;\u201d il cane la guardava con le orecchie drizzate sulla testa \u201c&#8230;devo trovarti un nome!\u201d e gli scosse la testa con un paio di pacche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cVediamo&#8230;.\u201d e si ferm\u00f2 a pensare. \u201cEcco! Ti chiamerai Pippo! Cos\u00ec riabilitiamo il Pippo tontolone della Disney. Tu di certo non sei un buon fessacchiotto&#8230;\u201d e gli poggi\u00f2 la testa sul muso paffutello \u201c&#8230;ma un bel drittone!\u201d e gli stamp\u00f2 un bacio rumoroso in mezzo agli occhi. E Pippo riprese a scodinzolare felice.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cBeh&#8230;\u201d disse la donna \u201cora tocca a noi!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si infil\u00f2 nel camper, slacci\u00f2 la cintura che avvolgeva il vaso di ceramica e lo prese in braccio, come fosse un bambino. Il cane seguiva i suoi movimenti con uno sguardo severo, in silenzio e muovendosi piano come se avesse intuito l&#8217;importanza di ci\u00f2 che stava per accadere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna apr\u00ec lo sportello del camper e scese insieme a Pippo. Richiuse a chiave. Gett\u00f2 uno sguardo intorno a s\u00e9. Non c&#8217;erano molte macchine, ma un paio di pullman vuoti. Dalle targhe intu\u00ec trattarsi di turisti tedeschi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Chiam\u00f2 il cane e si avvi\u00f2 su una scaletta di tronchi. Fu colpita da un rombo sordo, un rumore crescente di acqua che spaccava il silenzio del bosco. Un leggero vento si infilava tra i rami degli alberi alti e frondosi. L&#8217;ombra era verde e intensa, provocata anche dal tramonto in un cielo color pesca. Anna fu colpita dalle foglie che sventolavano nell&#8217;aria. Gocce gonfie di acqua scivolavano verso la terra e rifrangevano gli ultimi raggi del sole. Pippo camminava sulla terra con un passo sincopato, intimorito dal pietrisco che avvertiva infastidito sotto i cuscini delle zampe. Anna era concentrata ma fu comunque attratta dai movimenti del suo buffo cane.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All&#8217;improvviso si trovarono sopra il torrente che scivolava violento in un piccolo letto avvallato nella terra nera e fra le rocce muschiate. La donna lo guard\u00f2 ammirata con la coda dell&#8217;occhio ma continu\u00f2 a camminare. Ora era arrivato il momento e non voleva pi\u00f9 attendere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ramment\u00f2 che il sentiero non fosse molto lungo ed infatti, dopo una decina di minuti il torrente rallent\u00f2 la sua forza e il rombo delle pietre che scivolavano nel letto si ridusse progressivamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il primo che lo vide fu il cane che si ferm\u00f2 di colpo, confuso e colpito. Anna prima guard\u00f2 il cane e poi fiss\u00f2 la scena davanti a s\u00e9. Il lago di smeraldo emerse dalle fronde degli alberi e si allarg\u00f2 placido e magnifico nella sua glaciale bellezza. L&#8217;acqua era limpida e trasparente; la donna intravide i tronchi enormi pietrificati nel fondo dell&#8217;invaso, i branchi di pesci che scivolavano lentamente vicino alla riva. Alcuni turisti erano piantati, a gambe larghe, sulla riva. Erano persone di mezza et\u00e0, grasse e dalla pelle chiara. La donna immagin\u00f2 fossero i turisti arrivati con i pullman. Si orient\u00f2 con lo sguardo e si diresse, rapida, verso il sentiero alla sua destra. Lei e il cane si inoltrarono nel bosco che costeggiava le pareti delle montagne, al cui centro c&#8217;era il piccolo lago. Camminarono per una mezzoretta sino a quando, superati i turisti sparpagliati sul lungolago, entrarono in uno stretto sentiero nel mezzo di un muro di rocce alte, segnate dal vento