Il potere del bunga

Percorro la stradina incardinata tra due muri bianchi di pietra e dopo qualche metro attraverso il portone aperto di legno doppio e scuro. E’ lucidato ma profuma di muffa antica. Nell’interno, in una nebbiosa penombra, due giovani donne sono piegate davanti a maestose botti di acciaio lucido impegnate a riempire alcune damigiane trasparenti. Il vino rosso esce a fiotti dal rubinetto e cadendo all’interno del vetro monta una schiuma rosa spumeggiante.

Tra le crepe delle pietre rimbomba la voce di una vecchia radio di legno poggiata su una mensola di legno spesso: “Giornale Radio! Il Presidente Berlusconi al centro di uno scandalo sessuale. Avrebbe avuto rapporti, definiti “bunga bunga” per indicare una particolare forma di rapporto, con una ragazza nord africana minorenne! La Procura di Milano indaga e dalle intercettazioni telefoniche di alcune giovani escort vicine agli ambienti del Presidente uscirebbero prove schiaccianti che porteranno, probabilmente, ad un processo per direttissima!”

Sulla destra il titolare della cantina, un omone alto e barbuto, ascolta le notizie con le solide braccia intrecciate sul torace. La sua voce baritonale tuona nello spazio ampio della sala e rimbomba sul tetto a stella di antica pietra grigia mentre si rivolge a due anziani clienti che sono al sua fianco.

“Ma che vanno cercando da quel pover’uomo?”

Il vecchio, ridacchiando, gli risponde: “La loro è tutta invidia! Questi magistrati rossi vorrebbero arrivare a 74 anni e riuscire ancora a fare il “bunga bunga” con qualche ragazzina! E invece non ce la fanno! Non ci riescono! E si incazzano! Ma vedi se uno non può fare quello che vuole!”

Il titolare rincara: “Infatti! Adesso uno non può fare quello che vuole a casa sua! Finalmente un uomo normale, a cui piacciono le donne! Altro che ‘sto Presidente della Puglia che siamo costretti a tenerci! Che schifo! Lui invece, il nostro Berlusconi, no! Lui se la spassa! Fa bene!”

Il vecchietto, sempre ridacchiando, si appoggia sul suo bastone sottile di legno. “Magari ne passasse una a me di quelle ragazzine. Eh eh eh eh! Chissà che non riesca ancora…” E scoppia a ridere rumorosamente aspirando l’aria con il naso con un gran rumore.

All’improvviso sento una botta che mi fa sobbalzare. Alzo la testa e di fronte a me c’è una delle due ragazze che stavano spillando il vino. E’ una giovane bionda molto carina, e mi attrae un foulard di seta con colori pastello attorcigliato intorno al collo. La guardo dritto negli occhi. Sono azzurri, limpidi e dei lampi di ira li attraversano.

Ha sbattuto la mano su un tavolaccio di legno, facendo vibrare alcune caraffe di vetro vuote. Guarda il titolare della cantina. A larghi passi si dirige verso di lui e ferma il suo viso a qualche centimetro dal mento squadrato dell’uomo.

E a te piacerebbe se un vecchio di 74 anni mi sbattesse il suo schifoso cazzo nel culo?” gli sputa dritto in faccia senza abbassare lo sguardo. L’uomo sbatte le palpebre, la guarda spalancando gli occhi come stupito.

Maria, ma che dici?”

Papà, cazzo, ho anche io 17 anni! Rispondimi: ti piacerebbe se Berlusconi me la sbattesse nel culo? Magari in cambio di un po’ di soldi o di qualche schifosa farfallina di pietre preziose?”

Ma… Maria…”

La ragazza soffia dalle narici. Sembra una pantera inarcata e pronta per saltare, per sbranare.

Rispondi!”

I due clienti anziani si guardano in tralice. Sono immobili. Hanno smesso di sorridere.

Il padre della ragazza stacca i suoi occhi da quelli della figlia e abbassa la testa. Scioglie le braccia e intreccia le mani dietro la schiena.

Allora?” la voce morbida si trasforma in un rauco graffio.

L’uomo alza la testa e gira lo sguardo verso di me. Si ferma qualche secondo e poi torna sul viso della giovane. I suoi occhi si muovono sul suo viso.

Hai ragione Maria. Hai ragione. Non so cosa mi è preso. Scusa.”

Si gira e se ne va.

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