{"id":997,"date":"2014-03-02T18:46:34","date_gmt":"2014-03-02T18:46:34","guid":{"rendered":"http:\/\/elfodavide.it\/?p=997"},"modified":"2014-03-02T21:18:16","modified_gmt":"2014-03-02T21:18:16","slug":"la-strada-interrotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elfodavide.it\/?p=997","title":{"rendered":"La strada interrotta"},"content":{"rendered":"<p>La notte mi sveglio di soprassalto. Nel buio spalanco gli occhi e inspiro l&#8217;aria con forza. Gli occhi vanno sui numeri rossi della sveglia. Poi mi accorgo che intorno a me c&#8217;\u00e8 un silenzio totale, infinito. E&#8217; come se fossi immerso nello spazio siderale. Invece sono nella mia stanza, piccola e finita. E la realt\u00e0 mi travolge con tutto il suo carico di orrori e di dolore.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in quel momento, in quel preciso momento in cui il vuoto assoluto del risveglio si scontra con le punte acuminate della realt\u00e0 che ritrovo la speranza.<\/p>\n<p>Una speranza che \u00e8 poca cosa, probabilmente, per molti. Ma per un viandante \u00e8 tutto, \u00e8 l&#8217;aggancio alla vita, \u00e8 il desiderio di futuro.<\/p>\n<p>Lui, il viandante, \u00e8 al termine di un lungo viaggio. Ha di fronte a s\u00e9, ora, l&#8217;ultima strada asfaltata. E quello che ha davanti ai suoi occhi \u00e8 un asfalto nero, pulito, intenso come l&#8217;aria che \u00e8 intorno a me. La strada termina all&#8217;improvviso, senza nessun segnale preventivo. Finisce e basta. Una linea netta, diritta che la spezza. E&#8217; la sua fine. Senza scampo. Ed inizia il sentiero. Un sentiero di pietre. Piccole pietre bianche, talvolta con macchie rosate, che coprono la terra. Sotto le scarpe scricchiolano, si spostano, si spandono per poi ritornare misteriosamente al loro posto. Intorno c&#8217;\u00e8 erba alta, di un colore verde pallido.<\/p>\n<p>Il sentiero procede placido, indeciso sul dove andare, per qualche decina di metri. Ma poi all&#8217;improvviso, sommerso dal rumore intenso ma quieto di un torrente di acqua gelida, si innalza come lo sguardo del viandante che \u00e8 costretto a guardare dove dovr\u00e0 dirigersi. Il sentiero, beffardo, si infila nel bosco e si inerpica ripido, senza dare alcuno scampo allo stesso viandante, su per la montagna che ora si erge con la sua immensit\u00e0 sulla testa del camminatore curioso. E&#8217; l\u00ec che si nasconde la speranza. In quel bosco, in quel sentiero che lo taglier\u00e0 come la ferita che \u00e8 dentro di me. Le pietre che coprono la terra scivolano verso il basso ed una progressiva calvizie riporta la terra nera alla luce. La striscia di terra, man mano che si sale verso il crinale della montagna appuntita, diventa una linea sottile, immersa nell&#8217;erba, nell&#8217;edera strisciante, nelle piante di fragole e nei cespugli di lampone. Poi verranno i mirtilli nascosti dietro le rocce squadrate e coperte su un solo lato dal muschio di un verde intenso e scivoloso. Il sentiero si immerge nel silenzio totale. Il silenzio della montagna \u00e8 unico, non ha concorrenti n\u00e9 rivali. E&#8217; un silenzio totale, ma \u00e8 come una nuvola che copre tutto, schiaccia, fa paura perch\u00e9 nasconde il mistero della vita. Ed \u00e8 un mistero che nessuna scienza potr\u00e0 mai disvelare per intero. Perch\u00e9 la vita del bosco non ha un perch\u00e9, ha una sua tecnica ma \u00e8 flessibile, si modifica e si plasma perch\u00e9 incorpora qualunque cosa, la mastica, la ingoia e la metabolizza. Non la uccide, la accetta e la lascia vivere modificandola un po&#8217;, ma modificando anche s\u00e9 stessa per lasciare spazio al nuovo che \u00e8 adesso in lei.<\/p>\n<p>Il viandante che percorre il sentiero non riuscir\u00e0 a guardare la sottile linea che lo guida in quel mondo cos\u00ec avvolgente. Sar\u00e0 attratto dai tronchi larghi e altissimi degli abeti, dallo strato isolante del tappeto di foglie secche, dalle rocce su cui la forestale avr\u00e0 disegnato segni incomprensibile con la vernice azzurra; sar\u00e0 incuriosito e impaurito dall&#8217;intricata rete di sentieri che incontrer\u00e0, mentre sale ansimante lungo la montagna, da un lato e dall&#8217;altro. L&#8217;ossigeno denso annebbier\u00e0 la sua mente e amplificher\u00e0 i profumi. L&#8217;odore della terra bagnata si mescoler\u00e0 con quello dell&#8217;erba e con quello dei funghi che la pioggia notturna avr\u00e0 alimentato. Le mille variet\u00e0 di verde si macchieranno del colore sempre pi\u00f9 intenso dei ciclamini, del rosso delle bacche, del giallo e del bianco dei fiori che incorniciano la striscia nera della terra che i suoi piedi percorrono.<\/p>\n<p>Tutto intorno il silenzio sar\u00e0 gonfio. Ma dopo molti minuti il bosco lo ingoier\u00e0 e le sue forme di vita accetteranno lo straniero, il viandante curioso. Gli uccelli torneranno a volare, sfiorando le foglie degli alberi alti, gli scoiattoli si arrampicheranno sulla corteccia scura degli alberi, piedi veloci correranno sulle foglie del sottobosco, gocce di acqua scorreranno nei letti che a fatica hanno costruito.<\/p>\n<p>E il viandante non potr\u00e0 che fermarsi, appoggiare il suo bastone di legno, e sedersi su una roccia. Si toglier\u00e0 il cappello, asciugher\u00e0 il sudore dalla sua fronte e tuffer\u00e0 il suo sguardo dentro il mondo che \u00e8 intorno a s\u00e9.<\/p>\n<p>Sorrider\u00e0, quel viandante. Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che lui vuole essere. E&#8217; l\u00ec che voleva andare.<\/p>\n<p>Con una mano accarezzer\u00e0 le sue cicatrici. Con un pensiero sfiorer\u00e0 quelle interne alla sua testa e al suo cuore.<\/p>\n<p>Quel sentiero, quel bosco. Sono la sua speranza di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte mi sveglio di soprassalto. Nel buio spalanco gli occhi e inspiro l&#8217;aria con forza. Gli occhi vanno sui numeri rossi della sveglia. Poi mi accorgo che intorno a me c&#8217;\u00e8 un silenzio totale, infinito. 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