{"id":821,"date":"2012-11-17T17:54:23","date_gmt":"2012-11-17T17:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=821"},"modified":"2012-11-17T17:54:23","modified_gmt":"2012-11-17T17:54:23","slug":"voi-avete-gli-orologi-noi-abbiamo-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=821","title":{"rendered":"Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-823\" title=\"foto-7\" src=\"http:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71-300x300.jpg 300w, https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71-150x150.jpg 150w, https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/elfodavide.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/foto-71.jpg 1164w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sono giorni che cerco di comprendere cos&#8217;\u00e8 che mi ha colpito cos\u00ec tanto dell&#8217;ultimo libro di Federico Rampini: \u201cVoi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo\u201d. C&#8217;\u00e8 qualcosa che sta scavando dentro di me e non emerge con chiarezza. Galleggiano alcuni pezzi, i baby boomer- la sete di innovare- la tecnologia- la sveglia alle cinque del mattino per leggere i pacchi dei giornali depositati dietro la porta di casa- la corsa ogni giorno- l&#8217;essere un maratoneta- lo yoga- l&#8217;essere vegano- la curiosit\u00e0 del giornalista, ma sono scollegati tra di loro. Eppure avverto che c&#8217;\u00e8 un filo che li lega, ma non riesco a percepirlo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo Rampini, quello che si racconta nella rubrica curata su D di Repubblica e che scandaglia fino in fondo l&#8217;uso della tecnologia da parte dello staff del Presidente USA Obama, mi ha sempre intrigato perch\u00e9 racconta la vita con una curiosit\u00e0 e una serenit\u00e0 colma di luce interiore. Quella stramaledetta luce interiore che non riesco a vedere nemmeno di sfuggita. Mi riecheggia nella testa la litania del Maestro Shifu, nel cartone Kung Fu Panda: \u201cpace interiore&#8230;. pace interiore&#8230;. pace interiore!!! Chi \u00e8 che disturba la meditazione?\u201d<\/p>\n<p>Ecco, io mi sento cos\u00ec. Solo che sono consapevole di non essere Maestro Shifu.<\/p>\n<p>Nel tentativo di capire ho cercato di rintracciare un ordine. Sono rimasto in silenzio e ho aspettato che i pezzi salissero da soli in superficie e il collegamento emergesse con nitidezza. Macch\u00e9. Niente.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato il sogno. Stanotte stavo correndo, cosa che nella realt\u00e0 faccio quasi tutti i giorni, in campagna ma, superata la met\u00e0 del solito percorso, ho deciso di variare e ho preso un&#8217;altra via all&#8217;incrocio della Chiesa di Santa Maria del Casale, alla periferia di Brindisi. Ho continuato, nel sogno, a correre su una piccola strada di campagna sconosciuta, asfaltata con un brecciolino di asfalto grigio. La via si infilava in una campagna piatta, verde per l&#8217;erba alta e per gli ulivi. Mi guardavo intorno, assaporavo i profumi della campagna. Intorno a me il silenzio era totale, non c&#8217;era alcun segno di vita. E questo in campagna \u00e8 segno di pericolo. L&#8217;esperienza mi ha insegnato che nella campagna la vita freme sempre, in tutte le sue innumerevoli varianti. Un ronzio continuo dimostra che tutto \u00e8 in divenire. La brezza, o il vento nelle sue bizzarre varianti, accarezza o schiaffeggia l&#8217;erba, i fiori, le foglie degli alberi e qualche volta fa scricchiolare i possenti rami nodosi delle querce e degli ulivi. Invece in quella strada tutto era immobile e silenzioso. La strada di fronte a me era