e dal ghiaccio millenario. La terra divent\u00f2 nera e umida, il muschio era ovunque, i tronchi degli alberi larghi e nodosi e si intrecciavano nelle profondit\u00e0 della terra e della pietra. Sulla destra risal\u00ec il rombo spumeggiante di un altro torrente che per\u00f2 era nascosto nel bosco. Dopo un centinaio di metri vide Pippo saltellare su un rigagnolo di acqua trasparente che correva sotto i suoi piedi. Si ferm\u00f2 e osserv\u00f2 l&#8217;acqua colare dalle rocce alte alla sua destra. Allung\u00f2 una mano e assaggi\u00f2 l&#8217;acqua gelida raccolta nel palmo della sua mano. Si bagn\u00f2 il collo. Fece un gesto con la testa al cane e ripresero il cammino. Dopo una piccola curva immersa nei rami se la trovarono davanti. Era rimasta esattamente come l&#8217;aveva impressa nel suo ricordo. La guard\u00f2 e un grumo di profonda tristezza le strinse lo stomaco. Era il posto pi\u00f9 bello che avesse mai visto. La casa, si notava, era abbandonata da tempo ma rimaneva splendida nella sua bellezza primordiale. Una piccola baita di legno tinto di verde scuro. Una baita a due piani. Le imposte, color verde acqua, erano serrate. Il cane guard\u00f2 la donna. Lei gli disse: \u201cvai!\u201d e lui, finalmente felice, inizi\u00f2 a correre lungo la spiazzo scodinzolando.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna prese dalla tasca le chiavi, sal\u00ec i due gradini, e apr\u00ec con la mano tremante la porta. L&#8217;odore di chiuso e di legno stagionato le fece arricciare il naso. Il buio dentro era totale. A tentoni trov\u00f2 il tavolo e vi poggi\u00f2 l&#8217;anfora. Si avvicin\u00f2 e apr\u00ec la finestra, spalancando l&#8217;imposta. Il vento port\u00f2 il profumo del bosco dentro la casa abbandonata. Lentamente la donna spalanc\u00f2 tutte le finestre e la luce ormai morente del sole illumin\u00f2 la stanza. Ricord\u00f2 le istruzioni, apr\u00ec la dispensa di legno spesso che copriva l&#8217;unico tramezzo interno. Trov\u00f2 la lampada e le candele. Le accese e la luce tremolante del fuoco si allarg\u00f2 illuminando con un colore arancione la stanza. Anna si abbandon\u00f2 su una sedia vicino al grande tavolo e si guard\u00f2 intorno. I ricordi pian piano le affiorarono alla mente. Si rivide bambina correre per quello spazio che allora le pareva enorme, le partite a carte la sera prima di cena, i racconti tramandati delle fiabe del bosco, il letto gonfio di lana nella sua stanza al piano superiore. Grosse lacrime iniziarono a scenderle sulle guance. E le asciug\u00f2 con una mano e pens\u00f2 che non fosse il momento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si alz\u00f2, prese l&#8217;anfora e l&#8217;abbracci\u00f2 con cura. Usc\u00ec dalla casa e si diresse verso la riva sul lago. Pippo saltellante le and\u00f2 incontro. La guard\u00f2 e si ferm\u00f2 ai suoi piedi. Anna continu\u00f2 a camminare. Arriv\u00f2 al bordo dell&#8217;acqua, immobile. Il cielo inizi\u00f2 a tinteggiarsi di stelle. La luna era gi\u00e0 alta e si specchiava nell&#8217;acqua. Lei abbass\u00f2 la testa, inspir\u00f2 e apr\u00ec l&#8217;anfora.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><a href=\"http:\/\/elfodavide.it\/?p=774\" target=\"_blank\">La promessa (parte 2)<\/a><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><a title=\"La promessa (parte 1)\" href=\"http:\/\/elfodavide.it\/?p=770\" target=\"_blank\">La promessa (parte 1)<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il camper si arrampicava placido lungo la strada incurvata e i suoi ampi tornanti. Lei si ricord\u00f2 che fossero dieci. Non aveva fretta di arrivare al suo destino, ora voleva saggiare la bellezza della strada e della montagna. 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