{"id":849,"date":"2013-01-06T19:45:13","date_gmt":"2013-01-06T19:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=849"},"modified":"2013-01-06T19:45:13","modified_gmt":"2013-01-06T19:45:13","slug":"il-canto-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=849","title":{"rendered":"Il Canto di Natale"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La Chiesa \u00e8 avvolta da un refolo di vento gelido. Le mura gialle sono scrostate dall&#8217;umido che sale dal basso verso l&#8217;alto. Ad una certa altezza si blocca. L&#8217;intonaco si compatta, ritorna liscio con sottili venature lucide. In alto, dalle grandi vetrate, la luce entra a larghi fasci azzurri. Sono schegge di allegria, macchie colorate che spezzano il grigiore ammuffito della grande sala, piena di gente. Le volte alte, tondeggianti, amplificano il mormorio delle persone, un roboante risalire di chiacchiericcio umido. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il refolo diventa uno schizzo di aria. Le porte di legno rosso e vetro smerigliato si aprono ed entrano i bambini. Sono due file ordinate, con virgole che sbuffano verso l&#8217;esterno, ondeggianti. Sono piccoli, intabarrati nei giubbotti gonfi di piume, gli occhi lucidi dalle lacrime del freddo, i capelli elettrizzati che si alzano come mille spine. I sorrisi sui loro volti si spengono, le espressioni diventano compunte, serie, concentrati nel ruolo a cui saranno costretti per qualche minuto, il rispetto della sacralit\u00e0 del luogo. Un groviglio di impegni seriosi che non comprendono e accettano come una medicina amara che si deve ingoiare perch\u00e9 un adulto minaccioso gli dice che &#8220;fa bene&#8221;. Come possa un liquido vischioso dal sapore amaro, quello che strappa una smorfia sofferente, fare del bene \u00e8 un qualcosa che non si pu\u00f2 capire. Ma lo dovranno mandar gi\u00f9 comunque e sopportare, con un disgusto che \u00e8 difficile da accettare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il rispetto dura poco. Le loro voci salgono, come l&#8217;umido, dal basso verso l&#8217;alto e accarezzano le vetrate azzurre e le larghe travi di legno scuro forato dai tarli.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I loro piccoli visi si alzano verso il cielo, come se volessero seguire il volo delle loro parole, le bocche si aprono in una espressione estasiata ad ammirare la bellezza pura dei colori di vetro che accendono la luce del sole. E il silenzio, lentamente, torna nella larga sala della vecchia Chiesa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I bambini si tolgono i giubbotti e un prato di maglie con decine di sfumature di rosso tinge le panche. La striscia si allarga, si espande e poi stringe verso l&#8217;altare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il prato si gonfia, monta sulle scale, si stende dal centro verso i lati in un ordine disordinato. Le loro maestre, dal tono di voce discreto, cercano di dare un ordine: i pi\u00f9 bassi gi\u00f9, i pi\u00f9 alti su. Ma \u00e8 tutto inutile. Gli amici non si scollano gli uni dagli altri, le bambine saltellano cercandosi nelle sfumature rosse, con punte di arancione sfuggite al controllo rigoroso delle mamme pantone. \u00c8 un rimescolamento vitale, che strappa sorrisi lacerati ai genitori; sono consapevoli che nulla si pu\u00f2 opporre alla complicit\u00e0 e agli affetti consolidatisi nelle classi, odorose di ammoniaca e muffa. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le maestre scuotono la testa, ma anche sui loro visi si stendono sorrisi di complicit\u00e0 verso i &#8220;loro&#8221; bambini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Arriva il parroco. \u00c8 un frate dal saio gonfio, la schiena ingobbita e il viso coperto da larghe macchie rosse. La sua espressione vorrebbe essere un sorriso ma l&#8217;impressione \u00e8 quella di una smorfia dolorante, di una rancorosa accettazione di un ruolo che qualcuno gli ha affibbiato e che ingoia con la stessa consapevolezza con cui il bambino manda gi\u00f9 in gola la medicina amara.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il frate prende il microfono, parla, sorride ma non lo ascolto. Guardo i bambini, di nuovo assorti nel ruolo, le maestre, le cui mani si stringono nervose, e i genitori che hanno gi\u00e0 estratto dalle tasche le telecamere, gli iphone, i blackberry. Sono pronti a filmare tutto e per farlo si perderanno la vista, dal vivo, dei loro figli. Certo, potranno rivedere il filmato quando e come vorranno, costringeranno colleghi, amici, amanti a rivedere con loro decine di volte quel brutto filmino tremolante. Le loro mani tremeranno per l&#8217;emozione di riprendere i loro bambini. Magari dopo si sentiranno stupidi ma in quel momento saranno eccitati, pronti a godere di un orgasmo rubato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il frate termina. Il silenzio \u00e8 totale. Alzo lo sguardo e guardo la scritta bianca sul vetro azzurro. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pax.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il tic di un tasto premuto rimbomba nella sala della canonica. La musica graffia il silenzio e rimbomba sui muri. Il canto dei bambini inciampa nelle timidezze di quei visi piccoli. Poi sale veloce e spezza le ipocrisie. L&#8217;allegria pervade i muri, si arrampica sui vetri, si spande al di fuori della sala.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le loro piccole mani si alzano e danzano, vomitano lo sciroppo amaro che hanno dovuto ingoiare all&#8217;ingresso nella chiesa, gettano via il sapore amaro dei doveri. Ora giocano, fanno i bambini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sospiro. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pax. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Finalmente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa \u00e8 avvolta da un refolo di vento gelido. Le mura gialle sono scrostate dall&#8217;umido che sale dal basso verso l&#8217;alto. Ad una certa altezza si blocca. L&#8217;intonaco si compatta, ritorna liscio con sottili venature lucide. 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