Asino chi legge

“…i ragazzi, i giovanissimi e i meno giovani, descrivono poco perché intorno a loro non vedono niente. E non è che ci sia il niente: c’è il brutto, lo squallido. E la mente umana rifiuta lo squallore.””Scrivere non è fare i compiti. Non è fare il tema. E’ uno strumento che si impara a suonare e che più si suona, più si impara.”Il libro di Antonella Cilento è un bel libro. E’ scritto molto bene, con una notevole bravura nel disegnare luoghi, situazioni, persone attraverso le parole. E’ molto interessante il suo viaggio nelle varie pieghe della scuola pubblica italiana, girando in lungo e in largo nella penisola italiana, anche se in gran parte il suo girovagare è concentrato nell’Italia meridionale. Mi è piaciuto molto anche il suo raccontare il paese attraverso le immagini raccolte nei viaggi con i mezzi pubblici.Non ho ben compreso la finalità di questo libro se non quella di una testimonianza forte e del raccontare una personale scelta di vita. In vari punti, ed è il motivo per cui non ho valutato al massimo questo libro, è eccessivo il tono paternalistico nei confronti dei giovani e della società. Un tono che, talvolta, mi ha convinto poco.

Resta comunque un libro che va letto.

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