Amore che va, solitudine che resta

“I lose my baby”. Una donna appena salvata dalle onde del mare che si rotola su un gommone, disperata, alla ricerca del bambino ingoiato dalla massa liquida, grigia e fredda. Quel bambino sarà salvato dai soccorritori. Sarà lasciato morire da chi, sulla terra ferma, non arriverà in tempo, dopo quattro ore di inutile attesa.

Un uomo aspetta un messaggio su uno smartphone. Aspetta la donna che ama. Ha il Covid. Le ha scritto un messaggio preoccupato. Lei non ha risposto, ha letto ma non ha chiamato, non ha risposto, non l’ha cercato. Che amore è una cosa simile? Lui si rotola nel letto alla ricerca di una spiegazione, che non troverà. Ha perso l’olfatto, non può sentire l’odore della malattia, il sudore stantio che bagna le lenzuola. Riesce solo a percepire i dolori nelle ossa, il dolore annidato nel cuore.

Un ragazzo è stravaccato davanti al pc. Guarda la telecamera poggiata sul monitor in alta definizione. Dentro le schermo ci sono i volti dei cuoi compagni di classe. Si muovono a scatti, i pixel sono grossolani, i volti in parte sfocati, le luci falsate dall’ombra o dalle lampade accese sopra le loro teste. Li guarda, sono infilati dentro celle rettangolari. Poi guarda la sua di finestra, i colori sono saturi, tendono all’arancione, sembra finto. Lo schermo si riflette nei suoi occhiali e lui si avvicina e vede, in quelle piccole lenti, le minuscole finestrelle in cui si intravedono le facce dei suoi amici. Si strofina gli occhi, sollevando gli occhiali. Gli bruciano, li sente umidi. Si accorge che sono lacrime e le guarda confuso, sconvolto. Il professore continua a parlare, lento, con la testa abbassata e del suo viso si vedono solo i capelli e la fronte lucida. Non si accorge di nulla.

Cosa resta di una vita? Cosa resterà a quella madre, sfuggita alle torture, allo stupro da cui era nato quel bambino, all’aver scampato la morte nel mare in cui morirà il suo bambino? “I lose my baby”.

Cosa resterà a quell’uomo che ha impegnato tutto sè stesso per un amore che non avrebbe meritato nemmeno un minuto in più di un veloce e appassionato rapporto sessuale?

Cosa resterà a quel ragazzo di questi lunghi mesi in cui ha perso amore, amicizie, scuola, sport, vita che nessuno potrà mai più restituirgli?

Cosa resterà di questa vita?

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