{"id":78,"date":"2011-01-15T17:32:53","date_gmt":"2011-01-15T17:32:53","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=78"},"modified":"2011-01-15T17:32:53","modified_gmt":"2011-01-15T17:32:53","slug":"la-scogliera-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=78","title":{"rendered":"La scogliera (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p>Non riusc\u00ec a staccarsi dalle sue cose cos\u00ec facilmente. Riapr\u00ec lo sportello del bagagliaio e tir\u00f2 la zip della sua vecchia borsa. Pass\u00f2 la mano, un&#8217;ultima carezza, al tessuto grigioverde ruvido e consumato. Prese tra le mani il suo MacBook, sfior\u00f2 il metallo lucido e gli sorrise come a un vecchio e caro amico. Lo port\u00f2 alle labbra e lo sfior\u00f2 dandogli un breve bacio. Poi caric\u00f2 il braccio e lo lanci\u00f2 con forza verso il mare. Il computer vol\u00f2 verso il baratro, si impenn\u00f2 nell&#8217;aria e poi cadde di taglio. L&#8217;uomo si affacci\u00f2 sulla roccia e lo vide infilarsi nel grigio ferro dell&#8217;acqua, come in un tuffo ben riuscito e rapidamente si inabiss\u00f2 verso il fondale roccioso degli scogli.<\/p>\n<p>Aveva preferito distruggerlo lui, con le sue mani. Quelle stesse mani che lo avevano pestato e accarezzato per anni.<\/p>\n<p>Quel computer era un pezzo importante della sua vita; aveva scritto con quella tastiera i racconti e i romanzi migliori. Ripens\u00f2 alle nottate insonni, trascorse digitando con furia cieca i suoi pensieri pi\u00f9 intimi, la sua brutale fantasia, nella penombra di una vecchia lampada.<\/p>\n<p>In quel semibuio i tasti si accendevano all&#8217;improvviso, guidando silenziosamente le sue dita.<\/p>\n<p>Quel portatile lo aveva accompagnato nei viaggi, aperto sui tavolini di finto legno dei treni, appoggiato sulle sue gambe e illuminato dal chiarore dell&#8217;obl\u00f2 di un aereo, nella sporcizia fredda  di una metropolitana, nei convegni in qualche sala polverosa appoggiato su una poltrona di velluto rosso, nelle scuole a presentare i suoi corsi di lettura creativa con i bambini che incuriositi guardavano quel rettangolo di acciaio anzich\u00e9 seguire le sue parole.<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi. Era impaurito dal futuro e si port\u00f2 una mano sulla fronte.<\/p>\n<p>Con un gesto dell&#8217;altra mano scacci\u00f2 i pensieri e i ricordi.<\/p>\n<p>Decise di muoversi. Non poteva restare troppo tempo fermo l\u00ec, qualcuno avrebbe potuto notarlo.<\/p>\n<p>Chiuse il bagagliaio. Si guard\u00f2 intorno con attenzione socchiudendo gli occhi. Continuava a non esserci nessuno in giro.<\/p>\n<p>Il sole ormai era alto nel cielo. Quel posto tra la scogliera era praticamente invisibile da ogni lato. Anche dalla strada da cui era arrivato. Solo dall&#8217;alto della roccia a strapiombo sopra di lui era possibile vedere la macchina e i suoi spostamenti. Ma su quella roccia era impossibile ci fosse qualcuno. Era una pietra liscia, levigata dal vento e dalla salsedine.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 lo sguardo fino alla cima, osserv\u00f2 con attenzione. Non c&#8217;era nessuno.<\/p>\n<p>Annu\u00ec e si mise in azione. Apr\u00ec lo sportello del lato guida. Dette un&#8217;ultima occhiata approfondita nell&#8217;interno della macchina. C&#8217;era tutto quello che aveva deciso dovesse esserci. Sul sedile posteriore aveva sdraiato il suo giaccone. Apr\u00ec lo sportello del cassettino portaoggetti. Uno sguardo rapido e lo richiuse.<\/p>\n<p>Si asciug\u00f2 una goccia di sudore che gli stava scivolando dalla fronte. Sent\u00ec la camicia bagnarsi di sudore. Si rialz\u00f2, mise la macchina in folle e tolse il freno a mano.<\/p>\n<p>Chiuse lo sportello, and\u00f2 dietro la macchina. Si infil\u00f2 i guanti di lattice, poggi\u00f2 sul selciato lo zaino e inizi\u00f2 a spingere con forza. Dette una strattonata cos\u00ec intensa che sent\u00ec una fitta sul rene. La macchina si mosse e prese velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Forz\u00f2 un&#8217;ultima volta e sent\u00ec che scivolava via oltre il bordo della roccia. La vide inabissarsi nel vuoto e stacc\u00f2 le mani subito prima di perdere l&#8217;equilibrio. Si raddrizz\u00f2 un attimo per poi buttarsi immediatamente a terra, per evitare che qualcuno potesse vederlo dalla valle. Allung\u00f2 il collo e riusc\u00ec a vedere la macchina puntare verso il mare.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso la macchina si capovolse e il cofano urt\u00f2 violentemente su una roccia grigia e appuntita che sporgeva dalla scogliera. Il rumore fu violento. La macchina si accartocci\u00f2 sulle rocce e dopo un attimo, breve come un respiro, esplose con un urlo. Per fortuna, pens\u00f2 l&#8217;uomo, piomb\u00f2 in acqua nello stesso momento in cui si incendi\u00f2. L&#8217;esplosione si confuse con il rombo delle onde che si infrangevano spietate sugli scogli.<\/p>\n<p>Salut\u00f2 dentro di s\u00e9 la macchina che aveva noleggiato da un rivenditore scalcinato nella periferia di Dublino. A carponi indietreggi\u00f2 e appena fu sicuro di non poter essere visto si rialz\u00f2 sulla strada sterrata. Si volt\u00f2 e guard\u00f2 il bosco alle sue spalle.<\/p>\n<p>Era un bel modo ricominciare a vivere passeggiando in un bosco. Davvero un ottimo inizio.<\/p>\n<p>E si avvi\u00f2 per il sentiero che intravide di fronte a s\u00e9 abbandonando la strada sterrata da cui era arrivato con la macchina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non riusc\u00ec a staccarsi dalle sue cose cos\u00ec facilmente. Riapr\u00ec lo sportello del bagagliaio e tir\u00f2 la zip della sua vecchia borsa. Pass\u00f2 la mano, un&#8217;ultima carezza, al tessuto grigioverde ruvido e consumato. 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