{"id":936,"date":"2013-06-25T17:15:11","date_gmt":"2013-06-25T17:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=936"},"modified":"2013-06-25T17:15:11","modified_gmt":"2013-06-25T17:15:11","slug":"il-tarabuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=936","title":{"rendered":"Il tarabuso"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;alba apparve nel cielo, all&#8217;improvviso. Le linee increspate delle montagne si iniziarono a indovinare nel buio lacerato. Albert era dietro la finestra, con le braccia strette sul petto. Osservava il cielo, lo sguardo che inseguiva un filo interiore, qualcosa di strappato. Il silenzio intorno alla casa era totale, persino l&#8217;acqua del lago era immobile, quasi aspettasse trattenendo il fiato il sorgere del nuovo giorno. Nel bosco, ancora immerso nel sonno notturno, la rugiada bagnava le foglie degli alberi e la terra nera profumava di humus. Se qualcuno avesse aspirato l&#8217;aria fredda del mattino a pieni polmoni avrebbe confuso l&#8217;odore delle foglie bagnate con il profumo dei funghi cresciuti sotto i larghi tronchi dopo la pioggia della sera precedente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Walter era rimasto in piedi, immobile in quella posizione, tutta la notte. Domande rimbombavano nelle sue orecchie, assorbivano ogni energia, bevevano qualsiasi pensiero. Ma non trovava nessuna risposta convincente. Riusciva solo a registrare una vaga stanchezza, le gambe indurite dalla posizione, un crescente crampo lungo la schiena. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il colore del cielo iniziava a schiarirsi e un delicato color pesca sorgeva lungo la cresta delle montagne intorno al lago. Iniziava ad amare quel posto. Sentiva crescere dentro di s\u00e9 uno struggimento che non provava da molto tempo e che strappava con violenza la corazza che si era costruito negli anni. Aveva difficolt\u00e0 a dargli una identit\u00e0, a incastonarlo come un pezzo di un puzzle, nel quadro della sua vita. Dentro di s\u00e9, per\u00f2, sapeva a cosa corrispondeva quel languore che gli pervadeva tutto il corpo, che scioglieva la rigidit\u00e0 dei nervi, che aveva allontanato con delicatezza i tic nervosi che gli squassavano il corpo durante le giornate trascorse dietro una scrivania a ritrovare la catena delle parole che ormai sentiva lontane da s\u00e9 e che, invece, doveva necessariamente rimettere in fila sullo schermo del macbook. L&#8217;avrebbe chiamato &#8220;casa&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel bosco i primi passeri cinguettarono il saluto al sole. Era un suono saltuario, disordinato, che giungeva alle sue orecchie da punti lontani, intorno ai sentieri. Era un risveglio dolce, che presto si sarebbe trasformato in un canto forte, intenso che avrebbe coinvolto tutto il bosco, risvegliando anche gli alberi e tutta la fauna del bosco. Walter immaginava che solo il cane avrebbe continuato a dormire, probabilmente infilando la testa e le orecchie sotto le zampe nel tentativo disperato di mitigare quello che si sarebbe trasformato in un frastuono gioioso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;uomo abbass\u00f2 la testa, la ruot\u00f2 delicatamente facendo scrocchiare le vertebre del collo. E poi, finalmente, si abbandon\u00f2 sulla sedia, poggiando le mani sul tavolo sotto la finestra. Continu\u00f2 a guardare il quadro della natura dietro i vetri, i colori pastello del cielo, la luce che iniziava a illuminare le cime verdi, a tinteggiare di rosa le nuvole in fondo al blu scuro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E fu in quel momento, nel silenzio rotto dai cinguettii, proprio mentre un solitario tarabuso lanciava il suo grido morbido, che Walter afferr\u00f2 con una mano il suo moleskine e lo apr\u00ec con un gesto lento, come fosse l&#8217;avvio di un rituale. Si guard\u00f2 intorno, annu\u00ec leggermente, prese una delle matite gialle messe infila ordinata sul tavolo e ne controll\u00f2 la punta. E poi inizi\u00f2 a scrivere, la punta della lingua che spuntava tra le labbra; come un bambino che cerca di copiare le prime lettere dell&#8217;alfabeto che la maestra, dal lungo vestito verde e dai lunghi capelli raccolti, ha appena scritto con il gesso bianco sulla lavagna di ardesia nera.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A casa. Si sent\u00ec definitivamente a casa. Un sorriso sottile apparve sulle sue labbra e si immerse nel foglio giallastro del taccuino.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;alba apparve nel cielo, all&#8217;improvviso. Le linee increspate delle montagne si iniziarono a indovinare nel buio lacerato. Albert era dietro la finestra, con le braccia strette sul petto. 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