{"id":987,"date":"2014-02-09T19:52:25","date_gmt":"2014-02-09T19:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=987"},"modified":"2014-02-09T20:33:23","modified_gmt":"2014-02-09T20:33:23","slug":"un-incontro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=987","title":{"rendered":"Un incontro"},"content":{"rendered":"<p>La fermata dell&#8217;autobus era spazzata dal vento. Le carte gettate volavano tutto intorno a Marco. Ma lui non se ne accorgeva, tanta era la stanchezza della lunga giornata di lavoro. Lo zaino gli pesava sulla spalla destra. Gi\u00e0 prevedeva che domani avrebbe avuto torcicollo e mal di testa a causa del peso eccessivo sul nervo. Non riusciva per\u00f2 a fare la cosa pi\u00f9 semplice: infilare le spalliere in tutte e due le braccia per distribuire il peso. Eppure non \u00e8 che l&#8217;iPad fosse molto pesante. Aveva provato e riprovato a ridurre al minimo le cose da portare con s\u00e9 la mattina ma, qualunque fosse il peso, era comunque eccessivo e il nervo della sua spalla destra gli si infiammava.<\/p>\n<p>Il cervello era spento quella sera. Non vedeva l&#8217;ora che l&#8217;autobus arrivasse e lo portasse, finalmente, a casa. La fermata era piena di ragazze e ragazzi vocianti e qualche signora anziana che rientrava dopo essere andate a trovare i figli o qualche amica, oppure anche loro al rientro dopo una lunga giornata di lavoro.<\/p>\n<p>Il colore del cielo virava verso il blu cobalto. Le giornate iniziavano ad allungarsi, il grande buio stava per concludersi, come anche quell&#8217;inverno tutto sommato abbastanza mite anche se molto piovoso. L&#8217;autobus arriv\u00f2 anticipato dai fanali tondi e abbaglianti. Marco fiss\u00f2 quel bagliore e poi ritrasse lo sguardo, chiudendo gli occhi con una smorfia.<\/p>\n<p>L&#8217;autobus si ferm\u00f2, con uno sbuffo rumoroso si apr\u00ec la porta anteriore. Marco lasci\u00f2 il passo meccanicamente ad un paio di signore un po&#8217; anziane. Prese dalla tasca della camicia il biglietto e lo mostr\u00f2, alzando la mano destra, verso il controllore che lo riconobbe e, con un cenno del capo a mo&#8217; di saluto, gli sorrise. Il ragazzo ricambi\u00f2 distrattamente, si diresse verso la coda del pullman e si sedette vicino ad un finestrino. Purtroppo i posti singoli erano occupati e fu costretto a sedersi al fianco di una delle due signore anziane che erano salite insieme a lui. Purtroppo gli capit\u00f2 la pi\u00f9 robusta e fu costretto a poggiarsi lo zaino sulle gambe. A fatica apr\u00ec la cerniera della tasca posteriore e tir\u00f2 fuori un libro. Lo accarezz\u00f2 con la mano, lisciando la copertina bianca ruvida, e lo apr\u00ec tirando il segnalibro. Si immerse nella lettura, un po&#8217; contrariato per il poco spazio disponibile.<\/p>\n<p>Dopo qualche minuto il dondolio delicato del tram, perch\u00e9 l&#8217;autista era uno molto esperto e attento conoscitore delle strade, lo immerse nell&#8217;atmosfera della storia narrata nel libro, e si distrasse completamente da ci\u00f2 che lo circondava. Le fermate si avvicendarono rapidamente e il tempo rimasto per arrivare a quella in cui sarebbe dovuto scendere si assottigliava.<\/p>\n<p>Uno scossone pi\u00f9 violento lo colse di sorpresa e gli fece scivolare il libro dalle mani. Riusc\u00ec ad afferrarlo prima che cadesse per terra. Aggrott\u00f2 la fronte e tir\u00f2 un sospiro di sollievo: sarebbe stato un bel problema raccoglierlo da terra con il poco spazio disponibile. In quel momento avvert\u00ec l&#8217;afrore di sudore secco provenire dalla signora al suo fianco. La guard\u00f2 con la coda dell&#8217;occhio e la sua attenzione fu attratta dalle grandi braccia muscolose scoperte da una camicia a maniche corte. Era inverno e &#8216;sta tizia andava in giro a maniche corte! La guard\u00f2 meglio, questa volta girandosi verso di lei e segu\u00ec il profilo dalla forma ruvida e netta, quasi fosse tagliato con l&#8217;accetta, i corti capelli biondi, il viso largo e bonario. La donna si gir\u00f2 verso di lui e un timido rossore sal\u00ec sulle guance del ragazzo che si gir\u00f2 rapidamente.