dritta e infilava, come una lama appoggiata di taglio, la terra gialla. Finch\u00e9 non ho sentito un fruscio ritmato e all&#8217;orizzonte ho visto qualcosa che si avvicinava. Mi sono fermato, ho socchiuso gli occhi ma il sole di fronte non mi faceva capire cosa fosse. Dopo qualche attimo mi ho capito che avevo atteso troppo e che ormai era troppo tardi. Ho guardato intorno a me. Non c&#8217;era nessuno a cui chiedere aiuto. Dovevo scappare? Con una rasoiata di paura, ero spacciato. Immobile li ho guardati arrivare, pi\u00f9 veloci del vento. Era un branco di cani, ringhianti, pronti ad attaccare.<\/p>\n<p>Mi sono svegliato di colpo, spaventato e gelato. Ho guardato l&#8217;orologio. Erano le cinque del mattino: l&#8217;orario in cui Rampini si sveglia per leggere i giornali e preparare la rassegna stampa dagli Stati Uniti per il quotidiano la Repubblica. Strana coincidenza. Mi sono alzato e sono andato in cucina, ho lavato la caffettiera e poi i piatti della cena. Ho preparato la macchinetta, acceso l&#8217;iPad e scaricato i quotidiani. Ho letto i giornali, bevuto il caff\u00e9 e poi sono andato a fare la doccia e radermi. Mentre lasciavo scivolare la lametta sulla barba mi \u00e8 venuto in mente un capitolo del libro. Quello in cui Rampini racconta che d&#8217;inverno ha l&#8217;abitudine, con qualsiasi tempo di andare a correre all&#8217;alba a Central Park a New York, dove ora \u00e8 corrispondente per il giornale. In quel trafiletto, sempre pubblicato su D di Repubblica nel novembre 2011, lui scrive che per risparmiare tempo ha iniziato ad utilizzare gli audiolibri. Ha quindi iniziato a correre con l&#8217;iPod nano ascoltando libri. E in quel modo ha scoperto il gusto di coniugare corsa e letteratura.<\/p>\n<p>A seguire mi sono venuti in mente anche alcuni capitoli in cui ha parlato di Yoga, delle sue varie esperienze, del bisogno di farlo con regolarit\u00e0. In un&#8217;articolo ha raccontato la rivolta degli Hindu indiani residenti negli Stati Uniti contro la sua commercializzazione che lo trasforma da filosofia di vita in uno strumento di profitto.<\/p>\n<p>Il filo era l\u00ec, lo percepivo, ma ancora mi sfuggiva.<\/p>\n<p>Ho deciso di sperimentare. Solo cos\u00ec potevo tentare di trovarlo: cercando.<\/p>\n<p>Sono andato ad acquistare un paio di auricolari per la corsa. Poi mi sono collegato con l&#8217;iPhone, mio fidato compagno di corse, all&#8217;iTunes Store e ho cercato nella sezione degli audiolibri. Ero un po&#8217; restio perch\u00e9 quando corro non mi piace portare gli auricolari e ascoltare musica. Anzi, a dirla tutta, non sopporto quelli che lo fanno. La bellezza del correre \u00e8 anche nel faticare sentendosi parte della natura intorno, quando si ha la fortuna di poterlo fare in campagna e non nelle fumose e chiassose strade di una citt\u00e0. Io quella fortuna ce l&#8217;ho. E me la godo tutta ascoltando mentre corro il frinire dei grilli, il frullare degli stormi di uccelli, le grida dei gabbiani riparati nell&#8217;entroterra quando soffia la tramontana, il rombo lontano delle macchine, il rullare degli aerei nella vicina pista dell&#8217;aeroporto di Brindisi.<\/p>\n<p>Per\u00f2 dovevo provare, sperimentare e a qualcosa, almeno per una volta, si deve rinunciare.