Maestro Shifu è alla ricerca della pace interiore. Il rumore al di fuori di sè è terribile, un frastuono di clangori metallici che gli stritola i timpani. È un groviglio di graffi striduli, di scricchiolii di decibel, una matassa di strepiti che lo avvolge disperatamente. E lui non riesce a concentrarsi perché non sa come dipanarli, come separarli e identificarli. Non ne comprende la provenienza, la logica, non sa se sono riconducibili a dolore, a scontri, ad ansie, ad orgasmi, a risucchi di lingue avvolte, a carni lacerate da lame o da schegge di bombe.
Maestro Shifu non trova la pace.