Un autografo.

Ti ricordi quando mi portasti nella sede della tua cooperativa in via Grazia Balsamo e mi facesti vedere il vostro Macintosh SE?

Ti ricordi quando mi spiegasti, con quel tuo sorriso ironico e sfrontato, il linguaggio rivoluzionario di Hypercard 1.2?

Ti ricordi quando pensammo insieme il formato grafico del Notiziario Fisac di Brindisi con il FreeHand?

Ti ricordi le ore e ore di lavoro di notte nel battere gli articoli di “Giovani” e poi le giornate trascorse a impaginarlo sul mio Macintosh Plus?

Ti ricordi quando camminavamo per giorni al buio nelle strade di Brindisi parlando di donne, che non c’erano, e della follia innovativa dei nostri Mac?

E’ passato molto tempo amico mio. Tanto. Ora tu sei lì e cammini sulle nuvole con la tua chitarra classica sulla schiena e io ti guardo da giù e riesco ancora a ricordarmi la tua risata e la tua voce.

Beh, Mario. Amico mio. Steve adesso è lì, sulle nuvole. Cercalo Mario. E parlaci. Fatti fare un autografo. E portalo qui. Perché mi manchi. Mi manca il potermi fidare di un vero amico. E l’unico mio vero amico a Brindisi sei stato tu. Trovalo Mario. Trovalo. Parlagli come sai fare tu. Vedrai che inventerete qualcosa di nuovo.

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2 risposte a Un autografo.

  1. emanuela scrive:

    Un pensiero dolce e toccante per un amico che non c’e’ piu’ ma che abita il tuo cuore.
    Mi piace molto.

  2. Fabio Magliocca scrive:

    Aggiungerei anche un book di canzoni per un campo-scuola nel 1987, realizzato sempre in quella cooperativa in via Grazia Balsamo.

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