<\/p>\n<p>E fu allora che la vide. Era di fronte a lui, nella fila di posti successiva. La testa era poggiata al vetro, lo sguardo perso oltre il finestrino. La ragazza aveva un viso sottile, un naso minuscolo e due grandi occhi scuri. Lunghi capelli ricci scivolavano intorno a quel viso e al collo lungo e sottile. Marco si perse nel guardare quella ragazza.<\/p>\n<p>I grandi occhi all&#8217;improvviso si girarono e lo fissarono. Lui si imbambol\u00f2. Lei senza sorridere gli fece un cenno con il mento. Marco spalanc\u00f2 gli occhi sorpreso. Lei gli sorrise e lui si sent\u00ec mancare. Le labbra erano morbide, piccole, rosate. Lei, allora, indic\u00f2 con il dito il libro e gli indirizz\u00f2 uno sguardo interrogativo. Lui afferr\u00f2 e alz\u00f2 il libro come per dire: questo? Lei annu\u00ec con un movimento morbido del viso. Il ragazzo non pot\u00e9 trattenere, nonostante la sua timidezza, un sorriso. Apr\u00ec il libro e lo alz\u00f2 per mostrare alla ragazza il titolo. Lei stacc\u00f2 la testa dal vetro e si allung\u00f2, socchiudendo gli occhi. Si ferm\u00f2 qualche secondo in quella posizione, le mani sulle ginocchia e il busto leggermente spinto in avanti.<\/p>\n<p>Dopo aver letto il titolo si appoggi\u00f2 nuovamente allo schienale del sedile di legno e annu\u00ec convinta verso Marco. Alz\u00f2 il pollice, chiudendo la mano a pugno. Le piaceva. Lui sorrise ancora, questa volta con sincera spontaneit\u00e0.<\/p>\n<p>La ragazza si perse di nuovo guardando la citt\u00e0 oltre il vetro sporco dell&#8217;autobus. Marco sperava che lei lo guardasse ancora, voleva ascoltare la sua voce ma la timidezza gli impediva di fare un passo verso di lei. Anche lui guard\u00f2 dove si poggiava lo sguardo della ragazza. Ma il tempo stringeva, la fermata si avvicinava.<\/p>\n<p>E allora la guard\u00f2. Dritto, intenso. Cerc\u00f2 i suoi occhi. La ragazza avvert\u00ec lo sguardo e lo ricambi\u00f2. La sua espressione era seria ma ogni tanto un filo di sorriso si disegnava su quelle labbra morbide e piccole. Lui sentiva, quando le labbra di lei si allungvano, una fitta al cuore. Non capiva cosa gli stesse accadendo. Abbass\u00f2 lo sguardo che scivol\u00f2, inavvertitamente, sulle gambe della ragazza. Erano accavallate e la gonna, corta ma non troppo, le si era alzata. I collant neri luccicavano e lui avvert\u00ec un moto di desiderio. Lei intu\u00ec il suo sguardo e lo abbass\u00f2 per guardarsi le gambe. Poi fiss\u00f2 il ragazzo aggrottando le sopracciglia, come per dirgli: che guardi? Si aggiust\u00f2 sul sedile e abbass\u00f2 la gonna, contrariata. Marco rimase male. La guard\u00f2 negli occhi e alz\u00f2 una mano in segno di scusa.<\/p>\n<p>Lei gli sorrise ancora e scosse la testa come per dire: fa nulla.<\/p>\n<p>Marco doveva parlarle. Doveva superare la sua timidezza. La signora grassa al suo fianco continuava imperterrita a fissare un punto dritto davanti a s\u00e9, ignara.<\/p>\n<p>Il ragazzo chiuse il libro e lo infil\u00f2 nello zaino. Il pullman fren\u00f2 e le porte si aprirono. La ragazza, di scatto si alz\u00f2, si infil\u00f2 la borsa e scese di corsa. Un attimo prima di scendere l&#8217;ultimo gradino, si gir\u00f2 verso Marco e lo fiss\u00f2.<\/p>\n<p>Il ragazzo fu colto di sorpresa, si alz\u00f2 di scatto anche lui ma senza sapere cosa fare. Sentiva di doverla seguire. Non fece in tempo perch\u00e9 non riusc\u00ec a superare la donna al suo fianco che gli bloccava il passaggio. Rest\u00f2 in piedi, inebetito.<\/p>\n<p>Le porte si chiusero e l&#8217;autobus ripart\u00ec con uno sbuffo. Riusc\u00ec solo a vedere la ragazza, oltre i vetri striati di grasso. Lei lo guardava a sua volta, gli sorrise e con un gesto rapido gli indirizz\u00f2 un bacio con la mano.<\/p>\n<p>Poi scomparve, confusa nella folla sul marciapiede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fermata dell&#8217;autobus era spazzata dal vento. Le carte gettate volavano tutto intorno a Marco. Ma lui non se ne accorgeva, tanta era la stanchezza della lunga giornata di lavoro. Lo zaino gli pesava sulla spalla destra. 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