<\/p>\n<p>Per\u00f2 su iTunes non trovavo nulla di interessante. Ho guardato le classifiche, cosa che non faccio praticamente mai perch\u00e9 non mi fido delle popolarit\u00e0. E verso l&#8217;ottantesimo posto, abbastanza dietro per attirae la mia attenzione, ho visto Siddharta di Hesse. Un libro che mi hanno regalato tantissimi anni fa e che mi sono sempre rifiutato di leggere. Perch\u00e9? Non lo so. E se penso che sono un accanito fan di Tiziano Terzani (lo era in tempi non sospetti cio\u00e9 quando non era ancora diventato un&#8217;icona, cosa che tra l&#8217;altro penso l&#8217;avrebbe fatto incazzare moltissimo) e della meditazione Yoga fa apparire ancora pi\u00f9 incomprensibile questa mia scelta. Ma \u00e8 andata cos\u00ec.<\/p>\n<p>Beh, l&#8217;ho comprato a 2,99 euro. Mi sono vestito e sono andato a correre. Ho infilato nelle orecchie gli odiati auricolari e avviato l&#8217;audiolibro. Sulla strada osservavo il sole scendere velocemente dietro l&#8217;orizzonte. Nel cielo cobalto le nuvole rosa assumevano una forma strana a forma di onda con sbuffi irregolari in coda. L&#8217;aurea intorno alla palla rossa del sole si tingeva di un caldo color pesca. Gli alberi intorno a me avevano assunto un profilo sinistro che si stagliava nel vuoto blu. Le parole del libro iniziarono a scivolare nelle mie orecchie, mescolate ad una musica celestiale e profonda. Un rimbombo delicato mi accarezzava la mente e, incredibilmente, il mio cervello riusciva a concentrarsi sulle parole, sul loro senso, sulla bellezza indescrivibile del testo di Hesse. E ci\u00f2 che era intorno a me risplendeva di una luce nuova. Il passo della corsa trovava il suo ritmo, ed era pi\u00f9 fluido del solito. Il respiro era leggero, quasi tranquillo. Nelle orecchie mi giungeva rassicurante il frullare delle ali degli uccelli sopra la mia testa, il frinire dei grilli, il rombo dei motori, il passo leggero degli altri runner. Non avevo perso nulla di ci\u00f2 che amavo intorno a me nella corsa.<\/p>\n<p>Avevo guadagnato una nuova possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tempo passava veloce e non avvertivo alcuna stanchezza. Volevo continuare a correre per ascoltare, con una crescente curiosit\u00e0. E stavo ascoltando un classico da cui ero sempre fuggito. Non credo al caso e penso che la scelta di Siddharta sia stata voluta. Il motivo lo scoprir\u00f2 pi\u00f9 avanti. Spero. Cos\u00ec come spero che un giorno riesca a trovare il filo che unisce quei relitti apparsi dal mio inconscio durante la lettura del libro di Rampini. D&#8217;altronde, un buon libro a quello serve: a \u201cstuzzicare\u201d qualcosa che si \u00e8 incastrato e impolverato dentro di noi. Poi toccher\u00e0 al lettore saper fare buon uso di quegli oggetti, o possibilit\u00e0, che sono stati smossi.<\/p>\n<p>Alcune frasi alla fine del terzo capitolo e all&#8217;inizio del quarto dell&#8217;audiolibro di Siddharta mi hanno aperto una finestra a cui vorrei affacciarmi. Durante la corsa, ascoltando la voce d Enzo De Caro che mi raccontava il libro, mi \u00e8 tornato alla mente il lontano ricordo di mia madre che, mentre ero bloccato a letto dalle varie malattie che mi hanno colpito durante l&#8217;infanzia, mi ha letto decine di libri che poi hanno rappresentato le fondamenta della mia formazione culturale. Ed \u00e8 stato bello ritrovare anche solo quel ricordo che ha smussato il presente.<\/p>\n<p>Solo per queste opportunit\u00e0 che si sono aperte devo molto al racconto poco giornalistico e molto personale di Rampini.<\/p>\n<p>Vediamo che succede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono giorni che cerco di comprendere cos&#8217;\u00e8 che mi ha colpito cos\u00ec tanto dell&#8217;ultimo libro di Federico Rampini: \u201cVoi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo\u201d. C&#8217;\u00e8 qualcosa che sta scavando dentro di me e non emerge con chiarezza. 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