La passeggiata.

Il sole picchiava di lato riscaldando il soffio gelido della tramontana. Il muro della scuola è giallo, pulito. Ieri hanno abbattuto tutti gli alberi e lo spiazzo di selciato è spoglio, quasi arido. Mi sento le spalle scoperte, gli alberi mi davano sicurezza, quasi una sottile intimità.

Ondeggio sulle Geox di panno in attesa che la campanella suoni l’orario di uscita dei bambini.

Due mamme di fronte chiacchierano gesticolando. Le loro mani disegnano figure contorte nell’aria polverosa. Sono carine, truccate, vestite con una cura appariscente. Le lenti scure mascherano l’espressione degli occhi, le labbra colorate di rosso serrano le parole e le lasciano uscire schiacciate, veloci, pungenti come gli spifferi acuminati del vento.

“Ieri sera era proprio una bella serata: il cielo era limpido, l’aria fresca. Con mio marito abbiamo deciso di andare a fare una passeggiata.”

“Ah, avete fatto bene. Anche io volevo uscire ma non ce l’ho fatta. Dove siete andati?”

“All’Ipercoop!”

“Ah….”

 

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